Christian science ? Magari ...

Pubblicato alle 17:05, il 25·09·2007

Indeterminazione

E la blogging spree continua: il basket femminile non è niente di eccitante da guardare in TV.

Se c'è una cosa che ho imparato ultimamente è "diffidare dai documenti scientifici farciti di digressioni filosofiche", e son lieto di non cadere in quella categoria ( ancora ) perché non ho mai scritto documenti scientifici in senso stretto. Piacciono a tutti ma spesso sono un pessimo segno.

Premesso che il mio punto di vista sull'omeopatia è sempre stato pesantamente critico ( al pari del mago Otelma ), ci sono "prove mediche" ( casi di successo ) sulla guarigione di pazienti affetti da una ristretta gamma di malattie non gravi che guarivano con somministrazione di placebo, dunque per la sola "autosuggestione" o come la si vuole chiamare. Anche qui la mia idea è "probabilmente sarebbero guariti comunque", ma non è questo il punto. Il punto che condividono quasi tutti all'interno della comunità scientifica e non, è che d'altra parte non si può dare una di queste cure olistiche a chi ha seriamente bisogno di altro. Se no, si facciano avanti con un campione statistico rilevante di malati di cancro che guariscono grazie alle "loro cure".

Tramite un articolo di ars che consiglio a chiunque abbia un po' di buona volontà e interesse, sono arrivato a conoscenza di un paio di cose.

Una è una delle tante outcast dalla comunità scientifica che ha fatto grandi ricerche sulla memoria dell'acqua accompgnate da dissuasivi esperimenti complicatissimi, il cui risultato è stato la noncuranza di un errore statistico sempre presente e influente ( e criticato ), accompagnato poi dalla scoperta interessante dei risultati brillantemente truccati: infatti una manciata di prove negative erano state tranquillamente occultate, con un campione statistico biased, come si dice, la quale cosa non solo è non-scientifica, ma è anche un'illustre prova di quello che si intende con "fail at failing".

La seconda in ordine di importanza crescente - ed è quella che dà il tema a questo post - è la pubblicazione di un chimico britannico circa un effetto che già dal titolo mi ha lasciato perplesso.

Memoria dell'acqua, macro-entanglement, e le possibilità dell'omeopatia.

L'entanglement è quel fenomeno quantistico che incrocia le dipendenze degli stati quantici di due elementi di un sistema anche se son separati spazialmente. Grosso modo, per citare Michio Kaku, se tutto il mondo sa che io ho sempre una calza rossa e una calza verde addosso, basta vederne una sola per sapere di che colore è l'altra. Questo crea una propagazione istantanea dell'informazione, ed è stato un aspetto molto discusso della meccanica quantistica, tanto che causò una forte opposizione dallo stesso Albert Einstein che ne fu sempre insoddisfatto ( il paradosso EPR è un esempio ).

Ci sono molte cose che mi fanno rimanere fra il "perplesso" e lo "sbigottito". 

Innanzitutto, è una pubblicazione piena di ovvietà destinata a poveri ignoranti che non sanno nemmeno cosa sia un numero complesso: a che pro scrivere queste cose che "sanno tutti", in una pubblicazione "tecnica" ?

Secondariamente, ci sono molti errori da principiante solo nella digressione iniziale, quali "nessun segnale può viaggiare più veloce della luce", che è una sintesi errata del postulato alla base della relatività ristretta, che fissa c come velocità massima raggiungibile: tuttavia c è la velocità della luce nel vuoto, per cui, da una nota legge dell'ottica sappiamo che la velocità di un'onda in un mezzo è dipendente dagli indici di rifrazione, dunque è possibile che una qualche onda viaggi ad una velocità superiore a quella della luce in un dato mezzo. Questo effetto esiste, è provato e verificato sperimentalmente, e prende il nome dallo scopritore ( e premio Nobel ) Pavel Cherenkov.

Ma la cosa più drammatica è l'utilizzo brutale dell'entanglement quantistico in una sede che non ha veramente un cazzo a che vedere. Sappiamo tutti quali sono i limiti e le applicazioni della meccanica quantistica. Sappiamo inoltre che non è un fenomeno classico, per cui io posso un giorno ritrovarmi con la mia calza rossa a lavare ed essere costretto a mettere un'altra calza verde, quindi già questa descrizione cade.

Con quale coraggio il signor Milgrom parla di "entanglement medico-farmaco-paziente" ? Sono dei bei grafici quelli che mostra, ma non parla di come questo processo abbia un inizio e una fine formale, cosa lo inneschi, e quant'altro. I grafici che mostra sono solamente disegni con dei nomignoli strani, non c'è una sola formula, una sola quantificazione, e quant'altro, ma, ancora più ironicamente, quando parla di "forza vitale", "malattie", e "farmaci" come funzioni d'onda a scopo scientifico, questo fa veramente incazzare, perché non solo l'articolo non mostra altro che analogie e metafore e idee ( proprio a detta dell'autore ) "derivate" da entanglment quantistico, teoria dei campi, senza uno straccio di motivazione del "perché" quei principi siano effettivamente applicabili, cosa che invece si dovrebbe fornire quando si crea un modello di un fenomeno e lo si approssima ad un altro: esempio, paragonare le oscillazioni del pendolo ai soffi nelle bottiglie di vetro, c'è una ragione matematica ( facile facile ) affinché ciò sia lecito "in buona approssimazione".

Cosa sia la "forza vitale" lo sanno solo loro. Così come sanno solo loro anche in che modo una soluzione di principio attivo su 1080 d'acqua possa essere utile: indizio, il numero di Avogadro si ferma quasi sessanta ordini di grandezza prima, mentre la stima del numero totale di particelle subatomiche nell'universo si avvicina a quel numero, tanto per avere un'idea.

Che dire, "date a Heisenberg quello che è di Heisenberg e non rompete le palle". Ma soprattutto, non infettate con le vostre cazzate quelli che hanno veramente bisogno di cure.


Non ci mancherai

Pubblicato alle 13:42, il 24·09·2007

DRM

Rimando ad un articolo che ho letto giusto ora su Ars. Non succede così spesso che un articolo del genere attiri la mia attenzione tanto da farmi venire la voglia di scrivere un post a proposito in così poco tempo.

Due i pezzi salienti.

At a conference convened by the overlords of DRM, Sony vice president Scott Smyers admits that he circumvents the copy protection on DVDs (CSS) in order to make backups for personal use. Apparently Mr. Smyers doesn't agree with Hollywood or the Register of Copyrights, both of which argue that "backups" can readily be had in the form of new copies you can buy at the store.

Ricordo che la Sony è la stessa casa che continua a pagare la supermulta per il trojan nei CD musicali ... sentirmi dire che il vicepresidente usa il DeCSS per fare i backup dei suoi dvd va ben oltre la soglia della presa per il culo. Il secondo pezzo simpatico invece riguarda un altro idolo totale.

MPAA VP Fritz Attaway even suggested that without DRM in place, Hollywood wouldn't have any other option than to simply not release its movies.

Questa frase mi ricorda il cartone di David Firth in cui un ente di marketing responsabile per la censura decide che bisogna iniziare a bandire cose per diminuire il tasso di criminalità. Si inizia con la televisione, le radio, fino ad arrivare a "tutto" ( compresi sedie e pavimenti ), e a quel punto nonostante ci si rendesse conto che non si poteva stabilire se si avesse vinto o meno perché non c'erano più i modi di rilevare la criminalità, era comunque una piccola vittoria.

Purtroppo per Attaway il mondo non è un cartone animato ma una palla fatta di equilibri ed evoluzioni e il DRM imploderà presto nel buco nero che era neppure tanto tempo fa. Non è marketing, è fisiologia.

Altrove, ma nemmeno tanto, la telenovela SCO è silenziosamente finita. Auguro una bancarotta dolorosa e una celere disoccupazione per tutto il corpo dirigente di quello che è stato il simbolo mondiale della scorrettezza nel campo del riciclaggio della proprietà intellettuale altrui, e un ottimo modello negativo per quanto riguarda una serie di strategie di mercato e scelte di campo annesse.


Colors

Pubblicato alle 03:20, il 24·09·2007

Between the buried and me

C'è poco da fare, quando sono bravi sono bravi.

Non voglio farne una recensione perché le recensioni fanno ridere, e generalmente sono scritte da tredicenni con tante pretese o da cinquantenni che non hanno più un cazzo da fare. Però i Between The Buried And Me sono uno dei miei gruppi preferiti di sempre. In più i concept da una traccia sola ( praticamente ) con ripetizioni di temi musicali e non solo, beh, diciamo che mi piacciono di brutto.

Poi c'è da dire che nonostante i bruschi cambi di formazione e di genere hanno preso una piega particolare, tanto che il salto da The Silent Circus ad Alaska è bello pesante. Ma dopo Alaska sapevamo tutti dove sarebbero andati a finire.

Probabilmente uno dei pochi gruppi metal (assieme agli Opeth) che hanno ancora qualcosa da dire, e questo disco ne è la prova, ma quando cazzo verranno in Europa ?

Nient'altro.

Between The Buried And Me . Colors (Victory, 2007)

Per chi dice che "la musica di adesso fa tutta cagare".

P.S.: massima stima per chi è arrivato qui cercando su Google "giorgio forattini non fa ridere".


Blogging spree

Pubblicato alle 16:07, il 19·09·2007

Ecco il nostro caro vecchio amico, l'italianissimo politically correct, che torna alla riscossa. Grillo parla di "Alzheimer Prodi" ed ecco gli echi di linciaggio da parte della federazione Alzheimer Italia. "L'Alzheimer non è una malattia da ridere". A questo punto qualcuno suggerisca al nostro divoratore di pesto e focacce una malattia divertente ed efficace per il suo prossimo insulto. Chissà se l'AIDS è ufficialmente divertente o no.

Mi chiedo inoltre riguardo al paraculo più pericoloso al governo quale sia il collegamento "populista" fra lo "strumentalizzare il dolore" ( boh ? ) e la sua legge sull'indulto. Della quale, da bravo destroide culattone Mastella non ha mai criticato l'esito. Che onestà e DC non andassero di pari passo è un qualcosa di risaputo dal '46, ma negare l'evidenza non è solo CLino, è anche da totali idioti, qualora le cose non coincidessero già.

Tweedledum e Tweedledee invece ( o Bindi e Bondi ) blaterano qualcosa di diverso, ma, come al solito, non gliene frega un cazzo a nessuno, perché oltre a proferire raramente parole di senso compiuto non sono nemmeno gradevoli da guardare.

In other news, anche a Bologna s'andava a costruire una moschea. Pare che per una volta Cofferati abbia fatto una scelta decente lasciando partecipare ( chissà se succederà davvero ) el pueblo per decidere sulla cosa, bloccando dunque il tutto.

Quello che mi chiedo è, da una parte, perché i vari ragazzini del PRC siano così eccitati da avere l'ennesimo luogo di culto nella loro città, e non è sufficiente dire "per dargliene una", visto che in assenza di una moschea tutti gli islamici stanno molto bene senza, nonostante quelli che pregano ai giardini abbiano spesso difficoltà coi punti cardinali. Va bene la libertà di culto, ma Marx non diceva che la religione è l'oppio dei popoli ? Penso che sia l'unica frase ancora attuale, su tutte.

Da un'altra parte chiederei ad AN cosa abbiano da protestare, visto che intolleranza e razzismo oltre a non essere sentimenti molto cristiani vanno anche contro la libertà di culto dello Stato italiano. Cosa pensa la Lega lo sappiamo già, ma mi piacerebbe avere la stessa risposta anche da persone che hanno più di un neurone ( funzionante ).

Concludo con questo video. Sono queste le cose che ti rendono fiero di vivere in Europa. Per chi non capisse le domande, il ragazzo, Andrew Meyer, presenta un libro che parla, fra le varie cose, di come John Kerry vinse le elezioni nel 2004 e i risultati veri e propri furono truccati grazie alle note storie di brogli, fra Florida e negri vari. E già lì si vede un poliziotto che tenta di strappargli il microfono. Tuttavia continua e la domanda vera e propria era più fredda e meno cliché: "come mai non hai fatto niente per evitarlo ?", al che, dopo altre due domande piuttosto teatrali ( una delle quali su "Skull & Bones" sinceramente evitabile ) succede quello che succede, con Kerry che non dice niente e nessuno che tenta di bloccare la polizia, con evidente documentazione video che mostrava chi avesse ragione e chi no.

Il libro è Armed Madhouse di Greg Palast. Non l'ho letto ( chiaramente ) ma ne avevo sentito parlare a suo tempo. Kerry ha dimostrato ancora una volta di essere il solito personaggio scialbo e insignificante, anche se prima d'ora non l'avevo mai ritenuto "pericoloso".

Tornando in Italia, la commissione che doveva rivedere le schede elettorali ha decretato ufficialmente quello che già era il risultato delle elezioni. Per cui, mi spiace per l'allora ministro Pisanu e per il suo boss, ma è andata veramente così.

Pace. 


News from the intarwebs

Pubblicato alle 03:56, il 18·09·2007

Per la serie, "coglioni che crepano nei modi più originali, ma nemmeno tanto", ecco l'ennesimo asiatico che è stato fragged IRL dopo un'intensa sessione di counterstrike starcraft non si sa cosa. Solitamente epici i toni di slashdot con un bel flame simpaticissimo iniziato da uno sfigato che ha paragonato le leggi sulla crittografia al "gun control". E direi anche fortuna che in America hanno queste leggi perché altrimenti come farebbero a combattere il terrorismo.

Altrove, Microsoft ha preso due calci in culo di fila. Il primo riguarda la solita supermulta dall'UE per abuso di posizione dominante. La cosa che mi sorprende è che non l'abbiano ancora pagata, che cazzo hanno intenzione di aspettare ? Non penso che 497 000 000 € siano un problema per una società come Microsoft ... e gli impegni umanitari toccanti di Bill Gates risolleveranno il suo karma ma non puliranno i libri neri della piccola casetta di Redmond. Il secondo, che a confronto è una cazzata, è una denuncia da parte di un rompiballe cinese che ricorre alle armi legali per levarsi di torno WGA. Per chi non lo sapesse, Windows Genuine Advantage è quell'utilissimo software che agevola il riconoscimento di contraffazioni per aiutare l'ignaro utente ad aggiornarsi con versioni originali dei suoi programmi, che, detto in termini più intelligibili, è una specie di worm che cerca di incularti col sale ogni volta che installi un programma crackato.

Niente di che, alla fine, come ho sempre detto "non vuoi Windows, non sei obbligato a usarlo". Se non fosse che legalmente questi programmi si chiamano spyware, poiché non puoi essere obbligato ad usare un programma che monitora il tuo disco e spedisce a terzi i dati che raccoglie: dopotutto che differenza c'è fra questo e un programma che legge le tue password o che ti conta le visite a youporn.com e magari manda i dati a me per farti le recensioni ? La risposta è "nessuna", perché la definizione di "spyware" è proprio questa.

Più che altro il quesito che mi rimane è se questi minchioni abbiano un minimo di etica dal punto di vista della legalità o se essere fuorilegge sia un qualcosa di incoraggiato da altri. Le normative sulla criptazione le rispettano tutti - quante guerre su Linux per queste cazzate ... - e obiettivamente sono cose senza senso, perché vietare pesantissimi algoritmi di cifratura solo perché potrebbero criptare messaggi fra terroristi è esattamente come smettere di vendere forbicine per le unghie solo perché se infilate accuratamente nella carotide di chiunque gli garantiscono pochi e lunghissimi minuti di vita.

Il cinese ha chiesto un misero risarcimento e "pubbliche scuse" in un giornale cinese. Chiaramente la cosa è simbolica ed è l'ennesimo granello di tutto il polverone scatenato almeno da quattro o cinque anni sul DRM, e dopotutto, gran chissenefrega, visto che in un modo o nell'altro son sempre riuscito a non averci mai a che fare.

Morale: se state usando Windows Vista ce l'avete nel culo, se state usando Windows XP è solo questione di tempo. Se state usando versioni più vecchie siete degli idioti. 


Bologna violenta

Pubblicato alle 04:42, il 17·09·2007

Per usare un eufemismo à la Giovanni Paolo II, mi sono rotto i coglioni di parlare di politica, temporaneamente. Il che vuol dire che il mio prossimo post parlerà di politica, o forse no. Se non altro io non sono di quella melma che dichiara di fare informazione o giornalismo "alternativo" ( qualunque cosa voglia dire ), nonostante i miei faziosissimi post siano praticamente privi di incoerenze logiche ( infatti prego sempre di segnalarne ), contrariamente ad altri.

Dopotutto questa raccolta di parole e pillole di super presunzione non era nata così a suo tempo, sempre che qualcuno abbia letto questo. Oltre a un "meno male" ci scappa anche un "porco dio come è scritto di merda". Ma c'est bien comme ça. O c'est l'époque qui veut ça, che non c'entra un cazzo ma voglio fare quello figo che ha tanti dischi ricercati, e quando si parla di quel disco degli Ivich è più che lecito.

Tutta questa lunga premessa per buttare giù qualche pensiero sparso, ma c'è un fondo di verità.

In culo ai "festival alternativi" di questa insignificante e già obsoleta from birth destra popolare che non fa altro che spaccare le palle copiando dai fricchettoni parlando di "rivolta" e "musica alternativi", vorrei buttare un paio di righe sull'Anti-MTV Day 6.66 ( che sta per "sesta edizione" ) tenutosi a Bologna il 15, o ieri, o quello che è.

Dal sito, si tratta della sesta edizione del festival hardcore dell'autoproduzione e della controcultura underground D.I.Y. italiana. Il pippone forse è un po' troppo da citare nella sua totalità, ma una parte è degna di nota:

Questo festival è nato 6 anni fa come prosecuzione naturale dell'energia che la scena DIY Hardcore aveva espresso negli anni 90, un'energia che tentava di convogliare la spinta distruttiva del Punk verso la costruzione a piccoli passi di una nuova sottorealtà. Una Rete di punti luminosi che nascevano autonomamente e che trovavano la conferma della propria esistenza negli altri punti luminosi, fino a creare una tessuto che si autososteneva e si rafforzava con il moltiplicarsi dei suoi nodi, in Italia e successivamente fuori dall'Italia.
Sotto questo lento processo di tessitura di una Rete ci sono idee e visioni del mondo comuni, riguardanti l'approccio al sistema dei consumi e dei bisogni indotti, la critica delle strutture gerarchiche, il tentativo di resistenza quotidiana al sistema di produzione forsennata basata sul lavoro, e non ultima la lotta alla mercificazione della cultura. In quest'ottica, la vita quotidiana è politica. La comunicazione è politica. I mezzi di comunicazione sono mezzi e non fini, le forme di espressione sono forme e non materie.

Forse come definizione è un po' troppo larga ma le idee ci sono tutte. In effetti per chi vuole vedere il festival oltre il "concerto", per me che sono più o meno abituato a queste cose non è più una grandissima sorpresa, ma vedere stand immensi di dischi ( l'anno scorso ci spesi oltre 50€, quest'anno ne ho comprati solo tre ), affianco a chi cucina e vende piatti vegan di vario tipo, e a chi fa altre cosette che non ho capito bene cosa fossero, beh, diciamo che va abbastanza oltre un Independent Days, che di indipendente cosa avrà mai avuto.

Oltre alle varie persone che ho avuto modo di incontrare, mi son rotto il cazzo di parlare di queste cose e farò una lista non numerata delle varie cose che mi hanno colpito, o no.

  • I Revolution Summer oltre ad essere dei ragazzi estremamente in gamba sono anche un ottimo gruppo, sicuramente più moderni di molti altri, da sentire e da vedere, magari con un palco più basso.
  • I Rue De Van Gogh sono probabilmente uno dei gruppi indie rock migliori in circolazione in assoluto. Oltre ad essere dei musicisti "con due palle così".
  • Sugli X-mary non ho da dire tanto quanto avrei sui Laghetto. Forse non sono il miglior gruppo in circolazione in Italia ma di sicuro sono superdivertenti e sanno il fatto loro. I Laghetto invece, beh, contrariamente a qualsiasi altra persona, a me piacciono ancora e non stancano, e oltre ad averli visti e rivisti me li riascolto anche volentieri. Brave persone, anche, o "soprattutto".
  • Non so perché mi dimentichi sempre che c'erano anche gli Afraid!. "Belli e bravi", come si dice.
  • Ero fra le varie ragazzine inside che i Raein se li sono goduti di brutto. E sinceramente non vedo l'ora che si sfilino i bastoni dal culo e riprendano a suonare in giro.

Molta documentazione fotografica al solito posto, che ora ha una home che fa la sua brutta figura. E poi son sicuro che esserci stati o leggersi le recensioni di altri sia una fonte migliore di informazione, per qualsiasi cosa, di questo post. Ma sicuramente gli altri non sono così carini e intelligenti allo stesso tempo.


Porci dies

Pubblicato alle 04:14, il 14·09·2007

Farà anche un po' ridere questa latinizzazione del blog ?

No, non fa ridere, è solo per fare un gioco di parole fra "porco dio" che ci sta sempre bene, e il nostro "maiale day" del molto venerabile Roberto Calderoli.

In realtà non so se un giorno o l'altro l'avrei scritto, ma è solo perché ho voglia di aggiungere un post per culminare la nerdificazione totale del blog. Oltre a una bella LAMBDA come titolo ci sono anche un paio di cosette in più, tipo il separatore e il coso "delle citazioni" che sono due immaginette nuove che rappresentano due equazioni che ho scelto solo ed esclusivamente per la brevità, e la conseguente bellezza, visto che la brevitas altro non è. Ne conseguirebbe che io sia tremendamente brutto, però fortunatamente sono l'illustrissima eccezione che conferma la regola. E non ho messo E = mc2 perché era troppo scontata, troppo corporate. Poi boh, è più o meno tutto verde e ho aggiunto un paio di altre cose che chi ha occhio noterà. Mi piacerebbero commenti su questo lieve facelift, che non siano "ah figo è cambiato qualcosa ?".

Tornando a noi, Calderoli ha lanciato la sua solita iniziativa di trolling mediatico con promesse di concretizzazione, un giorno o l'altro. Nonostante i soliti acculturati e dotti termini, la cosa nonostante tutto non mi ha lasciato totalmente indifferente.

"Fare mostre di suini in luoghi dove si andranno ad edificare moschee", affinché essi rinuncino.

Trascuriamo un attimo l'aspetto provocatorio e marginalmente offensivo dell'iniziativa e pensiamo semplicemente a una cosa. Una comunità islamica ha così poco bisogno di luoghi di culto da rifiutare un posto perfetto solo perché un cazzo di maiale ci ha camminato sopra ? Mi dispiace ma non siamo affatto lontani dal testimone di Geova che esige un'altra cura quando gli si richiede una trasfusione di sangue ( per inciso, fortuna che non sono un medico, se no li lascerei crepare ).

Premesso che pur considerando una moschea il solito luogo di culto ( ammesso che non si tratti di capolavori come questa, cosa che per altro penso anche di molte chiese ) per par condicio di fronte alla crescita della comunità islamica, e in nome dell'art. 19, non gliela si può negare. Ma il rifiutarne la costruzione per motivi logistici ( affianco ad una chiesa, magari ) è un conto, la poca elasticità mentale non è tollerabile e va punita con un aut aut deciso.

Dunque, gentili islamici, m'importa poco di quello che dice il Corano, ma sono pienamente convinto che la parte sui maiali sia roba di poco conto in confronto a molte altre cose. Se non li mangiate sono problemi vostri ( guardate un po', non lo faccio nemmeno io ), ma se rifiutate una concessione perché un idiota vi fa una cosa del genere apposta, beh, non siete meglio di lui.

Dopotutto mi sembra chiaramente che come succede per il Cristianesimo ognuno l'Islam se lo rigiri un po' come cazzo gli pare. Caso emblematico è il velo, che si tratti di burqa o niqāb o quello che è: non mi pare di aver visto islamicissime albanesi, turche, uzbeche, senegalesi, e chi più ne ha più ne metta, portare un qualsiasi indumento che copra il volto in modo legalmente perseguibile in Italia. In Afghanistan lo fanno. Bene, ma non mi dicano che è per motivi religiosi solenni, perché come si vede chiaramente la cosa è alquanto opinabile.


Allah Ackbar: It's a TARP !

Pubblicato alle 19:52, il 12·09·2007

Ieri notte, o forse avant'ieri, ho visto uno speciale di un programma di Rai Edu ( su Rai Uno mi pare ) che mi ha colpito abbastanza. Si trattava di "Un Mondo a Colori" e, per dovere di cronaca, l'ho dovuto cercare su google perché totalmente preso dalle relazioni di laboratorio che ho da fare non ho fatto molto caso alla cornice.

"La poligamia in Italia". Paura eh ? Ricordo che in un altro programma in TV, uno dei vari imam, forse di Torino, alla domanda sulla conciliazione della poligamia con le leggi dello Stato italiano, sfornò una risposta che indicava che il fatto che essa non fosse legale in Italia era un problema per tutti gli immigrati con relative mogli. Un problema, quindi una necessità, che qui si istituisca una legge ad hoc, che ci siano determinate tutele, e via dicendo. Non ricordo le parole esatte, non l'ha detto in questi termini ma il senso era quello.

Lì per lì ci sono rimasto un po' sorpreso perché pensando che il presidente di una qualsiasi comunità religiosa estranea avesse un minimo di apertura mentale, non mi era mai passato per la testa che l'assenza di una normativa sulla poligamia in un paese - nonostante tutto - occidentale potesse essere un problema.

Quando poi ho visto il sopracitato report che mostrava varie cifre su quello che era davvero la poligamia in Italia, beh, è cambiato qualcosa, diciamo.

Fondamentalmente ci son state due opinioni centrali. La prima e ben più visibile era quella di chi chiedeva giustizia per la violenza che la poligamia portasse con sé, sia fisica che morale. Venivano poste questioni etiche non indifferenti, che sono fondamentalmente il motivo per cui quando vidi il famoso imam in televisione parlare dei suoi poveri "problemi" esclamai un sonoro "mavaffanculo" davanti alla TV: non si trattava solo di violenza, ma della degradazione e della riduzione "a un numero" di qualsiasi membro della famiglia. In aggiunta a ciò si riportavano delle statistiche - il cui motivo comunque veniva confermato dalle persone intervistate - che mostravano che i "figli" di famiglia poligama avevano una tendenza più forte alla violenza che quelli della famiglia "con due genitori" come la conosciamo.

La seconda opinione era della rappresentanza islamica o nazionale ( Marocco, Egitto, etc. ) in Italia, che sosteneva la cosa in quanto diritto fondamentale della fede. E non solo, poneva il centro del problema nella non-tutela delle famiglie che arrivavano dall'Egitto o dall'Iran già "numerose", che quindi diventavano automaticamente non riconosciute, o, peggio, fuorilegge.

Quello che era più che evidente da queste due opinioni che ho elencate nel modo più grammaticalmente neutro possibile per portare ora la "sorpresa", sempre che di sorpresa si possa parlare, è che chi chiedeva giustizia contro la poligamia erano solo ed esclusivamente le donne e le loro associazioni rappresentanti, ma non erano mancate nemmeno le testimonianze di storie personali. Una in particolare mi ha colpito, usava toni veramente forti ed evidentemente incazzati, per un qualcosa di cui si parla troppo poco. Per quanto riguarda il pro-poligamia, veniva solo da personalità ( maschili ) religiose o qualche sand nigger a caso che - ci sarebbe mancato poco - quasi giustificava il sessismo e le violenze morali contro le "mogli" all'interno delle loro famiglie.

Oggi è il 12 settembre 2007. Non ho scritto un post sull'11 settembre perché non me ne frega proprio un cazzo. Non ho commemorato la strage di Bologna o lo tsunami di fine 2004, non vedo perché prendere sul personale una cosa che non mi appartiene.

Quello che invece mi appartiene è tutta la trafila di critiche contro l'islam e gli innumerevoli post sui vari blog sull'islamizzazione dell'Europa, accompagnati da una becera manifestazione in Belgio giustamente repressa da chi in Italia si dimentica di agire. E per tutti quelli che hanno gridato "povero Borghezio" ( sfigati del cazzo ), sappiate ( fonte TGCom ) che durante l'arresto il nostro amato troll piemontese si è appellato all'immunità parlamentare, più che alla "libertà di espressione", tanto per dirne una.

Il mio punto di vista incredibilmente cliché sulla faccenda: qui si torna alle solite vecchie guerre spicciole di religione. Gli angioletti bianchi reclamano il loro posto privilegiato nel loro paese non perché effettivamente chi glielo sta rubando ha la coscienza sporca, ma perché legano geografia e storia in un modo così stretto che qualunque civiltà estranea venisse a "rubargli il posto nel podio" si lamenterebbero comunque.

Chi manifesta contro l'islamizzazione - ma cosa vorrà mai dire ? - non è uno che ha rispetto per lo Stato o per la giustizia. No, non gliene frega niente, anzi, loro sono contro l'ICI per le chiese, "perché no", sono contro la laicità, perché va contro la tradizione. E allo stesso modo va contro la tradizione anche l'Islam, che è il "fattore esterno" che già ci ha rotto le palle un bel po' di secoli fa.

E tuttavia sono d'accordo in parte con loro, a modo mio. Io non voglio una cazzo di città con una fottuta chiesa, una fottuta moschea, una fottuta sinagoga e via dicendo. Non voglio un rompiballe col crocifisso che mi entra in casa a fare nonsicapiscebenecosa, così come non ne voglio uno con la luna o con la stella di David.

Ma questo è utopico. Quello che invece è realizzabile - e se quegli idioti di Sarkozy, De Villepin e Chirac anziché fare i nostalgici dei tempi che furono fossero stati più elastici sicuramente la periferia di Parigi non avrebbe avuto bisogno di un restauro - è lanciare una campagna di educazione sulle varie "tematiche scomode". Non possiamo negare i soldi dello Stato ad una moschea perché li diamo già alle chiese e ciò andrebbe contro l'art. 19 della Costituzione italiana, visto che sarebbe una palese discriminazione. Quello che si può fare a breve termine è una campagna di sensibilizzazione legale da parte dello Stato italiano per quanto riguarda un tema come la poligamia, che oltre a violare l'art. 20 della Costituzione ( che è quello che dice che nessun culto non può interferire in nessun modo con la legge, tanto fedele alla CEI e al papato che ha scoperto tutti i modi per aggirarlo ), è eticamente sbagliato, perché è sessista nei confronti delle donne, e, come ho avuto modo di vedere in quel documentario, non la vogliono nemmeno loro.

Non si possono reprimere le famiglie poligame. Si possono smembrare nel momento in cui si va oltre la legalità. La violenza è un ottimo mezzo per andare contro la legalità, e nonostante capisca benissimo che una donna che si trova in una situazione del genere "non abbia la forza" ( calcolando che magari sono anche clandestini ) di denunciare i fatti, ci vuole una interazione biunivoca: e come non c'è grossa disposizione da parte loro non ce n'è nemmeno da parte dello Stato, visto che non si capisce bene cosa faccia chi è di dovere.

Assieme a ciò, c'è il discorso istruzione e scolarizzazione, che dovrebbe essere un obbligo per chiunque abiti in questo Paese, e che spesso "non lo è" e basta, sempre per motivazioni che arrivano dal solito pater familias del cazzo che invoca l'aiuto dei soliti sfigati che accusano di razzismo chiunque gli faccia notare che in effetti "picchiare l* propri* mogli*" è sbagliato che egli sia bianco, nero, blu o verde.

Dialogo, cervello e apertura. Tre cose che la DC non ha mai avuto, e questa "nuova" politica che poi non è tanto nuova non dimostra di aver imparato la lezione.

E a questo punto, tanto per cambiare, capiamo che il problema va ben più in alto di una famiglia poligama. 


De caensura et alias

Pubblicato alle 13:06, il 10·09·2007

Leggevo in un blog del solito fascista medio ( spero non me ne venga per tale definizione ) noto con grande stupore che non solo la "blogosphere" destroide ha un raggio nettamente inferiore rispetto a quanto credano, ma che è un franchising in cui tutti la pensano allo stesso modo e hanno questa strana tendenza ad "andare contro" nella stessa maniera e misura nel nome dell'anticonformismo. E relativamente a questo, anche vedendo ovunque gli stessi banner che ostentano:

  • croci celtiche
  • foto di feti abortiti
  • falci e martelli sbarrati con odio e vigore
  • bandiere islamiche in tutti i contesti con scritte di diffamazione
  • menate sulla droga
  • menate sul cristianesimo

beh, sembra quasi che ci sia un preciso disegno dietro tutto ciò, con qualcuno che distribuisce a tutti una fila di volantini e robe simili: tutti contro "l'islamizzazione dell'Europa", da cattolici. Che è un po' come la lotta al comunismo da fascisti o la lotta alla Lazio da romanisti. Contro un'idea che ci si oppone, ma siamo troppo pigri per cercare di capire se è peggio o meglio della nostra attuale. Su Islam e Cristianesimo è una bella lotta visto che sono entrambi due malattie mentali molto gravi e diffuse dalla forma lieve alla forma incurabile, però penso che la prima, a cavallo fra questi due secoli, per motivi di contesto e di tessuto sociale contemporaneo, abbia più effetti negativi diretti. Per quanto riguarda gli effetti indiretti ( censura, brainwashing, intolleranza, razzismo e distacco dalla realtà ) il Cristianesimo non ha nessun rivale nella storia: nemmeno l'astrologia o il Voodoo.

Tornando coi piedi per terra, il blog del sopracitato fascista medio aveva un post sulla "censura" e su come colpisse solo blog destroidi. Premesso che un fascista ha ben poco da lamentarsi sulla censura ( vedasi "storia moderna", e non "quella che si fa sui libri comunisti", ma anche semplicemente le enciclopedie dell'epoca: ne ho una a casa del '35 che è una collezione di perle più unica che rara ), è ridicolo come questa gente non abbia un minimo di visuale di contesto. Oltre ad essere un insulto ad R* per gli innumerevoli attacchi degli ultimi anni da parte di qualsiasi tipo di ente o privato o quello che è, mostra anche come chi ha cominciato due minuti fa a giocare a fare il sovversivo ( in modo becero, ma ce lo aveva già suggerito Bertolucci ) non sa niente di quello che gravita intorno a qualsiasi altra cosa che non riguardi celtiche o fetish o venerazioni da ragazzina verso "persone di una certa età". Oltre ad essere qualcosa cui ridono in faccia quasi un centinaio d'anni di storia è proprio segno che certe "verità scomode" non sono altro che artefizi di origine ignota, e che il revisionismo storico è diventato lo sport nazionale di una gioventù italiana che vive nel Medio Evo in fatto di idee e di tradizioni.

E proprio riguardo agli alias mi arrogo del mio diritto da ( ancora per poco ) teenager per chiarire la mia posizione o "mettere le mani avanti", che dir si voglia:

  • sì, sono un "blogger" ( che brutta parola ) di sinistra, e ne vado fiero.
  • no, non sono comunista per ragioni "cronologiche" ( wake up, it's the year 2007 ! ), e allo stesso modo considero i soliti rossi e neri e gialli e blu al pari di Ghibellini e Garibaldini. Aggiornatevi, idioti.
  • sì, vado a votare, non credo nella "rappresentanza" ma credo nello "scegliere fra palo nel culo e lampadario nel culo".
  • no, non sono ateo, tutti noi abbiamo idee.
  • no, non considero l'ostentare un tricolore un qualcosa di fascista o nazionalista, anche perché tutti i membri di comunità/regioni autonome ostentano la loro bandiera senza timore. Semplicemente non metto la mia bandiera dei quattro mori nel blog per motivi "estetici", perché a differenza dei vari piccoli neofa so cosa vuol dire "scrivere mattoni che non risultino un pugno in faccia da leggere".

In più, mi son rotto le palle di tutte queste persone che non fanno altro che crearsi il proprio metro quadro di importanza con la loro bacheca di attivismo spicciolo e con scarso senso pratico, di tutte queste persone che si inventano nuovi e ridicoli modi per "andare contro". Non si capisce contro cosa, visto che essere cattolici e qualunquisti non è poi tanto underground. E nemmeno essere razzisti o pro-war e via dicendo. Io almeno sono onesto perché non sono un attivista, sono semplicemente uno che ha delle idee e "commenta i fatti". Non faccio revisionismo, non me ne frega un cazzo. E la politica non è affatto il primo dei miei interessi. Probabilmente manco il terzo.

Non sono un figlio del '68, non me ne frega un cazzo dei Deep Purple o dei Sex Pistols. È anche questo ciò che vuol dire "visuale di contesto", assieme a "essere cresciuti fra gli anni '90 e il 2000. E a differenza "loro" so riconoscere i simboli che non mi appartengono e rifiutarli. Più idee proprie, meno citazioni altrui.

Finita questa mia rassegna di sintomi di internet disease penso che il prossimo post analogo si farà rivedere non prima del 2008 inoltrato.


Stramaledetto XVI

Pubblicato alle 18:58, il 07·09·2007

Hai rotto le palle