News da chi è meno fortunato di me, parte seconda

Pubblicato alle 18:31, il 05·05·2008

E alla fine è morto. Che i giovini di Forza Nuova non avessero le palle lo sapevamo tutti, che i giovini di Forza Nuova fossero violenti lo sapevamo tutti; che i giovini di Forza Nuova uccidessero le persone, beh, questo non era di certo sulle prime pagine, però, che dire, capita.

Leone di Verona

Mi piacerebbe commentare due dichiarazioni. Soprassiedo sul fatto di enfatizzare che i quattro cerebrolesi fossero di buona famiglia, che fa abbastanza orrore.

Alemanno condanna "qualsiasi forma di estremismo ideologico a prescindere dalla parte", ma tutti si son dimenticati di chiedergli se vedesse qualche collegamento fra il simbolino che ostenta lui al collo e quelli che riempiono gli spalti dell'Hellas. Poi chiaramente è tipico condannare tutte le possibili vicende quando ne capita una ben precisa, e bravo Alemanno, sono pienamente convinto che anche se hai deluso loro con quelle dichiarazioni "liberal" sulla Resistenza, hai subito rialzato la testa.

Ben più grave è questa dichiarazione dell'uomo il cui spessore politico rasenta lo spessore del MacBook Air.

Forse è questione di karma, dopo aver partecipato al Family Day da fedifrago o aver fatto un discorso di insediamento liberal quasi quanto il nuovo Alemanno ha capito che da bravo delfino di un ex-fiero-repubblichino le sue posizioni stanno da ben altra parte.

Per chi non sapesse leggere fra le righe, il significato a scanso di ambiguità della frase di Fini è ( fino a una qualsiasi smentita ) "Bruciare una bandiera ( fra quelle che piacciono a me ) è molto più grave di un omicidio ( da parte di quelli che piacciono a me".

Io non saprei in quale modo vergognarmi, al posto suo, ma probabilmente gli deve essere passato di mente.


News da chi è meno fortunato di me

Pubblicato alle 17:49, il 04·05·2008

Riporto un articolo di un giornale ignobile:

Chi la fa l'aspetti. L'ultima puntata di "Annozero" ha segnato l'anno zero del servizio pubblico. Lo ha ammesso addirittura, con apprezzabile onestà intellettuale, il presidente della Rai, Claudio Petruccioli. Un'ammissione tardiva, comunque più che opportuna.

Poiché non è dato a nessuno, in nome di una equivoca interpretazione dell'articolo 21 della Costituzione, offendere persone e istituzioni impossibilitate a difendersi. Aver mandato in onda, come ha fatto Michele Santoro, brani di una volgarità inusitata di un discorso del plurimilionario comico Beppe Grillo, scagliatosi per l'ennesima volta contro tutto e tutti, è stata un'operazione che nulla ha che fare con il diritto di cronaca. Il "martire" della televisione, il difensore che reclamava un microfono a tutti i costi ne ha fatto ciò che ha voluto. E quando qualcuno si è permesso di criticarne le gesta, puntualmente s'è dovuto sorbire le reprimende della vera casta, quella che si è arrogata il compito di vigilare sulla libertà d'espressione mancando ad un dovere essenziale: definirne i confini. Confini che, come s'è visto giovedì sera, sono stati abbondantemente travolti da una gestione di "Annozero" a dir poco insultante per tutti gli italiani che pagano il canone e hanno il diritto di assistere a programmi meno velenosi e certamente non ridondanti gratuiti e volgari attacchi a personalità come il presidente Napolitano e al professor Veronesi, oltre che per il contesto francamente inaccettabile sotto il profilo delle elementari norme della civiltà dei rapporti.

Non sarò così stupido da invocare qui censure e sanzioni a carico del responsabile di tale scempio dell'intelligenza: non vorrei che qualcuno tirasse fuori ancora una volta l'icona del martirio massmediale; ma non posso non augurarmi, soprattutto dopo l'intervento di Petruccioli, una profonda riflessione della televisione di Stato sulla qualità dei suoi prodotti. Potrei perfino essere contento del fatto che Santoro, indiscutibile riferimento di una sinistra in disarmo, carichi le sue trasmissioni di tanta inaccettabile ostilità da avvantaggiare oggettivamente la destra. Ma sarebbe meschino da parte di chiunque declinare un episodio così insopportabile a fini di mero tornaconto politico. "Annozero" è semplicemente una trasmissione tipologicamente ascrivibile a una televisione non di servizio pubblico. Del resto, il suo ideatore e conduttore ha sempre rivendicato, contro ogni ragionevole richiesta di controllo da parte delle strutture, piena libertà. Gli è stata data: i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Adesso se ne fa un caso. Santoro se ne gioverà presso quella parte che mastica risentimento dopo la disfatta elettorale. A noi resta l'amaro in bocca per un servizio pubblico televisivo che fornisce esempi contrari al sentire della stragrande maggioranza degli italiani. Qualcuno dovrà occuparsene prima o poi.

Premetto che l'autore si arroga del diritto di dire "non sarò così stupido da ...", e la cosa è un boomerang con le lame, vista la bassezza di interventi come "masticare risentimento dopo la disfatta elettorale", come un tifoso della Fiorentina dopo la sconfitta di oggi. Ma mi pare di aver accennato già una volta all'entità "politica e calcio".

Non ho seguito molto la vicenda, però quest'articolo e i relativi video su YouTube fanno capire un sacco di cose.

La prima cosa è che Il Tempo giudica Umberto Veronesi e Giorgio Napolitano "impossibilitati a difendersi". Probabilmente è perché loro in redazione si sono mantenuti così in forma leccando il culo a chiunque in certi ambienti che pensano che chi abbia compiuto l'ottantesimo anno d'età possa svolgere ruoli istituzionali di spicco ( e, nel caso di Veronesi, fare anche ricerca ), ma non possa prendere in mano una penna, o una tastiera, ed esprimere "rammarico" o "disgusto" a proposito delle dichiarazioni infamanti del Grillo.

Mi piacerebbe anche sapere da questa persona che da bravo editorialista dei tempi di Augusto Pinochet o di Nicolae Ceauşescu non motiva alcuna delle sue affermazioni, quale sia la corretta interpretazione dell'Articolo 21. Per dovere di cronaca ne riporto l'ultimo pezzo:

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.

È abbastanza autoesplicativo. "La legge stabilisce", dice, ma è abbastanza chiaro che la diffusione di uno stralcio di uno spettacolo autorizzato ( e abbastanza partecipato, visto che 50,000 persone sono proprio tante, se poi contiamo le firme raccolte c'è da aggiungere uno zero a destra ) non rappresenti una "manifestazione contraria al buon costume": se così fosse probabilmente dovremmo fare problemi per qualsiasi "manifestazione" di atti osceni, quali la solita esposizione di carne fresca che abbonda apud RAI et Mediaset, le usuali volgarità dei film di De Sica, le usuali volgarità di Bruno Vespa, e così via.

Non voglio fare il discorso del "quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito", ma tutto gravita intorno a quello. Quella puntata di Anno Zero pullulava di abomini di vario tipo, come, ad esempio, una persona che dice "pezzo di merda" ad un'altra persona. Anche questa è diffamazione, e anche questa è penalmente perseguibile, ma non lo voglio dire a quelli del Tempo che potrebbero finire in crisi mistica.

Il giornalista cileno dice che la cosa "non ha a che fare col diritto di cronaca", e invoca ad un controllo della qualità della televisione di Stato. È evidente che la cosa va bene per certe trasmissioni ma non va bene per altro. Intuisco, dato che il leccaculo non ha assolutamente motivato le due affermazioni, che i reality show di qualsiasi tipo siano trasmissioni di qualità, e che allo stesso modo lo siano gli stessi TG1 e TG2, e lo siano sempre stati fra Riotta e Mimun, fra trasmissioni confezionate e servizi truccati, visto che in quel caso non fu mai chiamata in causa la qualità della TV di Stato.

Invito il leccaculo a non riferirsi ad un "noi" che non sia la redazione del Tempo, perché non può costringere chi ha un cervello e delle idee a farsene una colpa.

E ora due righe su quello che io penso della faccenda.

Ho già espresso quello che ritenevo opportuno sul fronte "diffamazioni". Se c'è da intraprendere un'azione legale, la si faccia contro Grillo, non contro Santoro, perché contrariamente a quello che può dire la stampa di Pinochet, ha solo ed esclusivamente riportato dichiarazioni. Se poi ora come ora il "riportare dichiarazioni" coincide col "fare pubblicità" forse sarà meglio riempire i giornali di pagine bianche, così magari s'abbasserà la densità di falsità e di errori grammaticali.

Per il resto, sono mediamente convinto - e spero di non sbagliarmi - che Anno Zero andrà in onda giovedi prossimo, perché un'interruzione del servizio in questo modo sembrerà agli occhi di chiunque un déjà-vu troppo evidente, anche perché nessun insulto a chiunque in questo Paese è visto come offensivo ( come mai Grillo è uno stronzo se insulta Napolitano mentre qualsiasi politico leghista può prendersela quanto vuole con le istituzioni ? ), e quindi forse è meglio anche per un ominide come Petruccioli non dare a credere che questo 2008 sappia troppo di 2002.

In merito, riporto la dichiarazione di Santoro, perché io con la stampa di Ceauşescu non ho un cazzo a che vedere:

Ho fatto come sempre il mio lavoro, con ottimi risultati per l’azienda e portando a termine una trasmissione difficile che ha dovuto sopportare durante il suo svolgimento insulti e provocazioni preordinate. Ritengo di aver esercitato il diritto di cronaca dando conto, come altri programmi, dei momenti più significativi della manifestazione promossa il 25 aprile a Torino da Beppe Grillo.
L’ho fatto nell’esclusivo interesse del pubblico, con un lavoro di edizione che ben risultava dalla messa in onda, ma del quale, se vorrà, il Presidente Petruccioli potrà essere informato ascoltando montatori e giornalisti che lavorano con passione nella nostra redazione e che sono abituati a usare la loro professionalità al servizio del pubblico e non per conto terzi.

Tutti i partecipanti ad Annozero, compreso Marco Travaglio, che aveva preso parte al V-Day, hanno avuto espressioni di critica e avanzato rilievi nei confronti di Grillo; c’è stato anche chi l’ha insultato con estrema violenza. Le affermazioni di Beppe Grillo sul Presidente Napolitano, già presenti nelle cronache di tutti i giornali italiani, sono state riportate senza la volontà di farle proprie. Non riportarle avrebbe rappresentato, a mio parere, una grave omissione e una censura. La stessa considerazione vale per i giudizi sul professor Veronesi e su qualunque altro personaggio pubblico. Poiché Grillo è di fatto un soggetto politico, va attribuita esclusivamente a lui la responsabilità di ogni sua dichiarazione, come confermano recenti sentenze della Corte di Cassazione e come normalmente avviene per Berlusconi, Bossi, Mastella e qualunque altro leader politico. Spetta dunque ai tribunali e non ai giornalisti valutare la portata calunniosa delle affermazioni fatte dai soggetti politici e non mi risulta che ci siano state iniziative in tal senso, perché altrimenti ne avrei dato volentieri conto.

Sono pronto a rispondere in qualsiasi sede della correttezza dei miei comportamenti e resto fiducioso in attesa delle iniziative che intenderà intraprendere il Presidente Petruccioli, ma non ritengo che esse potranno continuare a consentire ai leader dei partiti di dire quello che vogliono nella televisione pubblica, proibendo invece a un unico soggetto politico, Beppe Grillo, di esprimere il proprio pensiero. La Rai appartiene infatti al pubblico e non ai partiti e la libertà d’espressione è tutelata dalla Costituzione Repubblicana.


News di ripiego

Pubblicato alle 15:18, il 26·04·2008

Avevo scritto qualcosa di lungo e magari anche divertente ma non mi sembra il caso di pubblicare roba in più tempi, fra l'altro nemmeno così interessante come poteva sembrare all'inizio.

Ultimamente si son sentite tante cose divertenti, soprattutto dal fronte "politico".

I greenfags dicono "non è una questione di poltrone, abbiamo rinunciato ad un ministero, vedete quanto siamo bravi ?", dopodiché ritrattano e dicono "vogliamo tre ministeri"; super elastic bubble plastic manda a cagare i francesi perché c'è la cordata italiana, salvo poi intendere che per italiana intende qualcos'altro; dopotutto in confronto ad Alpha Centauri siamo tutti italiani, cosa volete che siano un pugno di migliaia di chilometri in confronto ? Ma questa è roba vecchia, di nuovo c'è che lo stesso super elastic bubble plastic ha detto che è colpa dei sindacati cattivi se hanno fatto scappare Air France, e il camerata Gustavo Selva ( quello della P2 e dell'ambulanza, ricordate no ? ) ha detto che il 25 aprile andrebbe abolito come festa nazionale, in quanto è più che evidente il fatto che sia una festa che divide piuttosto che unire. Detto da parte sua è un po' come se Jörg Haider ( o anche solo Pino Rauti, o persino da Gustavo Selva ) chiedesse di abolire la giornata della memoria perché è chiaro che quelli come lui non si sentono in dovere di partecipare.

Insomma, è passato così poco dalle elezioni e già il test di intelligenza noto come "copertura mediatica" sta dando eccellenti risultati.

Una cosa che volevo segnalare come toccata e fuga per chi avesse un minimo interesse in cosucce come teoria delle stringhe e gravità quantistica è una divertente pubblicazione di Carlo Rovelli a riguardo. Per la cronaca, per "teoria delle stringhe" si intende quella serie di teorie che interpretano le particelle elementari ( elettroni, quark, etc. ) come "corde che vibrano" in un certo modo, e un sacco di cose possono essere descritti da entità a più dimensioni; ce ne sono di vario tipo, e tutte portano comunque ad avere un numero imbarazzante di dimensioni ( 10, 11 o 26 ). La gravità quantistica è banalmente la "quantizzazione dell'interazione gravitazionale", e non è una cosa così semplice come il mio "banalmente" può lasciare intuire. Il fatto è che ora c'è una specie di guerra di religione fra stringhisti e scettici riguardo alla fantomatica "teoria del tutto", e gli argomenti a riguardo non sono sempre così illuminati.

Come ho già detto un po' di tempo fa, LHC potrebbe fornire qualche prova sulla validità della supersimmetria, ma potrebbe anche non fornirne affatto, e la cosa sarà comunque una gran scoperta ( così come quella eventuale del bosone di Higgs, e così via ); che dire, se ne riparlerà a luglio.

Comunque, la pubblicazione sopracitata ( questa qui ) è scritta da uno scettico riguardo la teoria delle stringhe ( e si vede ) ed è sulla falsariga dei dialoghi di Galileo, e il gioco consiste nel leggersela e vedere quando si inizia a non capirci più nulla.


News dagli strani déjà-vu

Pubblicato alle 13:39, il 15·04·2008

Furio Colombo scrive che "non vedremo un film già visto", e Padellaro, dispiaciuto, non evita il classico commento sul "salvare il salvabile", in quanto il PD si conferma come nelle previsioni il primo partito d'Italia.

"È morta la sinistra", dicevano altri.

L'Arcobaleno grigio

Tanto per fare lo scassapalle di turno, questa stessa dichiarazione uscì dalla bocca Giovanni Lindo Ferretti a suo tempo, in circostanze diverse, ma mica tanto.

Iniziamo a capire cosa non va, ma prima mettiamo le mani avanti: Veltroni non ha sbagliato una virgola in questa campagna elettorale, bisogna dargliene atto. L'unico errore stupido è stato la solita questione del "voto utile", per il resto, lo ripeto, non ha sbagliato una virgola.

Per questo motivo, dare al Partito Democratico la colpa della "scomparsa della sinistra" non solo è una cazzata, ma è un atto molto immaturo, e si sono sentite anche molte dichiarazioni del tipo "te l'avevo detto", sulla decisione di correre da soli, e sulla "chiusura verso la sinistra radicale", quando qualche motivo dopotutto c'era.

Uno di questi, a mio parere, è la tradizione della sinistra italiana di spalarsi merda reciprocamente, tanto per. È anche divertente notare come questo accada fra sponde adiacenti, ovvero, Rifondazione che spala merda sul PD, Sinistra Critica che spala merda su Rifondazione, e "quegli altri sfigati" che spalano merda su Sinistra Critica, e il climax dei termini usati va dal "moderato" al "servo dei padroni".

Incredibile, no ?

Spezzo una lancia a favore di Bertinotti, che oltre ad essere stato un Presidente della Camera impeccabile, è anche riuscito bene o male a riunire le varie forze di quella che chiamano "sinistra radicale", sebbene con risultati scarsi. E la scarsità di risultati è dovuta al fatto che questa riunione è stata fatta con la colla stick, anziché coi gluoni.

Innanzitutto, il programma. Nessuno sembra essersi reso conto che il programma dell'Arcobaleno non aveva nessun tipo di politica economica "su scala nazionale". Tutto doveva essere incentrato sul benessere di una certa classe sociale che ha fatto fare il pieno alla Lega Nord, e non si capiva come i problemi delle casse dello Stato si sarebbero dovuti risolvere.

Sia ben chiaro, questo è un problema molto più accentuato presso chi governerà questo paesello nei prossimi giorni, perché non si capisce in che modo il "più soldi al nord che produce" ( sono solo cinque le regioni a statuto ordinario in attivo in Italia ), aiutato dalla riduzione delle tasse, possa risanare il bilancio. A tutto questo ovviamente si legano l'emergenza rifiuti, fra cause ed effetti, e la questione meridionale che ormai va avanti da tempo immemore. Non verrà risolto niente di tutto questo, non mi pare che l'incapacità del centrodestra sia mai stata messa in discussione.

Chiusa questa parentesi, sul programma non c'è tanto da dire, se non il fatto che un quinto dei punti inizia con "dignità e diritti nel lavoro", e che ci sono tante idee e poca concretezza, anche se questo era chiaro sin dal principio.

I problemi diventano quindi due, che posso elaborare separatamente:

  • È necessario buttare via la spazzatura. Bertinotti si è dimesso, e non possiamo dire "era ora", anche perché al momento non c'è un altro leader decente, e c'è poco da fare. Cosa buona e giusta è che i Verdi si sciolgano definitivamente e che Pecoraro Scanio sparisca dalla politica, perché ha dimostrato la sua totale incapacità sia come "leader di qualcosa" che come tecnico. Non si può dire la stessa cosa, fortunatamente, di molti altri suoi compagni di partito, tuttavia fare dell'ambientalismo cieco una bandiera non fa bene né all'ambientalismo e né all'Italia in sé, perché fare politica ( non so se se ne siano accorti ) deve guardare anche agli interessi del Paese in toto, e non all'Italia dell'abusivismo edilizio, all'Italia dell'inquinamento o a quella della mafia, separatamente. Una cosa analoga si può dire per Marco Rizzo, che è uno scassapalle atroce, così come per le varie altre persone che hanno badato di più a falce e martello e a "Veltroni, tu vuoi correre da solo, vedi come perdi" ( come se si dovesse essere in competizione serrata gli uni con gli altri ), che alla produttività. Flavia D'Angeli dice che Bertinotti ha distrutto la sinistra, e allora si abbia il coraggio di dire "ma vaffanculo, Flavia D'Angeli", che ha preferito staccarsi e rubare qualche voto, perché così almeno non sta coi padroni. Come di consueto, "non contiamo un cazzo e non abbiamo niente di intelligente da dire, ma guarda un po' che simboletto figo che c'abbiamo". Sintesi: quadro dirigente nuovo, e non come età, chi se ne frega dell'età; nuove idee, altrimenti si sta bene così che quelli del PD idee decenti ne hanno.
  • È necessario proporre. Abbiamo capito che i lavoratori votano Lega, così come vediamo che molti voti che sono andati all'Arcobaleno venivano anche da persone della mia generazione ( e nella mia condizione ) la cui posizione attuale non veniva assolutamente tutelata, data la totale assenza di cose riguardanti "criteri meritocratici" nelle parti riguardanti l'Università, in favore del solito cieco "diritto allo studio per tutti", come se vivessimo ancora in Etiopia. Altre cose di cui si potrebbe parlare che non piacciono molto, a quanto pare, a quelli di sinistra avveru sono l'innovazione tecnologica e i "problemi minori del mercato del lavoro" ( come il fatto che sta scomparendo la formazione tecnica e professionale ). Siamo nel 2008 e parlare di "sinistra" non fa più figo per gli operai, quindi le scelte sono due: o non ci si rivolge più direttamente agli operai e si cerca di allargare il target, oppure si cambia la sinistra. Si devono fare entrambe queste cose, perché è scandaloso che in Italia esistano il partito dei lavoratori, il partito degli ambientalisti, il partito degli evasori fiscali, e il partito dei puffi bianchi, e l'essere monotematici non rende Rifondazione così diverso dall'UDC, da questo punto di vista: agire anche e nell'interesse dei lavoratori, non principalmente e in prima linea, perché le politiche sociali devono essere qualcosa di vasto e pragmatico, che tocchino tutto, o quasi, dall'Università alle fabbriche, e non ci si deve focalizzare eccessivamente su certi punti ammesso che non siano veramente problematici e di larga scala. È un'eresia da dire a persone che ripugnavano persino il non aver messo falce e martello nel simbolo ( nemmeno Izquierda Unida ce l'ha ), ma non mi pare ci siano grandi alternative. E la questione "sinistra di lotta" contro "sinistra di governo" è veramente da bambini piccoli; mi chiedo perché chi non vuole governare abbia anche solo l'intenzione di candidarsi.

Questo è "quanto", o forse no, ci sarebbe tanto altro da dire.

Mi hanno deluso e questa volta non li ho votati, e non solo perché "se non votiamo il PD vince Berlusconi", ma per molte ragioni, e alcune delle quali le espresse in questi commenti.

Ormai è successo, e l'unica cosa rimane far fruttare questo pit stop forzato, perché di più non si può dire. Per quello che mi riguarda, il simbolo e il progetto d'origine devono rimanere, e questi tre partiti non devono fare altro che unirsi e smetterla di lamentarsi; la realizzazione è andata male, pazienza.

Spero solo che questa non sia una chance che si dà a quelli che dopotutto hanno sempre pensato che dirsi extraparlamentari faccia figo; beh se è così dovrebbero essere contenti: il loro sogno ora è realtà. 


News durante le erezioni

Pubblicato alle 18:29, il 14·04·2008

HEH


News prima delle erezioni

Pubblicato alle 23:35, il 12·04·2008

Avevo promesso che avrei scritto qualcosa, non che ne abbia tanta voglia.

Due anni fa si parlava di "coglioni che votano contro il proprio interesse", fu una specie di mossa di marketing ben riuscita - dopotutto non siamo mica nei Paesi Bassi - ma difficile da ripetere. Quest'anno il nostro agente immobiliare dal viso super elastic bubble plastic ci propone un repertorio ormai un po' appassito, sia dal lato oratorio che da quello delle risorse umane.

Pochi furono scandalizzati quando il nulla mediatico in persona ( Klaus Davi, per gli amici ) intervistò Marcello Dell'Utri, noto esponente di Cosa Nostra, e fondatore di Forza Italia, due importantissime organizzazioni cui deve la sua fortuna e la sua libertà, rispettivamente. Furono dette cose molto pericolose che uscirono dalla bocca di entrambi, riguardo, ad esempio, alla ormai marcia e desueta "retorica della resistenza" presente nei libri rossi di storia del liceo.

È ormai ben noto ( 11.09.2003 ) che il Duce non avesse mai ucciso nessuno, è ora che questa verità si rifletta anche nei libri di storia dei nostri liceali che hanno bisogno di imparare davvero quello che è successo. Questo il nostro Dell'Utri lo sa bene, così come, per sfatare altri miti, sa bene che Vittorio Mangano era un fottuto eroe, e il nostro super elastic bubble plastic conferma il fatto che Mangano fosse solo "vittima di qualche disavventura" ( 09.04.2008 ), tanto che non ricevette alcuna condanna.

Baciamo le mani e siate maledetti qualora ciò non fosse vero. La nota enciclopedia libera stalinista mi parla di ergastolo per due omicidi a sfondo mafioso, più le solite attività ricreative di cui si occupano i soci del Dell'Utri, ma non quelli intellettuali con un sacco di libri, quelli un po' più pragmatici, e, diciamocelo, anche un po' più stupidi. Fortuna che una risposta arriva, e da una persona piuttosto in gamba, anche se probabilmente non fosse stato per the google non l'avrei mai scoperta.

Apriamo una parentesi sul "brand dell'antimafia" ( quanto è figo usare termini stranieri ): è chiaro che chi il "conflitto di interessi" non sa nemmeno che cosa sia non abbia nessuna difficoltà a parlare male in pubblico di chi ne ha esatto una condanna proprio "per quelle cose lì"; quello che invece è meno chiaro è "dove fossero tutti gli altri" mentre Don Dell'Utri secerneva quelle oscenità.

Facciamo un passo indietro, e smettiamo anche di parlare di mafia, ma per super elastic bubble plastic farò un'eccezione. È vero che persino Demente Mastella s'abbassò allo stesso punto ( non è incongruente che la parte lesa di Tangentopoli si lamenti di chi aveva avuto da ridire sull'illegalità di certi giri ), ma sentire parlare di "esami di sanità mentale ai PM" ( 08.04.2008 ) da parte di super elastic bubble plastic fa un po' strano. Non solo perché ho difficoltà a credere che Tweedledum e Tweedledee che rispondono al nome di Bon-dee e Bon-aiuti, che a scanso di equivoci sono le persone che intervengono ( inspiegabilmente ) più id frequente, beh, ho difficoltà a credere che queste due persone messe assieme superino il 30% dei miei neuroni ( e molto probabilmente è proprio così ), e dunque non sarebbero gli ultimi ad aver bisogno di un esame di sanità mentale; quello che ancora una volta mi stupisce è che sia il solito forcaiolo Di Pietro ad intervenire, accompagnato da qualche altra voce fioca. Dove sono i giornalisti in questo Paese ? Forse sono a masturbarsi sull'ultima foto di Carla Bruni. Già, gran bella gnocca, e meno male che si dice che l'Italia non esporta più niente.

Non voglio andare a rivangare degli elementi di un estremamente buio passato repubblicano, nel quale sono apparse varie guest stars del calibro di Clemente J. Mimun, Bruno Vespa, Deborah Bergamini ( lei sì che è un modello per i giovani, ma chi cazzo è ? ), mentre le parti lese sono state tante; bei tempi quelli, dal kapo alla seduzione delle donne nordiche, alle già citate vacanze mussoliniane.

"Tanto non gliela do", disse Giulietta, e super elastic bubble plastic, deluso dall'atteggiamento non troppo libertino della più italiana di tutte, non può fare altro che lanciare improperi contro un calciatore che ha diffuso la sua intenzione di voto. Era dal Rocco Horror Picture Show, credo, che la stampa estera non si interessava così tanto del nostro Belpaese. Il Times ( quale onore ) dice "perché la politica in Italia è quella che è, ma il calcio è un'altra cosa".

Mi spiace per il Times, ma questa volta non hanno capito proprio un cazzo. Parlano di una separazione fra politica e calcio, sbagliano inesorabilmente, esattamente come sbagliarono quelli del PPE ai tempi di Buttiglione quasi commissario europeo.

Ce ne sarebbero tante di cose da dire, vecchie e nuove, ma molti ne hanno già parlato più e meglio di me.

Mi accodo a Marco Travaglio, non perché io sia un fan di certe persone, ma perché io voto a Sassari e a me Arturo Parisi non piace affatto, né mi piacciono molti altri presenti ai primi posti di quella lista; quello che importa è che sappiamo un po' quello che ci capitò per tanto tempo, conosciamo bene super elastic bubble plastic. Ora ha qualche anno in più e rappresenta un pericolo maggiore per un pugno di motivi.

Forse guarderò lo spoglio, la curiosità rimane, anche se alla fine penso che s'avrà poco da ridere.

NEVAR FORGET 


A desperate man's diaries

Pubblicato alle 14:08, il 01·04·2008

L'uso criminoso di una televisione pubblica pagata con i mezzi di tutti consiste nell'attaccare gli avversari senza dare a questi avversari la possibilità di una replica.

1 Aprile 2008

 


News dalla serie di tubi

Pubblicato alle 01:16, il 28·03·2008

The Internet: Not a big truck

Due novità di recente dal fronte "quelle cose di cui non potrete mai parlare con una donna" ( se pensate che sia una considerazione maschilista e siete capaci di contraddirmi potrei esservene grato ).

La prima ha un paio di giorni e arriva da Seagate. In realtà l'idea era pubblicarla fra le news dall'oltretomba ma non c'entrava poi così tanto. Chi ha vissuto in un Paese industrializzato negli ultimi sei mesi conoscerà di sicuro gli SSD, o, per fare i conservatori, dischi a stato solido. Il nome non dice molto perché ammesso che non si inizi ad immagazzinare memoria nell'acqua ( qualcuno ci tenta ) tutti i tipi di supporto di dati sono fino ad ora solidi; bando alle cazzate, per SSD si intende il supporto di dati su componente semiconduttore, piuttosto che un disco magnetico o robe rotanti rumorose e delicate. Inutile dire che un computer senza parti meccaniche è il futuro, che dopo aver accantonato i tubi catodici e i floppy ( e, per dati "al volo", anche i supporti ottici, CD e DVD ) sicuramente buttare via anche le testine del disco rigido rappresenta un grosso passo avanti.

Svantaggi ? Beh, tutti quelli di ogni nuova tecnologia. Dimensioni, durata, consumo e, last but not least, costi. Ma dopo aver fatto la versione Web 2.0 di Neapolis, dove sta la novità ?

La novità arriva da Seagate, che detiene il monopolio nella produzione di dischi rigidi nel mondo. Seagate, che ha a cuore il mercato così come ha a cuore il progetto, guarda di buon occhio il progresso dei dischi a stato solido. Non tanto perché abbiano fiducia nella tecnologia e nel "bene comune" ( non sia mai ), ma perché confidano nella lentezza dello sviluppo di novità in materia, e inoltre, come ogni azienda che detenga un monopolio di qualcosa, confidano nell'avere il culo parato da una manciata di brevetti. Non la vedo grigia, esattamente come la bolla di sapone DRM, perché il mercato è molto più potente di chi vi partecipa, e dunque Seagate potrà fare causa come, quanto e a chi vorrà, ma dubito che contro Samsung e Intel si possa instaurare una battaglia così grossa in tribunale.

La cosa interessante da vedere è come si sia sempre più disposti a vendere come oro colato una tecnologia antiquata e a difenderla con i denti anche a costo di rallentare economia e progresso tecnologico; così accade per il diritto d'autore e la diffusione della cultura, così accade per i brevetti e i dischi a stato solido.

È abbastanza divertente che nessuno parli di tutto ciò, ma dopotutto è difficile che in Italia cose simili facciano notizia. Non si può pretendere che la persona media abbia la minima idea della differenza fra un byte e un watt, però forse un po' di senso comune anche su queste cose non guasta. O forse donne e motori fanno molto più figo, devo aver sbagliato tutto.

La seconda notizia è un po' meno da comuni mortali, per cui tutti i comuni mortali possono smettere di leggere qui.

Non qui, una riga più in alto.

Si parla da un sacco di tempo di web standards compliance e di come Internet Explorer abbia miseramente fallito quest'obiettivo più o meno da quando esiste. Chi progetta siti web ha sempre questo bel da fare e sa bene che eseguire costantemente questi test è più o meno come ingoiare una focaccia intera facendola passare dalle narici.

Sappiamo più o meno tutti cosa fosse il test Acid2. È una faccina orribile che sfrutta innumerevoli e imbarazzanti righe di CSS e di JavaScript che su Internet Explorer non si è mai discostata dal look di Goatse.cx, e non so bene se al momento abbia raggiunto la decenza. Quello che so è che una buona parte dei nuovi browser passa questo test senza problemi.

Da poco son venuto a conoscenza di Acid3, che è tipo il 2, ma con un sacco di aggiornamenti riguardanti DOM2, CSS3 e SVG ( per le quali il supporto su IE è nella stessa scatola dove hanno dimenticato il supporto per le PNG con canale alpha ). È divertente vedere come Webkit sia stato il primo motore a pubblicare una beta che passasse il test ( e, ironia della sorte, anche a correggerne un bug ), non perché sia spassoso il fatto in sé, ma perché è interessante vedere come Apple, Opera e Mozilla Foundation, oltre chiaramente ai tanti sviluppatori freelance che vi collaborano, pagati o meno, nello spirito del Software Libero ( per quanto riguarda i primi e i terzi ), si diano tante pene per dare fede agli standard, ed è altrettanto interessante notare in che misura Microsoft se ne fotta.

Qualcuno deve svegliare Steve Ballmer e dirgli che siamo nel 2008 e con Apple che guadagna terreno, per non parlare del software che ormai è onnipresente, anche grazie a trucchi non esattamente corretti, beh, forse la corsa agli standard web non è poi la solita fissa da fricchettoni, anche se la lista di cose di cui Microsoft deve tragicamente tenere conto si fa sempre più lunga.


News dall'oltretomba

Pubblicato alle 10:22, il 26·03·2008

La politica italiana è diventata una versione un po' più caotica e imprevedibile del Benny Hill Show, per cui l'essenza eccessivamente trash della cosa rende un po' tutti apatici nei confronti dell'ignoto "come andrà a finire", e spesso anche del "cosa si voterà". È presto per tirare le somme e fare qualsiasi cosa e lascerò una mia "analisi" ( se ne avrò voglia ) a pochi giorni - o anche ore - prima del grande giorno.

Ma prima, i fatti della settimana !

Partito Socialista

Enrico Boselli ci regala un Enrico Boselli Show degno di qualsiasi comico razzista ( ma non di Andy Kaufman ), ai livelli dei monologhi di Colorado. All'inizio torna con la gag "Gesù è stato il primo socialista", scatenando le ire delle quindicenni cattoliche che per un momento hanno interrotto la preghiera e hanno rivolto la loro attenzione verso il comico, coprendolo di insulti. Ora arriva coi suoi pronostici elettorali che dimostrano come egli si diverta abbastanza all'opposizione, e lancia un paio di perle da appuntare e ricordare:

L'Italia rischia di essere l'unico Paese europeo privo di un partito socialista.
 
I giudici che fanno politica sono il danno principale perché minano l'imparzialità che i cittadini si aspettano da chi amministra la giustizia. E Di Pietro ne è l'esempio più significativo perchè non solo ha fatto il giudice ma su questo ha costruito il suo partito. 

Entrambe sono vere, o meglio, sarebbero vere su Marte, o magari in un Paese occidentale qualunque. In Italia però le cose girano in modo leggermente diverso. È vero, saremmo l'unico Paese europeo privo di un partito socialista, ma mi piacerebbe notare che fino al Partito Socialista di Boselli gli unici che si fregiavano del nome PSI erano Gianni De Michelis e compagnia, che stavano all'opposizione. Chi sono queste persone ? Beh, visto che abbiamo già dimenticato Tangentopoli non vedo perché non aver dimenticato l'innominabile che governò l'Italia nella fine degli anni ottanta che cosa avesse di socialista probabilmente lo sapeva solo lui.

Hai ragione, Enrico Boselli, hai pienamente ragione, in Italia rischia di non esserci più un partito socialista di alcun tipo, ma la colpa non è "delle circostanze" ...

Secondariamente, mi piacerebbe sapere per quale motivo i "giudici che fanno politica" siano il danno principale. Io credevo che il danno principale fossero i condannati per concorso in associazione mafiosa ( o anche favoreggiamento ) o quelli in attesa di giudizio che battono il terreno per alterare il verdetto. Oltre ad essi possiamo aggiungere anche "il ribaltone la mia religione", toccando il già citato De Michelis e Clemente Mastella

Caro Enrico Boselli, queste sono fra le cose che fanno perdere di credibilità alla politica italiana. I "politici che rubano" e i "politici che vanno da una parte all'altra", non i "giudici che fanno politica"; il problema è che ora il Nuovo PSI di De Michelis e soci è entrato nel PS di Boselli ( creando un precedente storico dallo scioglimento del PCI e da Tangentopoli, visto il passaggio di un'intera ala dalla Casa delle Libertà alla "sinistra radicale", o come la vogliamo chiamare ), e quindi a me piacerebbe dirgli "wow, ottima scelta, perché ?", ma dopotutto non avrei mai una risposta soddisfacente. E Mastella ? Beh, Boselli gli aveva già offerto un posto fra le sue file per andare contro la gogna mediatica e la giustizia da televisione. E aveva ragione, ha colpito quasi nel segno.

Quasi, perché il fatto che il nostro ex Guardasigilli fosse "solo il capro espiatorio" non lo rende affatto innocente, e né lo rende uno la cui dignità valga più di qualsiasi cosa possa comprare al "Tutto a 1€" vicino a casa mia.

Andando oltre, ci sono due fatti abbastanza noti e "clamorosi".

Il primo, su cui lascio una perplessità da non più di tre o quattro righe, è la fantomatica cordata italiana per far resuscitare Alitalia. Sono anche stufo di vedere il solito noto entrare e uscire illeso dal tribunale ( con o senza aver messo le mani dove compete ), però mi chiedo perché la toga rossa forcaiola Antonio Di Pietro sia stata l'unica a rendersi conto e a far notare puntualmente che spargere tensione e notizie false in campagna elettorale sia una cosa sbagliata ( e probabilmente illegale ), mentre il resto del mondo tace.

Ma dopotutto, di che mi sorprendo.

Il terzo ed ultimo fatto è questo qui. Posto il fatto che l'unico motivo ( e sarà la settima volta che lo dico ) che mi piace di meno il cristiano dell'islamico - non parlo di religioni ma di persone - è che la piaga cristiana è presente in Italia, mentre l'Islam ancora non ha messo radici profonde al punto di poter essere detestato in egual misura, il battesimo di Magdi Allam ha del grottesco.

Innanzitutto il fatto che la cosa sia accaduta nella Veglia Pasquale, in Vaticano e davanti a chiunque, beh, è già un campanellino d'allarme. È anche divertente la reazione delle comunità islamiche che chiedono alla Santa Sede di "prendere le distanze" quando è stata proprio la Santa Sede a celebrare il rito. A questo punto mi chiedo a quale Santa Sede si stessero riferendo. Devono aver strappato troppe pagine dal calendario, purtroppo siamo ancora nel 2008.

Probabilmente però la reazione più equilibrata è stata quella de L'Osservatore Romano, che parla di "nessuna ostilità nei confronti dell'Islam". Hanno pienamente ragione, infatti Allam dichiara:

Al di là della contingenza che registra il sopravvento del fenomeno degli estremisti e del terrorismo islamico a livello mondiale, la radice del male è insita in un Islam che è fisiologicamente violento e storicamente conflittuale. 

Il fatto che la stampa vaticana non abbia orecchie per intendere non è una grossa novità, ma a questo punto è chiaro che non hanno nemmeno fatto i compiti a casa.


Heil Deutsche Physik

Pubblicato alle 19:44, il 19·03·2008

Arthur C. Clarke

È morto Arthur Clarke, un vecchietto che scriveva cose strane e viveva in Sri Lanka. Dopo 91 anni e 2001: Odissea nello Spazio forse sarei morto anche io felice. Chi cazzo era Arthur Clarke ? Boh, cercate su google, magari imparerete qualcosa.

Dopo Karlheinz Stockhausen, Clarke è uno di quei morti che rientrano in una delle code della distribuzione globale della cultura, la coda di "quelli cui importa qualcosa", che è complementare a quanto invece capitò per un'altra persona, la cui visibilità persino da deceduta fu qualcosa di disarmante.

L'argomento del giorno è il canonico argomento pescato dalla grande scatola degli argomenti arretrati - la ripetizione è intenzionale - perché non sta succedendo molto ultimamente, e siccome a voi che mi leggete importerà di quello che penso di Enrico Boselli sicuramente meno di quanto importa a me scriverlo, rivango qualcosa dagli abissi nella speranza di interessare qualcuno.

E visto che è tremendamente figo scrivere con termini contorti come quelli di questi tre paragrafi, e visto che lo è anche scrivere di cose vecchie, si parla un po' di Nazismo.

Svastica 

Adolf Hitler era austriaco, e gli piaceva questo simbolo qua.

Tutto qui.

No, non è tutto qui. Forse gli sboroni sanno che Albert Einstein fu costretto ad emigrare perché era ebreo; quello che non tutti invece sanno è che riguardo a lui ( e non solo ) fu creato un muro ideologico anche ad opera di scienziati che appoggiarono in toto il regime. La cosiddetta Deutsche Physik, un vero e proprio movimento nazionalista che non scherzava affatto, a quel tempo.

Il problema grave è che il muro era effettivamente ideologico, e ogni critica rivolta da Philipp Von Lénárd, quello della spirale di Lenard e, ironia della sorte, Nobel per "qualcosa che riguardava l'effetto fotoelettrico" ( sul quale aveva posto le basi proprio Einstein ), beh, ogni critica da lui rivolta verso i lavori della Jüdische Physik era totalmente ad hominem, ed è una cosa piuttosto imbarazzante, perché in genere nella comunità scientifica non c'era spazio per queste cose, anche se evidentemente la demenza dell'epoca era abbastanza contagiosa.

Altro nome di spicco piuttosto famoso era Johannes Stark, anche lui premio Nobel per qualcosa che si chiama "effetto Stark".

La cosa un filo più seccante è la controversia legata ad altri due nomi ben noti a chi di dovere.

Il primo è Werner Heisenberg, che condivide il trono con Einstein per quello che riguarda i concetti decontestualizzati e usati a sproposito, il primo per quanto riguarda l'indeterminazione, il secondo per quanto riguarda la relatività. Non lo dico solo io, ma lo dice anche Richard Feynman ( che non è Gabriella Carlucci ), un sacco di questi concetti quando vengono "trasposti altrove" vengono brutalmente deformati, ed è spaventoso vedere gente che confonde "relatività" e "relativismo", così come "indeterminazione" ( secondo Heisenberg ) e "indeterminismo"; ma dopotutto se la gente non sa che parte integrante dei teoremi sono anche le ipotesi e non solo le tesi, beh, non è colpa mia, non tutti sono condannati ad essere stupidi.

Heisenberg, oltre ad essere famoso per il principio di indeterminazione che porta il suo nome, ha fatto un sacco di altre cose per quanto riguarda la Fisica Quantistica. Elencarne anche solo due o tre sarebbe infilarsi nel "grande tunnel dei discorsi difficili da portare a termine", per cui potete prendere quello che vi dico per verità rivelata, oppure andate su Wikipedia, a vostro rischio e pericolo. La "sentenza" del premio Nobel è difatti una cosa molto lata, che parla della "creazione della meccanica quantistica" [sic] e altri fatti.

Questo losco figuro è anche soggetto di una lunga controversia riguardo certe sue strane posizioni politiche. Heisenberg era molto amico di Niels Bohr, che pure già emigrato negli Stati Uniti, gli mandava molte lettere, le quali sono appunto le chiavi della controversia. In effetti Heisenberg rimase in Germania "a fare i lavori sporchi" e rifiutò di unirsi a Bohr e soci, la quale cosa poteva far suonare un campanellino, che però non è mai suonato perché nessuno ha mai trovato un "Heil Hitler" nelle sue lettere ( come invece capitava spesso in quelle di Lénárd ). La spiegazione più plausibile di tutto ciò era che Heisenberg aveva parenti e amici in Germania ed emigrare "così" avrebbe potuto significare non vedere più nessuno, soprattutto in quei tempi, anche perché come tedesco aveva, per così dire, le spalle coperte, pure nell'epoca più sfigata. È fuori di ogni dubbio che Heisenberg abbia effettivamente lavorato per il Reich, per quanto riguarda la corsa alla fissione nucleare, anche se si fa speculazione sul fatto che egli stesso non avesse tanto a cuore, per ovvi motivi, la riuscita del progetto, tanto che pare che sabotò i risultati e gli esperimenti stessi; inoltre in una delle lettere pare chiaro che lui intendesse costruire un reattore, e non una bomba, della quale apprese l'esistenza solo dopo il bombardamento di Hiroshima.

Che dire ? Io rimango in buona fede, anche se ho incrociato varie persone disposte a giurare che secondo loro Heisenberg era un nazista. Chi lo sa, magari possiamo fare una riunione ad hoc per stabilirlo. E magari possiamo declassare ulteriormente Plutone, già che ci siamo.

Il secondo nome è uno un po' meno noto alla plebe, un po' più ai fisici della materia. Si tratta di Peter Debye, un olandese il cui nome per esteso è piuttosto divertente. Un sacco di cose sono chiamate "di Debye", c'è un modello di Debye, una funzione di Debye, una lunghezza di Debye, insomma, un sacco di cose. Questo Debye deve aver fatto un sacco di cose, per risultare un illustre sconosciuto prima del secondo anno di Fisica all'Università.

Comunque della Fisica dello Stato Solido ce ne si frega ora, anche perché l'unica cosa che so in materia è che "ci sono tante cose che vibrano in modo strano". Quello che importa è che tempo fa ( 2006 ) furono pubblicate queste righe:

Alla luce della situazione attuale, come stipulato dalle leggi di Norimberga, l'iscrizione di Ebrei Tedeschi alla Deutsche Physikalische Gesellschaft [ Società della Fisica Tedesca ] deve essere interrotta. Secondo il desiderio dei direttori, chiedo a tutti i membri che corrispondono a questa definizione di presentarmi le loro dimissioni. Heil Hitler !

Beh, è piuttosto evidente che se questo documento è effettivamente autentico non avremmo molti dubbi. Questa è parte di una lettera attribuita a Peter Debye, inoltrata proprio a tutti i membri della DPG. Inoltre pare che lo stesso Einstein si fosse curato personalmente di evitare che a Debye venisse assegnato un posto di docente alla Cornell University una volta emigrato negli Stati Uniti, proprio perché egli non aveva interrotto i suoi rapporti coi dirigenti nazisti.

In sua difesa molte biografie parlavano di una fuga dall'Europa proprio per non voler aderire al regime, e il suo stesso figlio ( che, per inciso, si chiamava Peter Debye anche lui ) lo ha sempre conosciuto come "apolitico", persino nei tempi in cui si era "o con noi o contro di noi".

Le reazioni sono state variegate, ma più o meno tutte negative. L'Università di Utrecht ha rinominato il "Debye Institute", e con essa molti altri posti che avevano dedicato qualcosa a Debye hanno misteriosamente cambiato nome.

Ma dopotutto erano "bloody times", e anche le opinioni della parte avversa non erano necessariamente le più pacifiche o pacifiste, quindi giudicare ora la faccenda viene molto male.

Per quello che ci riguarda comunque i contributi di Lénárd, Stark e Debye ( più lui degli altri due ) hanno aperto un sacco di strade ed è questo che conta; il fatto che poi fossero degli stronzi nazisti può formare tante opinioni, ma non può cancellare il loro contributo, perché se la pensassimo in questo modo non saremmo affatto meglio della Deutsche Physik.


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