News dalle radiazioni cattive

Pubblicato alle 17:03, il 29·05·2008

Cito:

Ho tutti i motivi per dissentire da questo governo, però questa volta forse ...

Non è mia la frase, ma sono d'accordo.

Per chi non ha senso comune e adora protestare a priori tutto ciò sarà un'oscenità, ma dopo aver letto qualcosa ( non tanto eh, basta qualcosina ) ci si fa un'idea decente su quello che veramente il nucleare come fonte di energia, dove chiaramente per nucleare si intende la fissione, non questa roba qui ( per inciso, non sono ( ancora ) un solidista e né un particellaio e mi astengo dal giudicare, anche se sono profondamente scettico, per vari motivi ).

 AIEA

Ma torniamo alla realtà. Prima di tutto le dichiarazioni. La prima è di Scajola, ministro di qualcosa con un nome lungo. Premesso che a Scajola non affiderei nemmeno la gestione di un parco giochi per provata e confermata inettitudine su vari fronti, purtroppo non c'è niente di contestabile nella sua dichiarazione. "Serve un mix energetico che garantisca maggiore indipendenza". Ha ragione. Questa non è un'opinione, ma un fatto confermato da qualche dato IEA ( Agenzia Internazionale dell'Energia ), non tanto semplice da leggere. Allego un PDF con qualche dato del 2007 per chi ha voglia di spulciarlo.

Se vi fidate, chiaramente una summa può essere rappresentata dal rapporto "energia prodotta / energia importata", per quanto riguarda l'elettricità ( non il calore ). Per l'Italia è un imbarazzante 17% scarso ( 14% nel 2005 ), per la Francia si supera un po' il 95%, la Germania tocca il 62%, mentre il Giappone, sorprendentemente supera di poco il 22% ( OK, sempre meglio dell'Italia ... ). Gli USA invece sono in forte attivo: 222%. Addentrandoci di più nei dati possiamo notare come l'energia italiana venga prevalentemente da combustibili fossili ( quasi l'80% ), con un idroelettrico costante dagli anni '60, pressapoco. È interessante vedere come la produzione francese di energia nucleare raggiunga i 63GW, che coprirebbero più o meno l'intera rete elettrica italiana.

Alla luce di queste percentuali notiamo che forse è meglio passare da un numero che inizia per "1" ad uno che inizia per "2", passato il "3" magari s'esce dal terzo mondo, e ci danno una bella medaglia.

Come risolvere il problema ? Beh, di sicuro non col nucleare, visto che Legambiente dice che dopo Chernobyl è stato commissionato "un unico reattore" in Europa, e per giunta faceva anche cagare.

Gli diamo ragione e frughiamo nei documenti dell'AIEA ( Agenzia Internazionale dell'Energia Atomica ). Un grafichino dice che al mondo i reattori nucleari sono tanti tanti, 104 in Giappone, 59 in Francia, per un totale di circa 240 in tutta l'Europa Occidentale ( escludendo dunque Est, Scandinavia e Baltico, coi quali si supererebbe un totale di 270 reattori ), e in costruzione ne abbiamo uno in Finlandia ( sarà quello ? ) e uno in Francia, ciascuno da 1600MW elettrici ( due Caorso, tanto per ). Un altro grafichino mostra svariati reattori ( oltre 30 ) che hanno meno di dieci anni. Ora, ammesso che non siamo veramente così sfigati che quei 30 reattori fossero tutti stati prodotti in Corea, Messico, Armenia e Sud Africa ( non trovo un grafico per nazione / anno ), beh, è chiaro che Legambiente sta mentendo.

Oh, no, Legambiente che mente, dove cazzo siamo finiti ? Beh, in Italia, per dirne una, ma viste le grandi critiche costruttive per quanto riguarda la TAV ( ricordiamo un po' cosa ne pensavano in Francia ... ) ce ne possiamo pur fregare.

Altra favoletta che ormai m'annoia leggere è quella sulla scarsità dell'uranio nel mondo.

Una prima obiezione riguarda il fatto che il petrolio scarseggia da tanto, e non è da ora che si sa, ma a giudicare dalle centrali italiane non sembra che ce ne freghi così tanto; né sembra che Legambiente si pronunci in modo critico a riguardo, evviva evviva !

Una seconda obiezione è fomentata da questa pubblicazione sempre dell'AIEA, intitolata "Analisi delle scorte d'uranio al 2050". Non chiedo che la si legga tutta, ma nemmeno in parte. Fatto sta che il prezzo del petrolio è salito di 5 volte dagli anni '70, e non c'è ragione perché non aumenti. L'Uranio invece è presente, fra le varie cose, nell'acqua del mare, nell'ordine di "parti per miliardo" ( più di un migliaio di miliardi di volte in più della concentrazione di principio attivo nel più potente dei rimedi omeopatici ). La procedura per ricavarlo è 10 volte più costosa ( per ora ) delle fonti convenzionali tanto che la IAEA stessa la bolla come "poco più che una curiosità", ma è un ottimo tetto per il mercato, visto che nel momento in cui salisse il prezzo presso le nazioni che ne possiedono riserve ( sparse in tutto il mondo ) estrarlo dal mare diventerebbe più che conveniente, soprattutto per un paese come l'Italia, con la sua estensione costiera.

Non ho guardato bene le cifre per smentire definitivamente la favoletta dell'uranio che scarseggia, o che viene rubato dai paesi poveri, però ho buone ragioni per supporre un'autonomia sostenuta per un paio di secoli ( le scorte marine sono stimate intorno alle 4·109 tonnellate ); e poi c'è sempre ITER, che se funzionerà ( chissà se saremo ancora vivi ) sarà veramente l'inizio di una storia intitolata "l'energia pulita, gratis", la fusione nucleare, quella vera.

Ulteriori considerazioni:

  • Non siamo nelle condizioni di sputare sopra una fonte di energia pulita come quella da fissione nucleare; dati ONU parlano di un ordine delle decine di morti per Chernobyl, più qualche migliaio di tumori ( tiroide, etc. ) e leucemie attribuiti all'esplosione ( non ho letto il rapporto completo, potrei sbagliarmi anche di molto con le cifre ). Come già si sapeva, Chernobyl non è stato un incidente comune, e non è nemmeno stato un errore, ma non ho voglia di parlarne, e da allora non ce ne sono più stati, anche perché i reattori hanno misure di sicurezza sempre maggiori. Analogamente per quello che riguarda le scorie, dobbiamo solo scegliere se preferiamo il cancro ai polmoni dalle polveri sottili delle centrali a carbone ( 10% della produzione italiana ) oppure una custodia sicura come quella escogitata dai francesi, che implica frequenti e precisi controlli ad hoc.
  • Il solare è un'ottima fonte e il Sole non si spegne, ma trascuriamo sempre il fatto che le cellule fotovoltaiche hanno una durata e non sono riciclabili; anche la pratica per la costruzione delle cellule non è che sia poi così tanto pulita, e penso abbiamo visto tutti dove vanno a finire i semiconduttori in disuso. Gran parte di ciò che viene detto sull'eolico invece lascia il tempo che trova, e non capisco perché si insista così tanto.
  • La ricerca in campo di fissione nucleare va verso i reattori autofertilizzanti, e non si è di sicuro fermata nel 1986, è bene partecipare e darci un'occhiata. I reattori al torio di cui tanto si parla come "sostituto dell'uranio" non lo sostituiscono affatto; forse non tutti sanno che viene usato il torio per produrre uranio 233, che è fissile, e quindi chi fosse preoccupato per le bombe non ha di sicuro trovato la soluzione.

In conclusione, l'unica fonte che potrà essere considerata sicura e pulita è la fusione nucleare. Al momento non ce l'abbiamo, e data l'emergenza energia in Italia non è il caso di fare gli spocchiosi. Integrare, usare "un po' tutto" pur di liberarsi dal carbone e dal petrolio, questo deve essere il messaggio: la Francia ha fatto una scelta eccessiva, 60 reattori per 60 milioni di persone sono tanti, ma per lo meno vende l'energia a noi, e ci guadagna anche tanto. Ben venga la costruzione di nuovi reattori di terza e quarta generazione, perché di sicuro 25% è meglio di 15%, seppure in 10 anni. Come sempre la parola d'ordine è informarsi, soprattutto quando la questione tecnica prevale, perché disinformare quando le cose si fanno complicate è molto, molto facile.

Tutto ciò non ha tenuto conto dell'importante questione economica perché fondamentalmente capisco molto meno di economia di quanto capisca di energia, e quindi sono pronto a critiche da quel fronte, per cui ogni smentita è bene accetta.


News dagli old media

Pubblicato alle 10:33, il 20·05·2008

Non avevo granché idea di chi fosse sto fantomatico sottosegretario alle comunicazioni di cui Repubblica sembra parlare come se tutti lo conoscano.

 

Titola:

Romani delinea la sua televisione
"Travaglio incompatibile in Rai"

Sembra essere un po' il tormentone del momento, certo che questo Travaglio è proprio un gran bastardo, che va lì in televisione e monta su un casino per argomenti non degni di attenzione. Finalmente qualcuno in RAI dice qualcosa, e dice, precisamente:

Contesto il suo modo di fare informazione. L'intervista in cui attribuiva a Schifani frequentazioni mafiose è stata solo un esempio di come la concepisce. Travaglio ha detto che Schifani avrebbe frequentato dei mafiosi. Mentre, come ormai tutti sanno, queste persone furono indicate come mafiose solo diciotto anni dopo l'incontro con Schifani. Questa precisazione, non proprio secondaria, andava fatta. Travaglio spesso dà informazioni che sono corrotte dalla pura passione politica. Non va bene per il servizio pubblico.

Ah, la solita storia di Schifani, beh, mi sembra un po' debole giudicare sempre dalla stessa vicenda. Però ricordo che lo stesso giornale aveva pubblicato una lettera del diretto interessato che diceva cose leggermente diverse. Ora non la trovo, ma posso presentare la versione di Peter Gomez.

Sì, Gomez è un altro della loggia dei giornalisti sovietici che si arricchiscono mentendo su qualsiasi cosa. Quello che mi sembra lampante, purtroppo, è che o ha ragione Romani, e quindi Travaglio andrebbe via dalla RAI e perderebbe tutta la sua credibilità, oppure han ragione Gomez e Travaglio; se quest'ultima cosa fosse vera non solo perderebbe di creibilità Romani, ma non sarebbe minimamente compatibile con qualsiasi ruolo che abbia a che vedere con la RAI, se non "le pulizie", anche se non tutto è perduto, perché Giorgino è comunque al TG1.

Da notare che queste dichiarazioni sono state rilasciate alla stessa persona con cui Don Marcello Dell'Utri parlava di Mangano e di "retorica della Resistenza".

Altre due cose mi suonano abbastanza divertenti. Una ha a che vedere con "l'abbondare di programmi di satira con un preciso orientamento", che non fa bene al servizio pubblico: è strano che non l'abbia notato, ma gli unici esempi di satira dall'altra parte sono un obeso orribile la cui gag più divertente è strillare "me la ciulo" in film che in Italia sbancano al botteghino perché qui c'è ancora chi crede nelle apparizioni di Padre Pio e nell'astrologia, e un disegnatore che oltre a disegnare malissimo non ha mai fatto ridere nessuno, tanto che l'unico motivo per cui la gente si ricorda di lui è che disegna da un sacco di anni ( leggasi "fa schifo da un sacco di anni" ), e che è l'unico nel suo ambiente, e non vado oltre nel commentare.

Detto questo, se a destra l'unica satira che sanno fare è "Luxuria pisciati addosso", oppure lanciare la carta igienica in Parlamento per festeggiare la caduta del governo, beh, è presto spiegato perché la stragrande maggioranza dei fisici e letterati tenda a sinistra.

L'ultima cosa che mostra quanto ormai dei processi non importi nulla a nessuno, è l'affermazione "Saccà deve tornare al suo posto", nella certezza che "tutto si risolverà nel migliore dei modi". È divertente, perché Repubblica non è che lo dica poi così chiaramente, ma non è che le accuse a Saccà siano così campate per aria. Ci son state intercettazioni e varie testimonianze attendibili; il fatto che chiunque ritratti sulle cose che dice tipo "mi fotto tua madre" / "sono stato frainteso !" implicherà solo che a Saccà verrà quanto meno imputato qualche reato minore.

Quello che è grave è che è lampante il fatto che una persona così non sia assolutamente in grado di rientrare al suo posto, ma come spiegarlo ad uno che dice che "il servizio pubblico deve essere sotto il controllo del Parlamento" ? Luoghi comuni, luoghi comuni ... 


Come proteggersi dalle onde magnetiche negative

Pubblicato alle 16:54, il 13·05·2008

Premessa:

Il ridicolo di questo sketch riassume perfettamente la ben nota vicenda riguardante le dichiarazioni di Travaglio sul molto venerabile Presidente del Senato: è fottutamente ironico come tutti abbiano gridato allo scandalo per una dichiarazione che ad oggi non ha trovato smentite, mentre nessuno si è cagato l'unica affermazione che poteva essere considerata diffamatoria ( quella riguardo la muffa, guardatevi il video nel caso ).

Due giorni fa c'era una puntata di Report che mi ha un po' lasciato di stucco. In effetti già dalla pubblicità che avevo visto mi son detto "questa enorme vaccata dovrò guardarla" e così in effetti è stato.

Il tema era "le radiazioni elettromagnetiche".

Purtroppo non ho uno script che mi faccia le scritte rosse macchiate di sangue almeno per aggiungere un po' di pathos, però penso di aver reso l'idea.

Le città si stanno riempiendo di antenne wireless che stanno facilitando l'accesso ad Internet per chiunque, ma c'è un piccolo problema: LE RADIAZIONI ELETTROMAGNETICHE.

Certo, se fosse rossa e macchiata di sangue la parola "radiazioni" sarebbe ancora più crudele. Innanzitutto è notevole come certe cose si chiamino "onde" quando sono buone, e "radiazioni" quando sono cattive, perché ci ricordano Chernobyl, e quindi ci ricordano cose brutte, e quindi anche loro sono cose brutte.

La cosa ironica è che benché siano "elettromagnetiche" e non "meccaniche", le onde WiFI, come quelle delle radio e dei cellulari, sono abbastanza paragonabili alle onde sonore, e così via, anche solo per il fatto che sono le soluzioni della stessa equazione, ma "la matematica è difficile, chi se ne frega". Senza parlare di onde dell'altalena però, si potrebbe far notare una cosa abbastanza simpatica.

Se qualcuno s'è già occupato della faccenda almeno una volta lo sa, ma se guarda Report e si spaventa facilmente di sicuro non se n'è mai curato, ma i "fili elettrici di casa nostra" sono delle ottime antenne, e come tali irraggiano un bel po'. Nessuno se n'è mai preoccupato, e il motivo molto semplice. In così tanti anni di corrente alternata a 50-60Hz nelle case si sono alzate l'età media, l'altezza media e, in generale, la qualità della vita, quindi le spiegazioni sono due: o l'effetto negativo di queste onde è totalmente trascurabile, oppure in realtà per altri motivi vivremmo più di 150 anni e saremmo alti 3 metri, ma per colpa della corrente trifase viviamo 50 anni in meno e sono cazzi nostri.

Per quello che mi riguarda io scelgo la prima ipotesi, se volete stare col mago Otelma scegliete la seconda che è meglio.

Il primo campanellino d'allarme dunque era quello della parola "radiazioni". Il secondo invece è il solito complotto sulle "grosse aziende telefoniche che mettono antenne per ucciderci tutti". E qui gli omeopati si uniscono al coro del linciaggio. Nessuno ha dubbi sul fatto che le "grosse aziende" non siano composte da piramidi di Gandhi uno più magnanimo dell'altro, esattamente come nessuno si immolerebbe per un'oscenità come la Bayer, e così via, ma non è così che si ragiona. Non si possono provare i propri argomenti con le cospirazioni, ci vuole un po' più di sostanza.

E sostanza arriva, che bello !

Un momento però, io volevo una presentazione, qualche conto, delle slide, non una fricchettona che vive in una catasta di alluminio, o una che invece vive nei boschi perché è "elettrosensibile". Io l'ho trovata un po' debole come testimonianza, ma forse è anche perché quando messa sotto osservazione sono stati sufficientemente fieri del loro test, dicendo che si è accorta di un'antenna accesa "ben due volte su tre". Due volte su tre potrebbero benissimo essere il risultato migliore di un test la cui media è "una volta su due". Se non ci siete ancora arrivati, c'è la discreta probabilità che abbia semplicemente tirato ad indovinare, anche perché con tutta probabilità hanno fatto i classici test degli omeopati, in cui ipotesi e risultati coincidono senza la minima discussione. Questo, ovviamente, solo ed esclusivamente nei loro laboratori.

Una cosa strana che mi ha lasciato perplesso e per qualche istante mi ha tolto le mani dai capelli per asciugarmi le lacrime è stata la quasi totale assenza di contraddittorio, cosa non tanto strana in Italia, ma sicuramente molto di più per un documentario della BBC ( quindi non di Fedele Confalonieri ).

Come stanno realmente le cose ? Beh, sono state presentate un po' di opinioni, quella del CNR e dell'OMS che dichiaravano un gigantesco "nulla di fatto" son passate in secondo piano, in favore di strane testimonianze di due fricchettone che avevano l'aria un po' wicca a giudicare dai discorsi, e qualche scienziato un po' complottista, un po' troppo in buona fede, o forse sufficientemente furbo da fiutare l'affare. L'opinione della comunità scientifica in realtà è molto diversa.

Abbiamo avuto lo "scandalo di Radio Vaticana", del quale si occuparono tanto tempo fa persino Le Iene. Cosa venne detto ? Venne riportato che nel paese vattelapesca imbevuto nelle antenne di Radio Vaticana il tasso di leucemia infantile si era moltiplicato di trenta volte; ed era vero, tuttavia c'è da considerare che essendo quel tasso veramente basso, è bastato che nascesse un bambino solo con la leucemia, per poter dire che fosse aumentato trenta volte, però a quel punto siamo ben dentro l'errore statistico, e non possiamo dire assolutamente niente con certezza, e infatti poi non si è concluso molto da quel fronte. Quello che era sacrosanto invece, cui non è stato dato molto peso, era che quelle antenne erano comunque fuori legge, perché non solo superavano in modo ridicolo i limiti tollerati di campo elettrico, ma, come molti ricorderanno, quell'orrenda radio si sentiva persino nei citofoni delle case vicine.

Notizie come queste stanno diventando all'ordine del giorno visto che nessuno può fidarsi ciecamente dei giornali ( né tantomeno dei tristissimi Riotta e Mimun ), e tutti si fanno informazione da sé, scrivendo spesso cazzate da far vergognare persino il TG4, e l'area scientifica è quella che probabilmente ne subisce di più in quanto alle voci autorevoli e moralmente autorizzate a parlare non può fregar di meno di andare in televisione; se poi il contraddittorio è rappresentato da un simpaticone come Giorgino sinceramente preferisco il mago Otelma.

Non so voi, ma a me il WiFI non fa venire il mal di schiena, anche se sto campo magnetico terrestre ogni tanto mi rompe le palle. 


News da chi è meno fortunato di me, parte seconda

Pubblicato alle 18:31, il 05·05·2008

E alla fine è morto. Che i giovini di Forza Nuova non avessero le palle lo sapevamo tutti, che i giovini di Forza Nuova fossero violenti lo sapevamo tutti; che i giovini di Forza Nuova uccidessero le persone, beh, questo non era di certo sulle prime pagine, però, che dire, capita.

Leone di Verona

Mi piacerebbe commentare due dichiarazioni. Soprassiedo sul fatto di enfatizzare che i quattro cerebrolesi fossero di buona famiglia, che fa abbastanza orrore.

Alemanno condanna "qualsiasi forma di estremismo ideologico a prescindere dalla parte", ma tutti si son dimenticati di chiedergli se vedesse qualche collegamento fra il simbolino che ostenta lui al collo e quelli che riempiono gli spalti dell'Hellas. Poi chiaramente è tipico condannare tutte le possibili vicende quando ne capita una ben precisa, e bravo Alemanno, sono pienamente convinto che anche se hai deluso loro con quelle dichiarazioni "liberal" sulla Resistenza, hai subito rialzato la testa.

Ben più grave è questa dichiarazione dell'uomo il cui spessore politico rasenta lo spessore del MacBook Air.

Forse è questione di karma, dopo aver partecipato al Family Day da fedifrago o aver fatto un discorso di insediamento liberal quasi quanto il nuovo Alemanno ha capito che da bravo delfino di un ex-fiero-repubblichino le sue posizioni stanno da ben altra parte.

Per chi non sapesse leggere fra le righe, il significato a scanso di ambiguità della frase di Fini è ( fino a una qualsiasi smentita ) "Bruciare una bandiera ( fra quelle che piacciono a me ) è molto più grave di un omicidio ( da parte di quelli che piacciono a me".

Io non saprei in quale modo vergognarmi, al posto suo, ma probabilmente gli deve essere passato di mente.


News da chi è meno fortunato di me

Pubblicato alle 17:49, il 04·05·2008

Riporto un articolo di un giornale ignobile:

Chi la fa l'aspetti. L'ultima puntata di "Annozero" ha segnato l'anno zero del servizio pubblico. Lo ha ammesso addirittura, con apprezzabile onestà intellettuale, il presidente della Rai, Claudio Petruccioli. Un'ammissione tardiva, comunque più che opportuna.

Poiché non è dato a nessuno, in nome di una equivoca interpretazione dell'articolo 21 della Costituzione, offendere persone e istituzioni impossibilitate a difendersi. Aver mandato in onda, come ha fatto Michele Santoro, brani di una volgarità inusitata di un discorso del plurimilionario comico Beppe Grillo, scagliatosi per l'ennesima volta contro tutto e tutti, è stata un'operazione che nulla ha che fare con il diritto di cronaca. Il "martire" della televisione, il difensore che reclamava un microfono a tutti i costi ne ha fatto ciò che ha voluto. E quando qualcuno si è permesso di criticarne le gesta, puntualmente s'è dovuto sorbire le reprimende della vera casta, quella che si è arrogata il compito di vigilare sulla libertà d'espressione mancando ad un dovere essenziale: definirne i confini. Confini che, come s'è visto giovedì sera, sono stati abbondantemente travolti da una gestione di "Annozero" a dir poco insultante per tutti gli italiani che pagano il canone e hanno il diritto di assistere a programmi meno velenosi e certamente non ridondanti gratuiti e volgari attacchi a personalità come il presidente Napolitano e al professor Veronesi, oltre che per il contesto francamente inaccettabile sotto il profilo delle elementari norme della civiltà dei rapporti.

Non sarò così stupido da invocare qui censure e sanzioni a carico del responsabile di tale scempio dell'intelligenza: non vorrei che qualcuno tirasse fuori ancora una volta l'icona del martirio massmediale; ma non posso non augurarmi, soprattutto dopo l'intervento di Petruccioli, una profonda riflessione della televisione di Stato sulla qualità dei suoi prodotti. Potrei perfino essere contento del fatto che Santoro, indiscutibile riferimento di una sinistra in disarmo, carichi le sue trasmissioni di tanta inaccettabile ostilità da avvantaggiare oggettivamente la destra. Ma sarebbe meschino da parte di chiunque declinare un episodio così insopportabile a fini di mero tornaconto politico. "Annozero" è semplicemente una trasmissione tipologicamente ascrivibile a una televisione non di servizio pubblico. Del resto, il suo ideatore e conduttore ha sempre rivendicato, contro ogni ragionevole richiesta di controllo da parte delle strutture, piena libertà. Gli è stata data: i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Adesso se ne fa un caso. Santoro se ne gioverà presso quella parte che mastica risentimento dopo la disfatta elettorale. A noi resta l'amaro in bocca per un servizio pubblico televisivo che fornisce esempi contrari al sentire della stragrande maggioranza degli italiani. Qualcuno dovrà occuparsene prima o poi.

Premetto che l'autore si arroga del diritto di dire "non sarò così stupido da ...", e la cosa è un boomerang con le lame, vista la bassezza di interventi come "masticare risentimento dopo la disfatta elettorale", come un tifoso della Fiorentina dopo la sconfitta di oggi. Ma mi pare di aver accennato già una volta all'entità "politica e calcio".

Non ho seguito molto la vicenda, però quest'articolo e i relativi video su YouTube fanno capire un sacco di cose.

La prima cosa è che Il Tempo giudica Umberto Veronesi e Giorgio Napolitano "impossibilitati a difendersi". Probabilmente è perché loro in redazione si sono mantenuti così in forma leccando il culo a chiunque in certi ambienti che pensano che chi abbia compiuto l'ottantesimo anno d'età possa svolgere ruoli istituzionali di spicco ( e, nel caso di Veronesi, fare anche ricerca ), ma non possa prendere in mano una penna, o una tastiera, ed esprimere "rammarico" o "disgusto" a proposito delle dichiarazioni infamanti del Grillo.

Mi piacerebbe anche sapere da questa persona che da bravo editorialista dei tempi di Augusto Pinochet o di Nicolae Ceauşescu non motiva alcuna delle sue affermazioni, quale sia la corretta interpretazione dell'Articolo 21. Per dovere di cronaca ne riporto l'ultimo pezzo:

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.

È abbastanza autoesplicativo. "La legge stabilisce", dice, ma è abbastanza chiaro che la diffusione di uno stralcio di uno spettacolo autorizzato ( e abbastanza partecipato, visto che 50,000 persone sono proprio tante, se poi contiamo le firme raccolte c'è da aggiungere uno zero a destra ) non rappresenti una "manifestazione contraria al buon costume": se così fosse probabilmente dovremmo fare problemi per qualsiasi "manifestazione" di atti osceni, quali la solita esposizione di carne fresca che abbonda apud RAI et Mediaset, le usuali volgarità dei film di De Sica, le usuali volgarità di Bruno Vespa, e così via.

Non voglio fare il discorso del "quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito", ma tutto gravita intorno a quello. Quella puntata di Anno Zero pullulava di abomini di vario tipo, come, ad esempio, una persona che dice "pezzo di merda" ad un'altra persona. Anche questa è diffamazione, e anche questa è penalmente perseguibile, ma non lo voglio dire a quelli del Tempo che potrebbero finire in crisi mistica.

Il giornalista cileno dice che la cosa "non ha a che fare col diritto di cronaca", e invoca ad un controllo della qualità della televisione di Stato. È evidente che la cosa va bene per certe trasmissioni ma non va bene per altro. Intuisco, dato che il leccaculo non ha assolutamente motivato le due affermazioni, che i reality show di qualsiasi tipo siano trasmissioni di qualità, e che allo stesso modo lo siano gli stessi TG1 e TG2, e lo siano sempre stati fra Riotta e Mimun, fra trasmissioni confezionate e servizi truccati, visto che in quel caso non fu mai chiamata in causa la qualità della TV di Stato.

Invito il leccaculo a non riferirsi ad un "noi" che non sia la redazione del Tempo, perché non può costringere chi ha un cervello e delle idee a farsene una colpa.

E ora due righe su quello che io penso della faccenda.

Ho già espresso quello che ritenevo opportuno sul fronte "diffamazioni". Se c'è da intraprendere un'azione legale, la si faccia contro Grillo, non contro Santoro, perché contrariamente a quello che può dire la stampa di Pinochet, ha solo ed esclusivamente riportato dichiarazioni. Se poi ora come ora il "riportare dichiarazioni" coincide col "fare pubblicità" forse sarà meglio riempire i giornali di pagine bianche, così magari s'abbasserà la densità di falsità e di errori grammaticali.

Per il resto, sono mediamente convinto - e spero di non sbagliarmi - che Anno Zero andrà in onda giovedi prossimo, perché un'interruzione del servizio in questo modo sembrerà agli occhi di chiunque un déjà-vu troppo evidente, anche perché nessun insulto a chiunque in questo Paese è visto come offensivo ( come mai Grillo è uno stronzo se insulta Napolitano mentre qualsiasi politico leghista può prendersela quanto vuole con le istituzioni ? ), e quindi forse è meglio anche per un ominide come Petruccioli non dare a credere che questo 2008 sappia troppo di 2002.

In merito, riporto la dichiarazione di Santoro, perché io con la stampa di Ceauşescu non ho un cazzo a che vedere:

Ho fatto come sempre il mio lavoro, con ottimi risultati per l’azienda e portando a termine una trasmissione difficile che ha dovuto sopportare durante il suo svolgimento insulti e provocazioni preordinate. Ritengo di aver esercitato il diritto di cronaca dando conto, come altri programmi, dei momenti più significativi della manifestazione promossa il 25 aprile a Torino da Beppe Grillo.
L’ho fatto nell’esclusivo interesse del pubblico, con un lavoro di edizione che ben risultava dalla messa in onda, ma del quale, se vorrà, il Presidente Petruccioli potrà essere informato ascoltando montatori e giornalisti che lavorano con passione nella nostra redazione e che sono abituati a usare la loro professionalità al servizio del pubblico e non per conto terzi.

Tutti i partecipanti ad Annozero, compreso Marco Travaglio, che aveva preso parte al V-Day, hanno avuto espressioni di critica e avanzato rilievi nei confronti di Grillo; c’è stato anche chi l’ha insultato con estrema violenza. Le affermazioni di Beppe Grillo sul Presidente Napolitano, già presenti nelle cronache di tutti i giornali italiani, sono state riportate senza la volontà di farle proprie. Non riportarle avrebbe rappresentato, a mio parere, una grave omissione e una censura. La stessa considerazione vale per i giudizi sul professor Veronesi e su qualunque altro personaggio pubblico. Poiché Grillo è di fatto un soggetto politico, va attribuita esclusivamente a lui la responsabilità di ogni sua dichiarazione, come confermano recenti sentenze della Corte di Cassazione e come normalmente avviene per Berlusconi, Bossi, Mastella e qualunque altro leader politico. Spetta dunque ai tribunali e non ai giornalisti valutare la portata calunniosa delle affermazioni fatte dai soggetti politici e non mi risulta che ci siano state iniziative in tal senso, perché altrimenti ne avrei dato volentieri conto.

Sono pronto a rispondere in qualsiasi sede della correttezza dei miei comportamenti e resto fiducioso in attesa delle iniziative che intenderà intraprendere il Presidente Petruccioli, ma non ritengo che esse potranno continuare a consentire ai leader dei partiti di dire quello che vogliono nella televisione pubblica, proibendo invece a un unico soggetto politico, Beppe Grillo, di esprimere il proprio pensiero. La Rai appartiene infatti al pubblico e non ai partiti e la libertà d’espressione è tutelata dalla Costituzione Repubblicana.