Dai diamanti non nasce niente ...
Se fossi un guardasala del Topkapi a Istanbul non farei entrare gente vestita in modo sommario, trasandato. E questo perché se posti di fronte a opere d'arte ci si comporta e ci si veste con dignità e rispetto dei luoghi.
Beh era un po' ormai che non si commentavano certe dichiarazioni, quindi è giunta l'ora di farlo. Che il Presidente della Regione Veneto non fosse un filologo non è una novità, perché già quel saggio di economia comparata riassunto nella sua dichiarazione "Sicilia e Sardegna palle al piede dell'Italia" era un ottimo indizio.
Questa ultima però è abbastanza sensazionale. Per chi avesse passato il weekend a spalare fango a Barrow racconterò un minimo la vicenda.
C'era una volta un museo a Venezia, con un giovine guardiano che gironzolava, quando, un bel giorno, arrivò una fanciulla tutta di nero bardata che d'ella si vider solo gli occhi suoi.
Non si capisce bene come sia andata la vicenda, comunque provo ad immaginare come sarebbe dovuta andare: il giovine guardiano le dice "senta, si dovrebbe scoprire il volto, sa, in Italia è proibito", e fine della storia. Posto che secondo me la legge che impedisce di girare col volto coperto non è una cosa molto utile, anche solo per il fatto che se io avessi intenzione di andare a rapinare una banca sinceramente non mi preoccuperei dell'illegalità del gironzolare col passamontagna, quella è stata una cosa sensata.
Dopodiché arrivano gli islamofili che parlano di "razzismo", e le solite cosucce che si dicono in questi casi. Fortuna che alla fine arriva Galan a rinfrescare gli animi. Non mi importa molto di tutto il pippone sul rispetto per la nostra cultura o del solito cavallo di battaglia dei poveri idioti "se non vi va bene statevene a casa vostra".
La cosa che fa molto più incazzare è il discorsino sul "rispetto" e sulla "dignità" dell'arte.
Primo: quale artista s'arroga il diritto di fare una selezione così poco "fine" per chi vorrà ammirare la sua opera ? Fregherà qualcosa a Ligeti se suono i suoi studi al pianoforte in pantaloncini ? Persino chi a suo tempo si fregiò di "stare al di sopra del pubblico" di sicuro non si fregiava di un'etichetta di alta moda, o sconcezze simili. È per questo motivo che non capisco proprio dichiarazioni come "se posti di fronte ad opere d'arte ci si comporta e ci si veste con dignità e rispetto dei luoghi". C'è una legge che lo impone ?
Secondariamente, di conseguenza, chi è Giancarlo Galan per dirmi che se voglio dare uno sguardo a Forme Uniche nella Continuità dello Spazio devo presentarmi in giacca e cravatta ? È forse il rappresentante di tutti i compositori, da Vivaldi a Cage, di pittori e scultori ? È ovvio che non è solo il nostro piccolo padovano a pensarla in questo modo, ma è così tutta la platea dell'arte italiana cui dell'arte in sé non importa un beneamato cazzo.
È tutto un allegro giro di "etichetta", perché un ascoltatore con la cravatta è più figo di un ascoltatore che la cravatta non la mette. Forse è per quello che Warhol non ha avuto tutto questo successo, è colpa dei suoi maglioncini girocollo; lo stesso vale anche per i già citati György Ligeti e John Cage.
Beh, dopotutto, fortuna esiste questo tipo di superficialità, così come è una fortuna che esistano le superstizioni.
Altrimenti poi non rimane nessuno da prendere per il culo.
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Sì, sì, lo so che c'è grossa grisi internazionale e io non ho ancora detto nulla.
Statevebbòni.
