Amsterdam here we come
Come da oggetto.
Buon anno !
( E speriamo di non perderci a Basilea ! )
Come da oggetto.
Buon anno !
( E speriamo di non perderci a Basilea ! )
Era da un po' che non lo facevo. Una certa fricchettona mi ha detto qualcosa come "in onore dei vecchi tempi": cosa non si fa per rimanere giovani. Il "cosa" è legato al titolo del post, non ho voglia di linkare niente perché sarebbe fare pubblicità inutile ad entità senza pollici opponibili, e non mi va.
Post di Natale, buone feste a tutti meno due persone a vostra discrezione.
Se vedete un crocifisso in giro in questi giorni, rovesciatelo. Almeno, mentalmente !
Ne hanno parlato in tanti ultimamente, mio padre compreso, Ars Technica compresa, e così via.
LHC entrerà in funzione. Non si sa quando, ma siamo fiduciosi.
Per chi non sapesse cosa sia LHC, è una ciambella gigante che sta più o meno sotto Ginevra, con un pezzo anche nel versante francese, che, tenuta a temperature ridicole ( meno di due Kelvin, che in gradi Celsius è circa -272 ), è usata come pista da corsa per alcune particelle.
Due cose sono notevoli.
La prima, che giustifica il motivo della stesura di un post del genere ora, è che ne hanno raffreddato un pezzo ( coraggio, non manca tanto, heh ), e la cosa imbarazzante è la "contrazione" termica prevista, che è circa dieci metri su trenta chilometri. Come molti sanno, scaldando una sbarra di ferro, si allunga, e raffreddandola si accorcia. Il coefficiente di dilatazione lineare, che ha molto a che vedere con comprimibilità e cazzi vari, è dell'ordine del decimo di millimetro per metro, per ogni grado Kelvin ( o Celsius, trogloditi ! ), dunque con un paio di conti da terza media si vede che con un intervallo di temperatura dell'ordine di cento Kelvin tale contrazione è presto spiegata. Nonostante sia dell'ordine dello 0.1% è una grandezza enorme, tanto che non oso immaginare i marchingegni di compensazione per una cosa del genere: dopotutto se avete una ciambella perfettamente rotonda che ad un certo punto si accorcia "disordinatamente" di uno 0.1% ha buone probabilità di spaccarsi, quindi la "preoccupazione" è lecita.
La seconda cosa che è più esoterica e fantascientifica è la possibilità di creare dei "piccoli buchi neri fatti in casa", date le alte energie che questa mitica ciambella può far raggiungere a chi ci corre dentro. Il piccolo problema è che già tante particelle bombardano la Terra con un'energia spropositata, quindi questi buchi neri oltre ad avere una dimensione ridicola avranno anche una vita molto breve. Ma intensa. Mi spiace per Arse per gli amanti dei buchi neri, ma la Terra è salva ancora una volta !
Sulle specifiche tecniche non dico molto, anche perché molti sono numeri che hanno poco significato anche per me, ma alcuni obiettivi sono degni di nota.
Purtroppo non ci sono molte raccomandazioni in merito, perché la Fisica Nucleare è qualcosa di terribilmente complicato a primo impatto, però fa bene informarsi su queste novità, anche perché queste due verifiche sarebbero fra le più grandi scoperte della storia dell'umanità, quindi non fa male saperne qualcosa in più.
Non ho la presunzione di dire che "la Fisica finisce qui", come disse Lord Kelvin poco più di un secolo fa, poco tempo prima della grande crisi della Fisica Classica, ma sicuramente il checkpoint che ci aspetta non è irrilevante.
That's all, folks !
Domanda di chiusura:

La mia lavalamp ha avviato una specie di transizione di fase tale per cui la roba collosa che faceva le bolle riesce a stare in equilibrio in acqua formando una strana struttura spugnosa. E ovviamente non si formano più le bolle. Qualcuno ha la benché minima idea circa la natura e la reversibilità della cosa ? Mi mancano già le bolle ...
Si è risolto da sé ma non so come. Dopotutto non era poi così tanto in equilibrio.
Nessun grande intento oggi.
Mi è giusto passata sotto gli occhi una dichiarazione interessante, per quanto datata ( ottobre 2006 ):
È quello che penso realmente della teoria dell'evoluzione: non è vera. Non è il modo nel quale siamo arrivati su questa Terra. Difatti, la vita che possiamo vedere su questo pianeta non è niente altro che un elenco di creature cui Dio ha permesso di vivere. Non siamo creazioni della casualità. Non siamo incidenti di percorso. C'è un Dio, un Creatore, che ha fatto te e me. Noi siamo fatti a Sua immagine e somiglianza, il che ci divide dalle altre creature. Peraltro, senza di lui, io non ho alcun potere. Ma grazie a Lui, dice la Bibbia, io posso fare ogni cosa – e anche voi potete
Volendo fare una critica puntigliosa ci sarebbe tanto da dire, ma c'è chi ha già scritto vari libri in merito, che chiaramente vantano lettori solo fra gli scettici perché la superstizione in genere non ha occhi per leggere.
Mi limito a un'osservazione sola.
"Non siamo incidenti di percorso", sta scritto. Questa è la solita grana che pone qualunque fedele agli aruspici anche dopo mezzo secolo di Cosmologia moderna. Cosa in realtà voglia dire, beh, ci sono numerose sfaccettature.
La Pontificia Accademia delle Scienze, che dunque non è né la Church of Satan, né il pubblico di Ciao Darwin, non ha mai messo in discussione la teoria dell'evoluzione. Mi correggo, non ho idea dell'istante esatto in cui ha smesso di farlo, ma sono mediamente sicuro che è così da almeno 20 anni. Ricordo di una citazione del Papa Giovanni Paolo II riguardo una pubblicazione della suddetta Accademia, che diceva qualcosa come "è ben più che una teoria".
Infatti ora c'è un profondo scisma, perché la scuola europea non ha dubbi sull'origine dell'uomo, a prescindere dalle credenze religiose, mentre negli Stati Uniti c'è un'epidemia di demenza in continua espansione, fra rednecks e personalità pubbliche.
Ma non è tanto questo il mio punto, anche di ciò si potrebbe parlare per ore.
L'ultimo tormentone è il miscuglio feroce di parole come "caos", "ateismo", "determinismo" e "Dio".
Il caos è quella caratteristica matematica di un sistema che date condizioni iniziali leggermente diverse evolve in modi imprevedibili. Ad una perturbazione leggera delle condizioni iniziali corrispondono bruschi cambiamenti nel corso dell'evoluzione.
L'ateismo è semplicemente il "non riconoscere l'esistenza di una entità superiore". Il che ha due lati possibili:
Chiaramente la 2. implica la 1., ma non vice versa.
Il determinismo è, per dirla come Laplace, "datemi le condizioni iniziali di un sistema e vi dico vita, morte e miracoli".
Sulla quarta locuzione non mi pronuncio, ma spero di aver fatto un pochino di chiarezza in più sulle prime tre.
Ora arrivano i problemi. Non essendo un frutto del caos siamo i risultati di un disegno preciso. Dunque:
Questi sono i due problemi fondamentali del "non siamo un frutto del caos" anti-evoluzionista. Il caos è quella cosa di cui tutti parlano e fra tutti ben pochi la studiano, però è ben incorniciato quando si ha da sputare sentenze. C'è una frase famosa che citano queste persone, attribuita ad Einstein, che dice pressappoco che "la probabilità che tutto ciò sia frutto del caso è la stessa che avrebbe un uragano su un ammasso di ferraglia di formare una locomotiva perfettamente funzionante". Quello di cui loro non si rendono conto è che il "tutto ciò" di Einstein non era l'esistenza umana ( e oltre ) in toto, ma una serie di eventi ben precisi su scala quantistica, che avevano andamenti strampalati. Un altro dettaglio non trascurabile è il fatto che Einstein non era religioso, ma credeva all'usuale natura o logos pitagorico che dir si voglia, che è ben diverso da "una divinità a caso", per cui questo è un esempio canonico degli errori che si commettono quando si citano le cose senza conoscerne il contesto, perché la zappata che ci si dà in questo caso è molto forte.
I miei due problemi vogliono essere una specie di spunto di riflessione per chiunque abbia un paio di milioni di neuroni da dedicarci; chissà, magari capita che qualcuno li legge e "non ci aveva mai pensato" quindi va ad urlare al mondo la sua felicità, o magari no.
Ad ogni modo, la dichiarazione che ho riportato è di Chuck Norris.
La legge è uguale per tutti, dicunt. Non è questo il tema del post ma mi piacerebbe offrire uno spunto di riflessione a voialtri. La ventunenne rumena che ha avuto la bella pensata di infilzare con un ombrello una ragazza a Roma dopo un "futile litigio" si è beccata la bellezza di sedici anni di prigione. Il commento della madre della ragazza è stato impeccabile: "sedici anni possono bastare", e dato che il Codice Penale ne prevede al massimo diciotto, la pena è piuttosto equilibrata. Quanto invece all'omicida in divisa del tifoso laziale, aspetteremo, anche se sappiamo già come andrà a finire.
Un paio di giorni fa ho riso con una persona parlando di un docente universitario di Fisica del tanto amato DFNT di Pavia, che dava in escandescenze sentendo parlare delle tanto amate "arti divinatorie". Non è un discorso di carattere generale, e il riferimento è ben mirato.

Questa schifezza è presente ovunque nella "società occidentale" ( non starò abusando troppo di questo termine ? ), e non c'è verso di estirparla. Ad ogni ora del giorno e in ogni dove si leggono oroscopi, si sentono teste di cazzo che biascicano cose strampalate su "amore", "denaro", "lavoro" e compagnia bella. Non è tanto la questione "idiota che parla" che magari irrita un po' - dopotutto non è cosa rara - ma il fatto che queste persone siano guardate con rispetto, approvazione e ammirazione.
Per chi vivesse nelle favole, l'astrologia è una delle più longeve superstizioni che non hanno un minimo di fondamento scientifico, indegna persino dell'attributo di "pseudoscienza". Mi ricordo una domanda furba sentii tempo fa: "Perché siamo tutti d'accordo che i Mormoni siano matti mentre la 'verità teologica' dei Cattolici non è mai messa in questione ?". Una domanda simile viene ora:
Perché siamo tutti d'accordo con l'inutilità di ghostbusters, medium ed esorcisti mentre la televisione e i giornali pullulano di oroscopi ?
Questa è una domanda aperta che rivolgo a chiunque abbia voglia di rispondermi.
Do una mia contro-risposta ad un possibile "è la logica domanda-offerta: la gente vuole quello e noi glielo diamo". Un sacco di gente potrebbe volere i porno alle sette di sera in canali non pay-per-view, così come molti potrebbero volere sconcezze di qualsiasi genere. Per quello che mi riguarda è molto più grave la diffusione di qualcosa che perpetui incessantemente ignoranza, piuttosto che di qualcosa che "corrompa la morale dei fragili ragazzini" che già ci sguazzano fra i fratelli Vanzina, Enrico Papi e Studio Aperto. Anche se "la gente lo vuole" si può bollare una cosa come "sbagliata" e reprimerne la diffusione, come dovrebbe accadere per l'omeopatia. Ho seri dubbi che in tal caso inizierebbe il mercato nero dell'astrologia. Chi ha voglia di un 899 per l'oroscopo se lo tenga pure, in quel caso sono cazzi suoi, ma vedere queste puttanate in qualsiasi giornale o trasmissione televisiva, con gente pagata fior di milioni, questo è veramente troppo.
Non c'è molto da fare, sulle superstizioni non ci sono compromessi, ma il problema in materia non sono "gli stupidi che leggono pochi giornali", quanto la selezione culturale scarsa di chi li scrive che bada più alle copie che alla qualità della testata o della trasmissione.
È "cattiva informazione", e conviverci non è un'opzione.
[ Un appunto iniziale: il 5 dicembre è morto Karlheinz Stockhausen. Volevo appuntarlo il giorno stesso ma son stato preso da varie magagne col mio computer. Tanto è difficile che si offenda. A chi non sapesse chi fosse Stockhausen va tutto il mio disprezzo. ]
Onestamente, la prima cosa che mi è venuta in mente in questa circostanza non è stata "vediamo se è dritto o no", però se quello del "volgare straccio satanico" - così lo chiama la bianca fanciulla in pubertà - o "bandiera della pace" che dir si voglia, è al rovescio, questo pare non esserlo. Probabilmente anche loro avevano paura di riferimenti scorretti, o della punizione divina. Oppure "granchissenefrega".

Cosa ne penso, cosa ne penso ...
Come per la recensione di Leopard, inizierò col dire che "è una cosa positiva" e che quella è stata la prima cosa che ho pensato quando ho smesso di sentire cose orribili come "la cosa rossa" o "la sinistra radicale", per cui, ora inizieranno le critiche.
La prima è un po' prematura ma opportuna da certi punti di vista. Vero è che la storiella della federazione è un po' trendy al momento, e che probabilmente "è un inizio", ma mi piacerebbe sapere perché non si tenti il partito unico della "sinistra". La risposta cliché che probabilmente ha un fondo di verità è che "la federazione non è un partito quindi il numero di sedie rimane uguale". La risposta più profonda invece è che non ci sono idee nuove e non si sa più di tanto per cosa lottare.
Ed ecco dunque la seconda: niente più falce e martello, e questa è una buona notizia, le dichiarazioni di Franco Giordano non sembrano lasciare intendere che sia cambiato qualcosa. Non mi è mai stato simpatico, si sa, ma continuare a dire perennemente "al governo ma non sempre e comunque" e "saremo in prima linea per i diritti dei lavoratori" fa un po' ridere. Sulla prima, la trovo una stronzata totale, perché se l'intento è veramente toccare il 15% non mi sembra una cosa opinabile stare al governo o meno, visto che il 15% è una percentuale sufficiente per inventarli, i compromessi, non imporli: in altre parole, non diventa più una competizione del tipo "ehi, ci siamo anche noi", ma una discussione faccia a faccia.
Sulle idee occorre un discorso più elaborato. Ho già parlato di cosa penso della sinistra di ora, ma occorrono un po' di precisazioni per correggere la mira. Sappiamo tutti verso quali orizzonti verta l'idea di buona parte della comunità scientifica italiana ( e non solo ), e benché ci si trovi in disaccordo su alcuni punti non marginali, i discorsi di certe persone fanno fede: perché nessuna Margherita Hack o nessun Umberto Guidoni ha mai speso una parola per PRC o PdCI riguardo ai loro omissis in fatto di "settore accademico" ? Non si sente altro che parlare di lavoratori e classe operaia, però pare che garanzie per l'Università l'Alma Mater non ce ne siano. Io ho firmato il mio foglio di via post-specialistica perché con meno di 900€ al mese per un dottorato non si vive, soprattutto contando che, ad esempio, in Francia la cifra netta è almeno una volta e mezza superiore. La "fuga dei cervelli" non è il problema, è una conseguenza ad un problema. Un'infinità di spese militari per questa cazzo di guerra in Afghanistan della quale non importa un cazzo a nessuno, e nessuno che guarda minimamente il lato economico della faccenda e il fatto che il nostro settore accademico si sta ingoiando da solo, e magari si potrebbe smettere di parlare di "lotta alla guerra al terrorismo" ( che ciononostante è un'idea legittima ) e iniziare a pensare un po' a sé stessi, al nostro Paese che ha ben altri problemi che adempiere ai doveri della NATO, e sinceramente sapere che io ( e tutti i miei compagni di corso ) non avrò nessuna riduzione delle tasse universitarie o nessun premio per merito perché quei soldi e moltissimi altri andranno a pagare un cazzo di sfigato di merda deve andare ad ammazzare gente in Iraq. Tuttavia questo tema non sembra molto interessante per l'Arcobaleno, anche e mi sembra un qualcosa di piuttosto immediato e "nuovo" rispetto ai soliti pipponi sindacalisti che si sentono dagli anni '70, tanto per dirne una.
Attenzione: con questo non voglio liquidare l'impegno sociale nella tutela dei lavoratori, perché è anche quella una cosa sacrosanta, però sono mediamente sicuro che la cosa non sta procedendo nel verso giusto, perché non si può solo essere dalla parte del "proletario", ma occorre una politica per il trattamento dell'imprenditoria per buttare al cesso il capitalismo dei puffi di Confindustria e soci, magari sul modello americano, per fissare le idee, dove per reati di natura finanziaria oltre a rischiare la fine irrevocabile della carriera imprenditoriale la galera ce la si fa davvero. Riassumendo, la politica sociale efficace va programmata per tutti i piani della piramide, e questo non deve essere un "punto del programma", ma una priorità. O uno slogan, se a qualcuno viene in mente qualcosa di sensato.
Parlando di qualche dettaglio, è deprimente come l'unica dichiarazione veramente sensata arrivi da Pietro Ingrao, ed è altrettanto deprimente vedere Alfonso Pecoraro Scanio dire le solite stronzate sul Partito Democratico, mentre sono piuttosto curioso di vedere il destino dei lavori sulla base di Vicenza ( altra cosa economicamente molto utile ).
Non so che dire, non so cosa trovare di nuovo, non so più di tanto in cosa confidare. La cosa però globalmente mi "convince": le persone non sono cambiate di una virgola, purtroppo ci terremo Rizzo, Russo Spena, Giordano e Pecoraro Scanio, ma magari dopo i vari "Bella Ciao" avranno anche loro trovato il tempo di dare un'occhiata al calendario.
Chissà.
Non era di notte, quindi non faceva buio, ma mi domando se le due cose possano trovarsi separate in qualche circostanza. Non era nemmeno tempestosa, ma c'era un filo di nebbia.
E in quel tratto di strada dove hanno avuto luogo i discorsi più variopinti, che spaziavano dal più becero nonsense ai vantaggi intrinseci della computazione quantistica fra "cosa saprò fare dal computer di casa mia" e "cosa non ha e non avrà mai nessun senso", s'abbozzò il solito discorso.

Non rimane molto da dire, se non quel "meno male che è su La7 perché probabilmente su Rai Due l'avrebbero censurato alla prima o alla seconda".
Invece pare che ai signori della rete televisiva dalle politiche oscure piaccia fare cifra tonda.
È un po' cliché ora come ora, ne parlano tutti, ma fa bene vedere una serie di persone infastidite dalla cosa, e a questo punto "mi aggrego".
NEWS: dal blog di Daniele Luttazzi:
Stasera è successo un fatto gravissimo: per motivi legali ( nessuna comunicazione ufficiale della sospensione del programma ) io e Franza Di Rosa abbiamo completato al montaggio la puntata n.6 che doveva andare in onda. Verso le 20, dei funzionari di La7 sono entrati in sala montaggio per impedire fisicamente che proseguissimo. Hanno occupato la stanza, hanno intimato al tecnico di sospendere ( senza averne titolo ), uno di loro si è seduto al mio posto alla consolle e non se ne andava, sfidandoci. Ho telefonato all'avvocato: stavano commettendo un reato ( violenza privata ) e potevo chiamare la polizia. A quel punto sono usciti. Poi, quando ho finito e me ne sono andato, uno di loro è entrato per CANCELLARE TUTTO IL GIRATO di Decameron, passato e futuro. Spero non l'abbiano fatto.
Splendido.
Aggiungerei anche due fatti che si commentano da soli.
À vous.
Qualcosa di cui parlare c'è sempre, e mi piacerebbe fare una rettifica ad un mio post precedente riguardo al "dialogo fra scienze", ma non interesserà tanto quindi non la faccio perché faticherei più di quanto non abbia già fatto fino a questa parola.

Ho avuto modo di procurarmi la nuova versione di Mac OS X, nota un po' a tutti come Leopard.
Devo dire che morivo dalla curiosità, perché a sentire di tutti gli schizzi di sperma fra gli Apple aficionados ( cosa che non mi sembrava affatto una novità ) e le dichiarazioni di Steve Blowjobs su "the most advanced Operating System ever made" un po' l'ardore di pensare "ma sarà davvero così figo ?" viene.
Detto fatto, un po' in ritardo.
Che dire ? Beh, un pochino di cose.
Installazione e prime impressioni
Non mi è piaciuto affatto il fatto che mi abbia costretto a formattare, e anche non formattando non ci sarebbe stato verso di fare un aggiornamento come si deve, poiché la strategia è un po' quella precolombiana di fare "il backup del vecchio sistema in un'altra cartella". Ma fortunatamente questo l'ho scoperto dopo aver fatto un backup di tutta la roba nella mia home elemosinando memoria in giro per la casa, quindi dal "forse posso fare un aggiornamento tranquillo" s'è passati a "mavaffanculo".
Riavviando ci si trova davanti al solito terzo grado, fin qui niente di male.
Prima nota dolente: quando arriva la schermata della connessione ad Internet, noto l'ennesimo taglio al codice del sistema: scompaiono i dettagli del "come devo mettere la password di una wireless". Per cui da abituato al codice esadecimale buttato lì devo ripiegare alla sola "password WEP" che è 0xAABBCCDD ( con lo "0x" all'inizio ) che probabilmente per me e per chi dirà "ma che cazzata" è una cazzata, ma magari non lo è per tutti, e questo fa girare le palle perché non gli costava niente lasciare la selezione.
Ciononostante, bravi bravi, la wireless funziona molto meglio, e sembra avere molti meno problemi di Tiger, e anche la batteria sembra durare un pelino di più.
Interfaccia
Le migliorie all'interfaccia non sono tante, fortunatamente. Quando si stravolge una GUI raramente si ottengono risultati decenti, anche se spesso è l'unico modo per far venire su qualcosa di decente, è molto meglio procedere per piccoli passi, ed è questo quello che l'ha messo nel culo a Windows Vista e che invece ha favorito molto GNOME che, per citare un caso clinico, in tre versioni che apparentemente avevano "non tanti cambiamenti" ha ribaltato dal giorno alla notte il desktop di Tomas. Il mio non tanto perché generalmente curo la grafica, ma quando "non te ne può fregar di meno" vedere che un desktop è "stiloso by default" è un segno che qualcosa sta andando bene.
E Leopard non fa eccezione. La trasparenza della barra, contrariamente ai piccoli sfigati che rimpiangono la tinta piatta ( e che poi cambieranno idea e si inginocchieranno sui ceci ), è una cosa gradevole e leggibile. Inoltre, per fare il verso alle ormai ubique tecnologie di compositing presenti sui sistemi open, è un po' tutto farcito di trasparenze hardware e quelle cose sbrilluccicose che piacciono tanto ai bambini. Inoltre, pochi cazzi, la nuova dock è veramente carina.
Finder è stato totalmente rivisto, ma, onestamente, tutte queste "gran figate" non ce le vedo, ma parlerò di alcune cose a breve. Le icone di default sono infinitamente meglio di quelle di Tiger e di Panther ( per le cartelle, ovviamente, le altre non sono cambiate poi tanto ), mentre la menosità a delta di Dirac centrata delle super-icone 512x512 non ha riscosso tanto successo, perché, insomma, chi se ne frega, tuttavia tutto ciò ha uno scopo, che è appunto il prossimo paragrafo.
QuickLook
"Opening files is so 1990's", dicono. Peccato che QuickLook, oltre ad essere una cosa relativamente merdosa che apre i file "plain text" senza antialiasing ( ci sta anche "non-antialiased text is so 30's" a questo punto ), visualizza l'anteprima solo di un paio di tipi di documenti, fra i quali ovviamente ci sono i PDF ( e di sicuro anche quelli di iWork ), ma non certo, ad esempio, i Déjà-Vu che sono uno standard "di chi legge testi scientifici online". Ovviamente la cosa interessa poco "alla media", ma fa incazzare il fatto che evidentemente fare un plugin sia un palo nel culo. Tale plugin non era disponibile per "anteprima" su Tiger ( il visualizzatore di default ) e non posso minimamente sperare che sia disponibile ora.
Per chi sta pensando "chi se ne frega dei Déjà-Vu" c'è un "ma". Coverflow mi mostra le anteprime dei video, le immagini, i documenti, e le icone giganti delle applicazioni ( wow, utile ), che sono cose apprezzabili. Tuttavia mi sembra una specie di manata in faccia il fatto che se apro un video qualsiasi con quicktime che non sia un mp4 mi chieda qualche codec astruso che su una qualsiasi distribuzione Linux moderna o è in dotazione o è di sicuro molto più semplice da scaricare.
Stendiamo un velo pietoso su QuickTime ovviamente, che nemmeno la versione a pagamento ( ridicolo che la versione in dotazione sia shareware, così era su Tiger, così è su Leopard ) abbia il supporto per le playlist ma possa fare cut-n-paste di video. E stendiamo un velo pietoso sulla totale assenza di codec.
Ma il velo più pietoso va steso su QuickLook che non apre gli XviD dopo aver installato il codec, cosa che sicuramente avrà una soluzione, ma un pacchetto da 129€ non deve avere questi problemi. Analogamente non apre vari file, ma non ci ho perso tanto tempo. Altra nota dolente: le icone dei file di QuickTime ( oltre che di altro ) sono tremendamente sgranate. E il messaggio è "quando dovete pubblicare una nuova feature, assicuratevi che sia integrata". Di solito lo coglievano, ma questa volta se ne sono quasi dimenticati.
Spaces
Spaces è un po' il motivo per cui volevo passare a Leopard. Usavo una schifezza poco integrata che si chiamava VirtueDesktops, quindi volevo qualcosa di figoso e nativo.
My two cents: Spaces fa cagare.
È forse la delusione più forte di Leopard. Non ha nessun tipo di personalizzazione salvo l'angolo di attivazione e la possibilità di scegliare quale modificatore ( melina, alt, ctrl ) premere in contemporanea alle frecce per cambiare desktop, combo che io ho sempre ripudiato perché ti vincola su due mani, e in questo non ci sono né "se" né "ma", se non il fatto che usare la melina può agevolare in quanto si ripiega sulla sola mano destra, ma non va affatto bene visto che si sa che qualsiasi destrorso ha la sinistra molto più sviluppata della destra, su una tastiera di computer, e anche se non fosse così rimane comunque che Spaces fa schifo.
Che cazzo me ne faccio di riordinare i miei desktop e di scegliere quali applicazioni avviare in quali desktop ( unica cosa decente, devilspie su Linux è tremendamente inutilizzabile ), se non posso scegliere né i tasti da usare, né cambiare desktop col mouse in modo rapido, poiché non c'è un applet per la barra menu decente ?
Applicazioni varie
Mail ha avuto numerosi miglioramenti, ma non ho idea di quali siano perché il 75% delle cose pubblicizzate è inutile, il 23% è ridicolo, e il restante 2% probabilmente riguarda alcuni "facelift" dell'interfaccia in sé.
Di buono c'è che l'importazione delle caselle di posta è stata quasi indolore, salvo l'aver dovuto spostare a mano praticamente tutti i messaggi.
Mail tutto sommato mi piace, funziona bene, è leggero e avvia in un paio di secondi, cosa che non fa nessun altro client, probabilmente. Inoltre ha eliminato le solite cartelle che tutti si chiedevano a che cazzo servissero, nel 2007, ossia "bozze" e "posta in uscita", e questa è una delle piccole cose che indica una specie di progresso.
"Anteprima" ( non so come altro chiamarlo ) penso sia stato totalmente riscritto. Permette di fare modifiche basilari delle immagini, anche se ha delle impostazioni di default un po' ridicole. È più che utilizzabile, è molto meglio della versione precedente, thumbs up. Peccato manchi sempre il supporto per i .djvu, ma questo non è un regresso, quanto, uno stallo.
"Stacks" è una specie di idea che soffre del "failure by design" ben noto in casa Microsoft. Non ha nessuna utilità per cartelle numerose, né per quelle non numerose. È tremendamente scomodo, anche se ha un'animazione di attivazione relativamente tamarra.
PhotoBooth ha un po' di novità, ma insomma, chi cazzo se ne frega, è un programma per farsi le foto con la webcam.
È imbarazzante poi vedere che non c'è un editor di testo decente. Non mi aspetto emacs, ma TextEdit ha bisogno di qualche sano miglioramento. Cosa c'è di positivo ? Legge .doc e .rtf, e questa è una cosa piuttosto comoda.
Conclusioni
Cosa manca ? Un sacco di roba. Manca un client IM multiprotocollo decente: non è una novità che Adium sia così usato, e il fatto che Apple stia sfondando in Europa non li ha spinti manco un po' ad aprirsi a reti come MSN molto più usate di AIM, in modo da rendere iChat qualcosa di usabile anziché qualcosa di ridicolo, come invece è ora. Non è una novità infatti che Adium e Skype da soli siano presenti in quasi tutti i mac di tutte le persone che conosco.
Manca un supporto nativo per codec e formati non necessariamente esotici, cosa che non mi aspetto da un pacchetto di software libero, ma esigo da qualcosa di proprietario e studiato nei minimi dettagli come è Mac OS. Inoltre mi farebbe piacere il supporto per un filesystem come ext2 che è "un po' ovunque" ormai, dal successo che sta avendo Linux in qualsiasi ambiente.
Tuttavia: il backend di tutto, a livello kernel e non solo, ha ricevuto miglioramenti imbarazzanti. Non solo la wireless, ma il bilancio energetico e le ottimizzazioni fra avvio ed esecuzione programmi mi hanno sorpreso, e non poco.
Non posso dare stelline, farebbe un po' ridere, ma nonostante abbia detto peste e corna di quasi tutte le novità ( non mi sono espresso su Time Machine che suona abbastanza figo ma non l'ho potuto usare ) sono abbastanza soddisfatto di quest'aggiornamento, è "nuovo nuovo" e ha un sacco di cose che lo fanno notare, come la fluidità nelle animazioni e nel compositing, che è qualcosa che su Linux s'è ben lungi dall'ottenere.
Però mi spiace tanto, perché per quasi 150€, non ci siamo. Non ci siamo affatto.
Come si può notare sono un po' a corto di argomenti e me ne accorgo da me. Il prossimo post a quando ne avrò qualcuno.
Rettifiche:
Chi ha sentito il sottoscritto rompere le palle sulla questione del dialogo fra saperi, così "lo chiamano", non sarà stato tanto contento, anche se forse mi dava ragione. Nella fattispecie non ricordo con chi parlassi ( a parte una persona ), quindi non fa niente.
Non mi piace questo tipo di dialogo. La fisica non ha molto da dire a nessuno tranne che alla matematica e alla chimica ( che ne è la timida nipotina ). Un pochino alla storia, ma finisce lì. Per quello che riguarda l'arte e la "fantascienza", han ben poco a che vedere con la scienza in sé, nel senso che fra chi scriveva di fantascienza c'era anche chi ogni tanto il prefisso fanta- lo toglieva. Uno che mi viene in mente è un tale Fred Hoyle che nonostante la sua sfigatissima teoria dello stato stazionario qualche contributo non indifferente all'astrofisica l'ha dato eccome.
In ogni caso scrivere fantascienza non è quello che io considero dialogo - e lo accetto eccome, se no non leggerei e non suonerei nemmeno - ma un buon "tenere le cose in parallelo".
Tuttavia, c'è sempre un "tuttavia".
Tuttavia, si sente spesso ultimamente parlare di "dialogo fra scienza e fede". A questo proposito mi viene in mente una cosa. Esiste un'ipotesi che prende il nome di congettura di Goldbach che afferma che ogni numero pari è somma di due numeri primi ( es.: 100 = 97 + 3 ). Risale più o meno a 250 anni fa e siamo praticamente tutti convinti che sia vera dato che è provata fino a un miliardo di miliardi, ma nessuno ne ha mai dato una dimostrazione, per cui ancora oggi si chiama "congettura".
Quando sono venute alla luce le singolarità nella relatività generale che le varie teorie di gravità quantistica non riuscivano a tappare ci s'è tutti preoccupati e ancora oggi si cerca una soluzione ( anche se forse ... ), quindi ci si guarda bene da dire che si ha in mano la verità, e anche oggi una branca come la meccanica analitica è una "scienza esatta" solo sotto certe condizioni che hanno poco di concreto ma non si distaccano così tanto dal "reale".
Che dialogo ci può essere fra chi basa la sua ricerca della verità su un'elaborazione millenaria di risultati che porta anche a drastiche rivoluzioni ( me ne vengono in mente tre o quattro ), e chi invece pare che la verità l'abbia già ricevuta in dono dal cielo ?
Per quello che mi riguarda credo che una cosa simile sia una pretesa inutile, visto e considerato che c'è una sorta di rapporto asimmetrico per cui, alla comunità scientifica, di dogmi e "verità rivelate" non importa niente, mentre qualunque credente con un minimo di intelligenza sa che senza la scienza non si va da nessuna parte: difatti la ricerca del dialogo è proprio unilaterale, perché si spera di "tenersi buoni a vicenda".
Per quello che mi riguarda la risposta è "no, grazie".
Un'ulteriore e spocchiosa giustificazione potrebbe riguardare la "cognizione di causa", ma penso che non ci sia più tanto da dire.
Veniamo ora agli insulti e alle ingiurie da satanista.
No, non ora, magari più avanti.