Aujourd'hui's feature: The Pine

Pubblicato alle 03:00, il 21·02·2007

Magari avrà successo. Stavo pensando a "ogni 21 del mese" ma sarebbe troppo di rado, mentre ogni settimana sarebbe troppo frequente, quindi penso che mi concederò la libertà di fare il cazzo che voglio. Dopotutto potrei finire di nuovo in periodi totalmente overwhelmed come gennaio e sarebbe la fine, d'altronde.

Comunque mi piacerebbe dedicare qualche post a gruppi non troppo noti ad un po' di persone che magari meriterebbero un ascolto in più.

 The Pine

Come scrivono praticamente tutti, i Pine sono "una piccola band calforniana" che ha un casino di registrazioni, nonostante la giovane età di debutto ( 1998, con un'età media di 16 anni ) nella "scena indipendente", dal 2000 circa al 2005. Non si sa che fine abbiano fatto, per ora sembrerebbero in pausa, ma in ogni caso il quinquennio ha prodotto cose piuttosto interessanti.

Sulla biografia non c'è tanto da dire. Sono le solite cose, tre ragazzi che si trovano, bla, bla, bla.

Una cosa piuttosto peculiare di questo gruppo è che nonostante l'appartenenza ad un determinato filone e il legame ad Alone Records, etichetta che ha rilasciato anche dischi di Funeral Diner, Jeromes Dream o The Saddest Landscape, i Pine di "emocore" in senso stretto hanno poco e nulla, ci sono vari paragoni con gruppi come Evergreen e Ordination Of Aaron ma sono tutte cazzate, anche la somiglianza che Roger ( voce e chitarra ) attribuisce con poca convinzione ai Pegboy non dico che "lascia il tempo che trova", ma quasi. Sia per prendere in giro o no, ricordano molto di più i primi REM, con quei tratti molto indie rock e poco emocore.

Voce molto lagnosa, melodie molto sperdute, direi pure che si legano molto bene alle loro inconfondibili grafiche, che nel nome del DIY fa Roger da sé, con risultati a mio parere ben oltre il discreto, ma sarà che è uno stile che a me piace molto. Segno di distinzione è anche l'abuso del cartoncino grezzo marrone praticamente per tutto, cosa forse non originale, ma tanto è stata usata che ormai li caratterizza alquanto.

Per quanto riguarda i testi, andiamo dalle solite seghe mentali alle "un po' più insolite" seghe mentali. Un esempio è:

One more life
With nowhere to go
It feels like mine
 
One more day
There's no more to know
I need more time
 
You're telling me only
What you believe to be right
Well I live my own life and
I'll make this choke on my own
It's my life
 
One more mind
Nothing left to know
Shut tight closed
 
One more dream
That we won't follow
It's alright
 
( No Tomorrow, da Days Slipping By (Alone / Heroine, 2004) )

Già il titolo che è piuttosto ottimista ( cosa che si capovolge nell'album successivo, Don't Need Regret ), assieme a tutto il testo, mostra più o meno con chi si ha a che fare. Ah I buoni vecchi testi introspettivi che ricordano molto i primi anni 90 e dei "tali" chiamati Julia ( che sicuramente finiranno in questa "rubrica", probabilmente saranno i prossimi ) che nonostante le smancerie tiravano anche fuori perle come It wasn't safe for you and fucking me won't make you christ, beh niente di tutto questo per i Pine, anzi, tranquillità e isolazione, con anche perle come "When times are running low and all you can do is cry ... / But the tears don't care and the words aren't there" ( è tutto il testo di Homeless Life ( Owsla, 2002 ) ).

Sinceramente nonostante le varie critiche verso questi ragazzi, proprio per il fatto che "con un certo filone non c'entrano nulla", c'è qualcosa che mi prende, probabilmente la pesantezza fastidiosa in sé magari di certe melodie e di certi toni, accompagnata dalla totale lagnosità della voce, che diventa qualcosa di non solo originale ma anche molto piacevole, almeno molto ascoltabile a certe ore di notte.

Per quanto riguarda la musica in sé non c'è tanto altro da dire perché mi piace ascoltare più che scrivere cazzate su "cosa provo quando ascolto i Pine" come fanno praticamente tutti quelli che scrivono recensioni di qualsiasi tipo. Quindi boh, se qualcuno ha voglia di sentire può benissimo scaricare qualcosa o magari comprarsi un disco, o magari prima la prima cosa e poi la seconda ( preferibilmente ).

Venendo al vile denaro, la questione marketing è un po' la nota dolente per tutti questi gruppi.

Le cose trovabili sono i due album più recenti che fra l'altro consiglio indipendentemente dalla loro reperibilità, ossia Days Slipping By (Alone / Heroine, 2004), e Don't Need Regret (Alone / Heroine, 2005), anche se a quanto sembra i CD sono bestie piuttosto rare rispetto ai vinili, ma una ricerca su alcune distro sicuramente andrà a buon fine. Su eBay invece sono reperibili gli split con La Quiete e The Saddest Landscape, e anche i vari LP e 7".In ogni caso la scarsità di materiale è una buona scusa per scaricare con la coscienza pulita, per ora in anteprima ne ho trovato uno:

Growing Calm Together, da Days Slipping By.

Meritano, che li si schifi o meno.


I successi del femminismo

Pubblicato alle 02:48, il 19·02·2007

In seguito ai TL;DR precedenti questo sarà breve.

Dato che molte femministe sono spesso delle grandi rompicoglioni, per temi più o meno giusti, e nessuno ( o quasi ) sembra aver notato una cosa terrificante che imperversa da tempo, ma per una pubblicità che ho visto oggi sembrerebbe aver raggiunto livelli atroci.

Il nome è Finish Quantum Powerball e qualcosa in più, formula rinnovata, etc. etc., quello che colpisce non è la solita menata sulle formule e le onde energetiche che si scatenano dentro una lavastoviglie, ma la frase:

... raccomandato non solo dalle migliori marche di lavastoviglie, ma anche nove donne su dieci ...

Poi arriva un'altra menata, e poi delle eleganti testimonial.

Vabe' che per i soldi ci si dà pure fuoco, ma la cosa sta iniziando ad assumere tinte un po' weird.


tl;dr

Pubblicato alle 01:50, il 16·02·2007

Faccio finta che mi fotta qualcosa delle foibe.

In questi giorni un 28 in analisi dopo una intensa sessione di studio mi ha giovato abbastanza, soprattutto dopo l'esisto ridicolo di geometria, e dopotutto do un'occhiata al libro con un'occhio particolare, e mi rendo conto di avere ( indipendentemente dal voto ) una preparazione oltremodo buona in materia. Eggià, il buon Gilardi sa fare il suo lavoro, nonostante sia un tipo molto strano.

Comunque, tornando alla prima frase, che si lega all'immediatamente successivo sputtanamento del mio "bel voto", un giorno, nella fattispecie il 10, sono uscito di casa per fare un po' di spesa visto che avrei dovuto anche mangiare, oltre che studiare. Passo in piazza Vittoria e scorgo da lontano una specie di sit-in. Già mi prende male, o sono checche animaliste che raccolgono firme con grigliate e mcdonalds, oppure la solita roba pseudo-AIL e robe così. Siamo fuori campagna elettorale quindi sicuramente Forza Italia non era. Mi avvicino di più e vedo un simpatico spettacolo deprimente.

Qualche manifesto con una faccia e un paio di frasi, con un gazebo alla mia destra, e alla mia sinistra cinque sgorbi che in piedi molto romanamente tenevano in mano a stento bandiere tricolori e/o di forza nuova e cose simili.

Sinceramente è un pochino strano che ste foibe siano commemorate solo da gente con orientamenti politici tendenzialmente ambigui, e soprattutto che ci sia la stessa strumentalizzazione e abuso della parola "eroe" che si usa anche per i militari che mordono la polvere in guerra. Ma probabilmente è colpa dei governi italiani storicamente comunisti, e i nostri beneamati Bondi e Bonaiuti dopotutto hanno ragione.

Soprassediamo su questo. La cosa sconcertante non è che persone che hanno tanti neuroni quanti capelli in testa dicano certe cose. Recentemente sua maestà Stipe Mesić ha detto delle cosette più o meno condivisibili riguardo al "giorno del ricordo", e al fatto che forse andrebbe fatta un po' più di chiarezza a riguardo. E lì sono piovute accuse di tutti i tipi, la più ridicola forse quella dell'associazione degli esuli istriani che è veramente agghiacciante, con improperi come "non solo è il parere della Croazia ( e meno male che la lezione l'avevamo imparata ... ), ma è quello di tutti i Balcani e dell'est-Europa del regime sovietico". Non aggiungo altro se non un link ad un articolo comparso tantissimo tempo fa su ( credo ) Famiglia Cristiana, che un pochino ci farebbe riflettere.

A dire il vero qualcosa la aggiungerei.

FANCULO.

Qualcuno ha bisogno di giustificare le proprie violenze aggiungendone altre, nel modo fra l'altro meno opportuno, mettendo atti di guerra davanti a genocidi e razzie di avversari politici e quant'altro. Scelleratezza per scelleratezza, questo è esattamente il comportamento neofascista di chi non si sa assumere le proprie responsabilità, che criminalizza un'ideologia intera per un qualcosa che ci poteva essere di marcio, ma che guardando bene i fatti era pienamente legittimo.

Noi non siamo andati lì per costruire luna park. La guerra è quello che è: guerra, e se la vendetta per certe cose è anche abbastanza crudele, sicuramente le vittime in sé non avevano nessuna colpa, ma l'Italia come paese doveva legittimamente aspettarselo.

Dopodiché, riguardo a tutto ciò, il mio parere è che una giornata della memoria per tali fatti è immorale nei confronti di altre stragi avvenute in periodi molto meno "burrascosi", sicuramente non in tempo di guerra. Dovessimo citarle tutte e dichiarare tante giornate ufficiali per ricordarle una ad una dovremmo istituire l'ora della memoria, perché penso che come ordine di grandezza si vada ben oltre l'anno.

Detto questo, c'è un'altra cosa che ha attirato la mia attenzione nella repubblica delle banane.

Non so se qualcuno è stato in Kamchatka ultimamente, ma è letteralmente scoppiato un casino riguardo a quella specie di decreto sulle coppie di fatto che è anche uno degli emblemi della mancanza di attributi che mostra l'Italia più o meno dal 1400 ad oggi. Ma dopotutto considerato il fatto che dopo duemila anni c'è una enorme quantità di persone che ancora si ostina a credere in storielle e valori razzisti, sessisti e qualcos'altro-isti, e vecchi di due millenni e più, beh, è ben più che una piccola vittoria.

Il fatto che il cristianesimo in sé sia una religione misogina e antiquata ha grandi riscontri più o meno ovunque. Prendo come controesempio la Scandinavia, col progresso tecnologico che ha mostrato da tempo, che oltre a registrare iscrizioni universitarie probabilmente pari in valore assoluto a quelle che abbiamo noi "fieri italiani" ( forse contando tutti e tre i paesi è effettivamente così, ma in ogni caso in proporzione, come si dice in genere, "ci fanno il culo" ), sanno davvero cosa siano le pari opportunità, e non hanno bisogno di un ministero ipocrita che dia uno stipendio a quattro sfigate per mettere in pratica cose decenti. Non ho tanta voglia di parlare di Gesù, in ogni caso, però mi farebbe piacere che chi si sentisse toccato nell'orgoglio ( cazzi suoi ) si legga qualche passo dell'antico testamento dove si parla di trattamenti doverosi nei confronti del gentilsesso, senza farsi prendere dalla solita vecchia storia marcata "erano altri tempi", che si usa per giustificare un po' tutto: e a scanso della legge di Godwin, perché non usare questa scusa anche per Hitler ?

Mi piacerebbe di più citare una dichiarazione di Franco Grillini, che riassume un po' quanto succede nel nostro amato paese in questi giorni.

... non avendo alcun argomento contro il riconoscimento dei diritti alle famiglie gay, la destra italiana con il suo esercito di veline, divorziati e conviventi rispolvera i luoghi comuni e le battute da osteria del più trito razzismo antigay ...

Come dargli torto ? Ma dopotutto come diceva Casini, queste sono le persone cui vuole bene, che si pagano di tasca loro il viaggio per le manifestazioni, sono le persone corrette, e chi più ne ha più ne metta.La cosa che mi rincuora è che sebbene non siamo esattamente il paese più all'avanguardia per quanto riguarda le conquiste sociali ( dopotutto ci sono ancora gli antiabortisti ), sappiamo tutti quanti quale è la direzione, dove sono finiti i buoni vecchi valori, et cetera. Chi crede più ai "valori" e alle "tradizioni" ... smontata una, smontate tutte.

Riportiamo la pederastía in Italia, era pur sempre una tradizione ...


I DID IT FOR THE LULZ

Pubblicato alle 14:42, il 05·02·2007

Encyclopædia Dramatica è molto divertente, lo sappiamo tutti, per certe cose poi hanno il mio stesso senso dell'umorismo, tipo ridere dei ritardati che si suicidano perché gli rubano l'ipod o perché la mamma non gli fa guardare il grande fratello, e cose simili. Durante le solite conversazioni capita la storiella della reazione cocacola / mentos che ormai rasenta la dura linea del cliché, più una cosa che non sapevo, che un ragazzino fosse morto innescando la suddetta reazione nel suo stomaco. Visto che il "kid swallows coke and mentos for the lulz" si prospettava molto interessante per accodarlo alla mia classifica di "persone che liberano il mondo dalla loro stupidità" faccio una ricerca su google e già dal primo risultato si capisce che era una balla. Lo so, non era la notizia più recente, ma non lo sapevo.

Tanto per parlare di cazzi miei visto che posso permettermelo mi piacerebbe sapere non tanto perché ricevo molto ma molto più spam fra commenti e trackback che effettivamente commenti utili, ma più che altro come faccia a riceverne così tanto appunto perché a parte una persona tutti gli altri che han lasciato commenti son tutti miei conoscenti. È un mistero !

Comunque, visto che ne ho fatto un consumo intensivo e mi andava di fare un po' di pubblicità e di sfogare il mio innegabile senso critico, mi piacerebbe parlare un po' di questo album, di prossima uscita ma già presente su P2P. E fra l'altro sono indeciso se acquistarne l'LP o il CD:

Risk Revival 

Una non tanto breve premessa. non voglio stare dietro a tutte le diatribe sul termine emo e non emo perché prenderebbe tempo e si finirebbe facilmente fuori strada. All'inizio c'erano Fugazi e Rites of Spring, poi ci fu la scissione fra filone Sunny Day Real Estate, Jimmy Eat World e compagnia bella, e gruppi come Still Life, Mohinder, Indian Summer, che hanno portato avanti la "bandiera" della "musica do it yourself" come vari altri gruppi del panorama hardcore punk contemporaneo senza dover fare come Integrity o Unbroken et similia. Tant'è che sono venute fuori un sacco di schifezze sia come conseguenza di quello che si può chiamare "emo pop punk californiano" sia dal "new school hardcore" o "metalcore" séguito appunto degli ultimi gruppi citati. Un po' meno conosciuti erano Indian Summer e compagnia cantante tanto che recuperarne dischi già allora non era semplice, ora ancora peggio, quindi dallo sputtanamento si arrivava all'oblìo senza una via di mezzo.

Nel 97 arrivano i Saetia, senza dubbio uno dei gruppi più significativi della seconda metà anni 90 per il genere, che contrariamente a gruppi come Frail o Honeywell sono diventati un po' gli idoli delle ragazzine di ora, forse anche perché, contrariamente agli altri due, sono ascoltabili. Senza criticare ciò, rimangono comunque un ottimo gruppo, e ad esempio di tutti i loro predecessori o contemporanei ( più eclatanti i Jeromes Dream ) si sciolgono pietosamente dopo una quarantina di concerti o poco più tutti circa davanti a 50 persone al massimo.

Il batterista lo si vede per un breve periodo nella prima formazione degli Interpol, ma subito intorno al 2000/2001 ecco arrivare questa specie di all-star-band con componenti di Saetia, You And I, Neil Perry / Joshua Fit For Battle e Off Minor ( gruppo che aveva già altri due membri dei Saetia ). Sarò complicato ma non mi hanno mai convinto. Ok, Cryonics è un bel disco, però dopo la prima canzone si perde di brutto e non si rianima più di tanto. Lo split con Holy Shroud ha un ottimo pezzo, solo che ovviamente si tratta di un 7" e più che dire "che figo, lo possiedo", non posso giudicarlo un capolavoro, come invece sono, parlando di 7", At The Window of Vulnerability e Kathy, dei Julia.

Non riescono a convincermi tantissimo e Billy non ha perso l'abitudine di un timbro che non ci sta più a fare un cazzo in un nuovo gruppo. Frattanto la Level Plane, l'etichetta del batterista di entrambi i gruppi, è diventata non dico la major del settore ma quasi, quindi del grezzume dei dischi del vecchio gruppo non rimane praticamente niente.

L'impegno DIY ( ahah ) finisce quando l'anno scorso annunciano di aver firmato un contratto con Equal Vision Records. da subito ci rimango un po' così, tuttavia sono costretto a ricordarmi che tale etichetta ha avuto ( anche solo temporaneamente ) un bel po' di gruppi tutt'altro che pessimi, come Boysetsfire, Snapcase, The Fall Of Troy, Converge, Coheed And Cambria, e molti altri. Quindi ci si divide in due gruppi. Quelli che ripudiano gli Hot Cross e quelli che invece rispettano la scelta e aspettano il disco. Io mi colloco fra quelli cui gli Hot Cross non sono mai andati a genio più di tanto ( e difatti possiedo solo Cryonics e quello split ), e aspetto Risk Revival ( sulla registrazione del quale ci sarebbe una storia da scrivere ).

Fatto sta che una settimana fa o poco meno riesco ad entrarne in possesso. Il risultato è sbalorditivo, e nonostante ci manchino i riffoni belli belli di Fortune Teller, Risk Revival è senza dubbio il migliore disco dell'intera carriera del gruppo. La voce è totalmente diversa, e direi che era ora. Ovviamente non si abbandonano i tecnicismi alle chitarre, quindi Existence e Turncoat Revolution ( peccato sia la seconda perché è la migliore del CD ) arrivano a valersi il CD per le sole chitarre. Non sto a dilungarmi su tutti i pezzi come fanno in inutili webzine quelli che non hanno mai ascoltato musica in vita loro, e posso ben dire che questo album è il risultato di una serie di scelte ragionate, come anche quelle dei testi che vanno da pseudopolitici "behold our turncoat revolution" a "fuck off, fuck off because I don't need you" maturare come non sputtanarsi, stessa cosa che pensai dell'ultimo Boysetsfire, e dovetti dirlo a Nathan nelle canoniche due parole dopo un concerto: "se avete deciso di sciogliervi ora, non potevate fare un album di chiusura migliore".

Per quanto riguarda gli Hot Cross quando vennero in Italia l'ultima volta era il 2003 o il 2004 mi pare, e ovviamente non avevo molte chances di spostarmi dalla Sardegna, ma onestamente spero in un tour europeo che segua quello americano dei prossimi giorni, magari supportato da un gruppo di qua che anche se fossero Amanda Woodward o Daïtro, non mi farebbe schifo, soprattutto per i primi che sono uno dei miei gruppi preferiti di sempre e che ho visto solo in un festival e mi piacerebbe buttarci l'occhio in un locale ben più piccolo.

Comunque, Risk Revival uscirà intorno al 20 febbraio, non so quando in Europa. Penso che il giorno stesso farò un'ordinazione da Paranoid. In ogni caso, è un disco che vale la pena almeno solo ascoltare, se non possederlo !