Free Software Community, mi avete rotto i coglioni


... this is only a test.

Premetto che stavo frugando fra le chiavi di ricerca e oltre alle varie "baby cubiste foto" o "cubiste 14enni troie" ( tanto per rimanere in tema ) mi sono saltate agli occhi due chicche: "prediche per i funerali" e "cazzi sverginati". Se uno pensa che la densità di perversione on the internets sia pari a quella della vita reale, beh, benvenuto.
La vera premessa è che quest'articolo è della sezione "nerd" quindi risulterà di molto difficile lettura per una discreta parte della popolazione mondiale, anche se farò il mio meglio per non essere ( come invece sono praticamente sempre ) totalmente incomprensibile.
Recentemente, su tutte le furie vuoi per il post che scrivevo e il browser che mi si chiude da solo, vuoi perché ho un MacBook e mi son reso conto che dopo poco meno di un anno non avevo ancora sfruttato praticamente niente di questo gingillo ( su Linux l'audio ha un sacco di problemi, e gli ingressi non funzionano, sia line-in che microfono, più un paio d'altre cose ), ho deciso di reinstallare Mac OS X parallelamente a Debian. E qui quelli cui dicevo "hai il dual boot, sei proprio un frocio" inizieranno a preparare le bambole voodoo. Pazienza, ognuno dice le sue cazzate, ma continuo a sostenere che la cosa ha senso, in determinati casi.
Veniamo al recensire un'esperienza di qualche giorno di un "power-user" Linux ( penso che possa fregiarmi del titolo ) che mette le mani su un Sistema Operativo per molti maledetto, e devo ammettere che anche io avevo molti pregiudizi in merito.
Innanzitutto, essendomi dimenticato un passaggio chiave nel setup di Linux da farsi dopo quello di OS X mi son fottuto tutto l'hard disk che ho dovuto irreversibilmente formattare. Fortunatamente non ho perso nulla, se non un po' di tempo. Dopo essermi accertato di non fare più due errori da principiante - nella fattispecie, quello, e il selezionare un'installazione "custom" da 6-7G anziché la "tipica" da 14G ( chissà perché non è una scelta ma un pulsante che devi beccare prima di schiacciare un fatale e irreversibile "avanti" ) - mi son ritrovato un portatile con due OS funzionanti.
Vero è che "Debian" e "desktop" sono due parole assonanti più o meno come "Windows" e "innovazione", però alcune cose potrebbero proprio andare meglio ( fortunatamente non mi occupo io di NetworkManager ) e Ubuntu sta andando molto forte in questa direzione, ma torniamo a Mac OS.
La prima rottura di palle è che il mio hard disk esterno è formattato come ext3 e il supporto è in sola lettura tramite un programma di terza parte. Beeene. Pazienza, tanto non sono più uno scaricatore accanito, però anche volendo è un po' una rottura. La seconda ( appena un istante di Planck dopo ) è la mancanza dei desktop virtuali. Ora come ora considero "retrogrado" un OS che non ha una cosa così vitale come i desktop virtuali, e il nostro Steve Blowjobs sembra darmi ragione, tanto che probabilmente assieme a "Time Machine" ( per la cronaca, una specie di backup intelligente ), "Spaces" è la novità più attesa su Leopard ( Mac OS X 10.5 ). E tanto per fare lo snob, ho visto un paio di video dell'implementazione in questione, e più che "wow" l'espressione era "beh era ora". Ci sono un paio di programmi che fanno al caso mio, probabilmente il migliore è questo qui ma in confronto a come è su Linux con Compiz e compagnia è una vera schifezza.
Arriva dunque l'incognita "programmi". Al posto di Gaim o Pidgin che dir si voglia c'è questo qui che è basato sulla stessa libreria ( ed è praticamente uguale ) ma ha un'interfaccia molto, ma molto migliore. E non penso che la mente dietro tutto ciò sia Leonardo da Vinci. Per la musica sorprendentemente non ci sono alternative, quindi sono costretto ad usare iTunes. Penso che non ci sia programma funzionante che mi abbia mai fatto più dannare di iTunes. Dopo mille aperture e chiusure sono riuscito a capire che il modo per rendere iTunes presentabile è invertire tutte le opzioni. Da "sì" a "no" e vice versa. Fra le cose totalmente ridicole: si apre di default quando attacchi un iPod, fa un po' quello che gli pare con i tuoi mp3 ( li copia nella sua libreria anziché tenerli lì dove stanno ), che potrebbe avere un senso se uno è un cerebroleso che non ha un minimo di senso pratico ( -> utente Mac medio ). Sorprendentemente c'è anche il modo di togliere le odiose freccettine che schiacci sistematicamente per sbaglio che ti aprono l'iTunes store: no, grazie, non compro nulla.
Probabilmente la cosa che mi ha annoiato di più è stata, dopo aver cercato fra mille browser uno decente ( sì, Firefox fa schifo, nemmeno se usassi Windows lo userei ), scoprire che Safari le tabs le ha, ma sono disattivate di default ! E lì fra "porca madonna" vari e un paio di opzioni da mettere o togliere, decido di tenere il browserino che tutto sommato mi piace perché mi ricorda epiphany, con un paio di cosette in più, fra cui un motore di rendering decente, che per la cronaca è KHTML, progetto originariamente legato a KDE come motore grafico di Konqueror, e ora anche sviluppato in squadra con Apple, sempre con licenza Open Source che non è di sicuro la APSL o porcate varie.
Quando si parla di software proprietario però non c'è niente da eccepire. Skype per Mac funziona bene, e anche tanto, rispetto all'eterna imbarazzante versione per Linux che fa piuttosto sboccare, anche come UI: non che il passaggio a QT4 abbia rappresentato un gran miglioramento come speravo, visto ad esempio Wengophone che ha una UI non così schifosa. Mah, speriamo migliori.
Una cosa su cui non mi esprimo è il menu in alto. Chi dice che fa schifo perché è scomodo, chi dice di no. Personalmente ha UN vantaggio e UNO svantaggio. Il vantaggio è che sta lì su fissa e oltre a sapere sempre dove sta è, per ogni finestra aperta, una dozzina buona di pixel risparmiati sull'asse y, e non è trascurabile quando usi un portatile o quando comunque si parla di ottimizzazione degli spazi. Lo svantaggio è che appunto perché sta lì devi disturbarti a portarci il puntatore sopra anziché avere il tutto a un tiro di schioppo ( magari la finestra di cui sopra è ad una decina di cm di distanza dalla barra dei menu. Inoltre, avendo due finestre aperte in un desktop, cliccare in un pulsante in un menu dell'applicazione non a fuoco comporta sempre un click in più, e queste piccole "economie" possono essere una perdita di tempo a lungo andare. OK, sono pignolerie trascurabili, ma non per tutti, soprattutto quando si fanno varie cose assieme, cosa che io faccio spesso.
Fortunatamente per ovviare al problema ci sono due cose. La prima è exposé, che ormai è stato imitato anche su Linux, visto che è un ottimo sostituto per l'elenco delle finestre, o taskbar che dir si voglia ( assieme al dock che secondo me è concettualmente utile ). La seconda è l'abbondanza imbarazzante di collegamenti da tastiera per fare qualsiasi cosa.
E proprio riguardo a questo arriva l'altro palo nel culo. Abituatissimo ad usare ctrl praticamente per tutto, qui ctrl è sostituito, ma non "in tutto e per tutto" dal bel tasto meta con la melina sopra, mentre alt sostituisce alcune cose di ctrl ( tipo andare avanti parola per parola in un testo ) e ctrl stesso fa tutt'altro. E ovviamente non funziona nemmeno scambiare i tasti dalle preferenze perché non c'è corrispondenza univoca fra "melina" e "ctrl di Linux". D'altra parte mi rode che su Linux stesso il mio tasto "melina" non sia trattato come un modificatore al pari di alt e ctrl. Altra cosa divertente, nonostante la base unix, c'è lo stesso problema troglodita di Windows delle estensioni. Cambiando l'estensione a un file son cazzi. E non si capisce nel 2007 a cosa servano le estensioni. Leopard risolverà questo problema ?
Per la serie "imbarazzo più totale" uno capisce perché VLC è l'applicazione di terza parte più scaricata per Mac OS X. QuickTime fa schifo, fa proprio schifo. La versione gratuita non ha quasi nessun codec ( e scaricarli non è mica un click, bisogna sempre andarseli a cercare, cosa che su Ubuntu è molto più intuitiva ), e persino la funzione "schermo intero" è attivata. No comment.
Per mio diletto personale ho dovuto scaricare tre programmi, che erano, nell'ordine, un terminale più decente visto che quello preinstallato fa più cagare di xterm, LyX, che potrebbe essere molto meglio di quanto non sia ora ( mi sa che la versione per Linux ha meno problemi ), e una versione semidecente di emacs.
Non ho molte altre esigenze, sicuramente mi son dimenticato un sacco di cose, però bene o male come "primo impatto" ci siamo. Prima di concludere, tengo a precisare un po' di cose. Personalmente sono molto rigoroso per quanto riguarda l'usabilità di qualsiasi cosa e tengo molto a vedere il pelo nell'uovo di molte interfacce grafiche, soprattutto su Linux che è sempre stato il mio campo. Assieme all'usabilità però, cui Apple comunque tiene molto ( e infatti tutti i programmi sono curati anche per quelli come me che qualcosa in più che scrivere "ciao" san fare ), c'è anche l'estetica. Su questo non c'è proprio nulla da dire. Nessun sistema operativo batte Apple persino nell'integrazione pazzesca col resto del sistema che hanno tutti ( o quasi, ovviamente ) i programmi di terza parte che uno utilizza. E per me "armonia" in questo senso, beh, è qualcosa di vitale.
Poi, punto debole è la personalizzazione, ma per me non è un grosso problema, molte cose mi piacciono così e poi in appena due minuti di utilizzo sono riuscito più o meno a stravolgere tutto senza dover "scendere a compromessi", senza troppi problemi. L'importante è che le cose funzionino e che niente sia a scapito dell'efficienza e della praticità. E onestamente non ricordo mai di aver pensato "che palle non funziona sta cosa, vabe', tocca abituarmici".
Che dire, nonostante i numerosi pali nel culo ( perché devo riavviare dopo un aggiornamento ? Non posso riavviare quando pare a me ? ), l'esperienza è più che positiva, tutto funziona ( grazie al cazzo, direi ), e non solo. In effetti posso anche programmare da riga di comando come ero abituato, e quando mi pare posso anche tagliarmi la lunga barba e fare un po' la fighetta registrando audio e cose simili.
Poi posso benissimo riavviare e tornare a Linux. E in definitiva, se proprio ci deve essere un dual boot, penso che questo sia quello più sensato.

Tiriamo le somme. Sono stato un po' assente ultimamente, dato che il mio ultimo post risale a un mese fa. Sono caduto in piena crisi mistica riguardo alla "vita reale" e altri cazzi che chi di dovere sa già ( tanto per mettere a chi leggerà qui la pulce nell'orecchio ). Ciononostante, risolti tutti i miei conflitti interiori, arrivano gli esami, e quindi tanti baci e abbracci a tutti. Di buono c'è che con la scusa di preparare un ( ridicolo ) esame di informatica ho ripreso un po' di interesse per la programmazione, cosa che avevo perso poco tempo prima di iniziare l'università per una abissale mancanza di idee. E giusto per dovere di cronaca, sto usando Mac OS X ( o Mac LOL Sux per chi lo capisce ), parallelamente alla mia solita Debian, perché devo ammettere che per "lavori al volo" e robe così non è niente male, ma per renderlo usabile si sputa molto sangue. Moltissimo.
Vado al punto. Avevo scritto un lungo post che è quello che ho intenzione di riprendere ora, quando a un certo punto il mio "browser di fiducia" ( spero che Mozilla faccia bancarotta ) ha deciso che era ora di chiudersi senza proferir parola, e amen. Poco tempo dopo ho anche perso la piccola parte che avevo scritto all'inizio, quindi, fondamentalmente, non ricordo nulla, tranne il titolo e i soliti concetti che in modo crudele imperversano nella mia mente.
La scintilla che mi aveva spinto sul computer a tirare fuoco e fiamme su quello che capitava intorno - che sembra essere la mia dote più sfruttata - è stata una pubblicità della IBM che passa ancora in televisione ultimamente. La pubblicità in questione riguardava una soluzione offerta da IBM per proteggersi dagli "hackers" e da chissà chi altri. La materia in questione è ciò dove si cela l'innovazione nella soluzione IBM. Non si tratta di proteggere la propria wLAN ( che comunque è un'arte da affinare in italia ), o la propria famiglia: la propria idea.
Ultimamente si parla molto di brevetti software, soprattutto nel campo Open Source, che è quello cui ste cose fanno veramente male. Ci son stati i vari accordi con Microsoft, che in altri universi paralleli si chiamano "estorsioni", in questo qui invece quando l'estorsione ha consenso da entrambe le parti non solo non è reato ma è una cosa legittima. Dopo la chiacchieratissima Novell ecco che arrivano due aziende delle quali non è mai importato un sacerrimo e vigoroso cazzo a nessuno che per un pietoso bisogno di attenzione hanno compiuto l'infame atto di prostrarsi ad arco che per seno uno ha, a pagamento.
Di cosa si tratta non ho voglia di parlarne, però il culo ce lo si rode lo stesso. Microsoft ha brevettato un pochino delle sue tecnologie fantoccio, e ora ne pretende le royalties.
Facciamo un passo indietro. Perché nasce il diritto d'autore ? Per tutelare il piccolo genio che ha prodotto qualcosa ( meglio usare questo termine per ora ) e che rischia la pelle perché ci possono essere squali che possono plagiarlo per lucrarci su. E questo ha avuto numerose frange, dall'antica Roma in cui si tagliavano teste, fino anche ad Antonio Meucci che finì sul lastrico e la sua memoria fu gratificata un bel po' di tempo dopo, troppo sicuramente per lui ( 2002 ).
Guardiamo ora al nostro secolo. Cosa ci si trova davanti ? La prima cosa che uno tira fuori è Internet, chiaramente. E la prima cosa di Internet che si vede nel 2007 è il cosiddetto Web 2.0, i network sociali e compagnia bella. Cosa succederebbe brevettando ogni tecnologia fra queste ? Poniamo Facebook o last.fm che sono le ultime mode come "zeri" e procediamo a ritroso. Facebook risulterebbe essere un'imitazione di Myspace, che a sua volta è una idiotificazione dei gruppi di Yahoo ( prima ) e Google ( poi ) che a loro volta sono un post-USENET, e così via. Ho saltato numerosi passi ma si può proseguire quanto si vuole. Arriviamo dunque ad una tecnologia che altro non è che una storpiatura di qualcosa, e ricorsivamente si arriva ad una quantità esponenziale di "fonti" che, per usare un eufemismo, inculano l'autore del brevetto, fino ad un'origine non brevettabile perché magari è un "bene comune" come erano i vari newsgroups annotato su RFC, e così si butta via tutto. Per quanto riguarda last.fm c'è la via "database pubblico", "database privato", condivisione musicale etc., che svolgono più o meno la stessa funzione.
E dopo che uno analizza tutte queste situazioni pensa: "non è possibile che tutte queste cose siano una la copia dell'altra con modifiche non sufficienti per costituire un'invenzione a sé". Ma magari è solo il Web 2.0 che ha questo problema. Andiamo all'informatica più in generale e vediamo Spotlight di Mac OS X che è stato rilasciato dopo la prima versione pubblica di Beagle per unix, e probabilmente in contemporanea a quello scempio che è il sistema di indicizzazione di Windows XP. Oppure possiamo prendere le trasparenze di Aero Glass che hanno come fonte il compositing di Aqua e le trasparenze dei desktop liberi che si vedono ormai da tantissimo tempo ( ricordo quando usavo il pannello con trasparenza reale ben prima che spuntassero lolycoke e soci ).
Non è possibile.
Nel numero di Linus di giugno 2007 c'è un interessante articolo ( per i profani ovviamente, visto che per chi "se la gira" su Internet da un bel po' le novità sono bel altre ) sulla musica in rete. Apprezzo molto che Linus stia "al passo coi tempi" in questo senso, da essere passato dagli anni '70 ai 2000 mutando lo spirito come cambiavano i tempi. L'articolo riportava una tabella con una lista di "cantanti" ( le virgole sono doverose ) pro e contro la galera per chi scarica musica gratuitamente.
Intendiamoci bene. A qualcuno balza anche minimamente in testa di dare a singoli la stessa pena che si sbatte sempre il cranio per dare a criminali per bancarotta fraudolenta, corruzione, etc.. Per dare un po' di numeri, si parla anche di qualche anno per "collezioni intere" scaricate, anni che possono tranquillamente arrivare a 5-6: un paio di meno di quelli che Marcello Dell'Utri non sta ancora scontando per corruzione E concorso in associazione mafiosa.
Intendiamoci bene, probabilmente i cerebrolesi che passano alla radio e che pensano a ste vaccate non hanno nemmeno idea di cosa voglia dire "sistema giudiziario" o "saper fare le tabelline", e sanno solo scrivere pezzi ridicoli e brani ridicoli in funzione di un contratto e del portare pane e Porsche a casa. Però il mio è una specie di "invito alla riflessione", o all'incazzarsi liberamente.
Quello che è ancora peggio è che se uno va a vedere riff, testi, e cose simili di ciascuno di questi può tranquillamente applicare il mio famigerato processo di eliminazione per il Web 2.0 alla musica, arrivando in pochi passi a quando la musica non esisteva nemmeno.
E fu così che il vero problema viene a galla. Se mai per conto di un'università o un ente di ricerca io venissi a conoscenza o addirittura alla scoperta di qualcosa che riguardi il modello della realtà o uno dei vari tasselli mancanti del modello standard, o chissà cos'altro, non potrei mai riuscire a brevettarlo, perché è parte del "bene comune". Ma onestamente sarebbe da farsi, dopotutto uno può brevettare la scoperta di una serie di equazioni differenziali che descrivono alla meglio il funzionamento di una sega radiale o di un tornio e poi pretendere le royalties da tutte le fabbriche di materiale industriale che ne fanno applicazione diretta, o da quelle di materiale informatico che le "riusano". Così il mondo veramente arriverebbe a collassare.
Come per la pedofilia e la musica, spunta sempre il problema "profitto" morale e non:
In pochi anni in confronto all'esistenza della razza umana si è arrivati a stabilire, o a volerlo fare, la linea di distinzione fra cosa può generare profitto e cosa non può, per motivi insensati. Si distingue quello che potrebbe essere "bene comune" non brevettabile da un singolo, da "tutto il resto". E quando questa distinzione viene meno, arriva a mancare pure il giudice che la stabilisce.
Infatti, se la musica è cultura, che senso ha il diritto d'autore ?
Scaricate musica, fotocopiate libri, scambiatevi i film. Finché in questo mondo non si brevetteranno il modello standard, i principi della meccanica quantistica, o gli operatori differenziali allora non ci sarà niente che avrà ragione di essere tutelato da un totalitario diritto d'autore che fa scegliere fra spendere cifre ridicole per musica di scarsa qualità e anni di galera.
E le misure antipirateria non servono a un cazzo, anziché sprecare soldi in queste, cercate di stanare i pedofili e i serial killer che girano per le vostre reti e pregano il vostro signore.