Aujourd'hui's Feature, episodio IV: "A new hope"

Pubblicato alle 12:25, il 06·01·2008

Non ha avuto molto successo, dopo gli altri tre post mi ero ripromesso di scriverne un altro, ma alla fine non ne avevo mai voglia. Per cui, dati i recenti apprezzamenti verso le mie recensioni di frutta, cantanti, colori e città, mi butto nei più biechi consigli per i download ( e nel caso, per gli acquisti, sempre che riusciate a trovarli ).

È stato un periodo di magra ultimamente, ho ascoltato poca musica.

Tuttavia ho tanti arretrati che mi sono consumato e conosco quasi a memoria.

Rileggendo le recensioni sottostanti, penso che manchino molto di obiettività, perché comunque si tratta di dischi che mi sono piaciuti molto ( o moltissimo ), quindi il più che posso dire è "provateci".

Per tutti quelli che si aspettavano le recensioni dell'ultimo dei Severed Head Of State ( noiosissimo ) e di robe un po' più pesanti, mi spiace un po', ma nemmeno tanto.

 

Indian Summer - Science

Indian Summer - Science (Future Recordings, 2002)

Ne ho parlato una decina di volte nelle altre due, credo, quindi è giunta l'ora di dire qualcosa di sensato. Inutile dire che, come per i Julia, sono un must per l'emocore, e, inutile dire che, come per i Julia, questo CD è fisicamente introvabile. 

È una discografia che raccoglie vari 7" e split registrati intorno al 1995, autoprodotta ( postuma ) dalla band stessa.

Lagnosi ma mai noiosi, il suono è sempre pieno, nonostante la registrazione non eccelsa. Non ci sono canzoni da "questa la mando avanti che non mi piace", è un disco con molta continuità ( tanto che non sembra nemmeno una compilation ), cosa dovuta anche alla presenza di una specie di "interlude" tipo registrazione anni '50 che si ripete un po' ovunque nel disco.

Fra i pezzi veramente belli, I Think Your Train Is Leaving,Aren't You An Angel, e l'esplosione Angry Son. Da notare che molti di questi titoli sono "fittizi" perché i titoli dei brani non erano quasi mai scritti sui dischi.

Visto che non so dove si possa trovare fisicamente ormai tranne che su eBay, ecco un regalino per i curiosi.

 

The Flashbulb, Fly!

The Flasbulb - Fly! (Metatone, 2002)

Roba totalmente diversa e di recente ascolto.

Onestamente essendo un colossale drogato di Aphex Twin e soci mi son spesso posto il problema di cercare qualcosa simile ad Aphex Twin. Grazie ad un link passatomi da un amico sono venuto a conoscenza di Benn Jordan ( come tutti gli "elettronici" ha numerose firme per i lavori ) e di alcuni dei dischi.     

Questo EP, Fly!, ha solo quattro pezzi, e la cosa ha un evidente svantaggio nella scarsa durata del disco - meno di nove minuti - ma un grosso vantaggio in termini di qualità, poiché sono degli ottimi nove minuti. 

Che dire, se conoscete Aphex Twin e Venetian Snares probabilmente conoscerete anche The Flashbulb, che potrebbe collocarsi a metà fra i due, come suoni ( droga, ma non troppa ) ma questo poco noto disco vale veramente la pena. Fra l'altro mi pare sia uscito solo in formato CDR, e in mp3 che circolano su Internet.

Inutile parlare di "pezzi rilevanti", su quattro. È meglio provare da sé.

 

Holy Roman Empire, The Longue Durée

Holy Roman Empire - The Longue Durée (HWC Inc., 2007)

Anche se siamo già nel 2008, considererei questo disco "una roba recente".

Probabilmente sarò strano ma a me gli Holy Roman Empire hanno sempre attirato tantissimo, pur non essendo mai stato un fan né di Shai Hulud né di Hope Conspiracy.

Difatti con questi due gruppi condividono qualche membro ( anche con i Suicide File, ma non si direbbe affatto ), e l'influenza si sente molto. Dopotutto sentire mazzate sulla batteria con una voce femminile ipermelodica non è di tutti i giorni. Difficile fare paragoni in campo underground, se non "tipo gli Hope Conspiracy con voce melodica, ma molto meglio".

Pezzi salienti Undeserving You, An Alliance Of Thieves, Olympus, e Fire Drill, che mi chiedo ancora perché non sia stata messa come traccia conclusiva, data la parte finale.

Circa 40 minuti, un disco molto, molto bello, qualche pezzo sta sul loro myspace, e con poca fatica si trova tutto il disco ( vi devo proprio dare il link ? ), ma se vi piace compratevelo, anche solo per la scarsa tiratura e quello che vuol dire "fare musica" non in catena di montaggio.

 

Coheed And Cambria, No World For Tomorrow

Coheed And Cambria - No World For Tomorrow (Equal Vision, 2007)

Sui Coheed And Cambria tutti hanno detto tutto. Che il cantante è brutto e peloso, che è tanto carino, che sono tanto bravi, che fanno cagare, che sono froci, che non lo sono, che sono profondi, e via dicendo.

Una cosa la dico io: sanno suonare. Ma non solo, probabilmente se anziché fare copertine di merda ( una decente e una semidecente, ma questa fa proprio cagare ) curassero di più quell'aspetto sarebbero il gruppo perfetto.

"Progressive rock" è quello che suona più spontaneo. Forse ad oggi fare questa roba non è poi tanto originale, ma è senza dubbio piacevole, soprattutto quando ci si trova davanti a gente che sa usare le proprie doti, fra i riff di chitarra di Sanchez e quelli di batteria di Pennie ( ex batterista dei Dillinger Escape Plan, che però pur avendo composto non ha potuto registrare, per motivi astrusi ).

A primo impatto mi sembrava leggermente inferiore al precedente, però forse vale almeno una volta e mezza, anche se purtroppo non raggiunge In Keeping Secrets Of Silent Earth.

Che dire, un'ora di disco, per quelli cui piacciono molto i Rush, ma anche per i fan di Weezer e roba varia, nonostante le "prese per il culo hard rock" è da sentire. Pezzi interessanti: No World For Tomorrow, Mother Superior e The End Complete, e Feathers per le cosucce ipermelodiche.

Come per gli Holy Roman Empire, qualche pezzo sta qui. Il titolo intero dell'album è: Good Apollo, I'm Burning Star IV, Volume Two: No World For Tomorrow.

 

Experimental Dental School, 2 1/2 Creatures

Experimental Dental School - 2 1/2 Creatures (Cochon, 2006)

La mia avventura con questo gruppo è iniziata con: "Oh ci sono gli Experimental Dental School a Pavia, vatteli a vedere che io non posso", "E chi cazzo sono ?", "Un gruppo experimentalindienoiseblablacore", "Hm, ok".

È la solita roba indie con le tastierine, però non è la solita roba. In effetti hanno ben poco a che vedere con Franz Ferdinand e Killers, perché il suono è coperto esclusivamente da tre strumenti, sia in studio che dal vivo, più le voci. Dopo questa valanga di gruppi indie rock sperimentali con una formazione di questo tipo non so più cosa ci sia di sperimentale in questo genere, però comunque gli Experimental Dental School spiccano. La tastiera è molto, molto presente ha il ruolo di uno strumento vero e proprio piuttosto che di un sottofondo ( come è di solito ), e la cosa si nota già dai primi brani del disco ( Our Blood Is Laughing, Oakland Lake Legz ), per poi arrivare in pezzi con un misto tranquillo-nonpropriotranquillo, come Be Nice 2 Mankind, 2nd Wing e Pink Metal.

Belli e bravi da vedere e sentire, un disco molto bello, per i fans dell'indie rock, e anche per gli altri.

 

All:My:Faults, Secrets

All:My:Faults - Secrets (Autoprodotto, 2006)

Volevo scrivere dell'ultimo dei Boysetsfire ma poi mi sono convinto a tornare in Europa, dopo varie recensioni di gruppi statunitensi.

Gli All:My:Faults sono un gruppo di cui non ho sentito nient'altro, ma questo disco è ad ora il lavoro meglio riuscito e più pubblicizzato, per una serie di motivi.

Unici nel loro genere, è raro vedere un gruppo darkwave che si autoproduce e che lascia scaricare liberamente tutto il disco.

Il quale, in sé, è molto continuo, l'ho consumato in lungo e in largo e nonostante abbia delle preferenze per certe tracce (Decision, Secrets e Words su tutte) ha molta continuità, nel senso che piace tutto o fa relativamente schifo, anche perché comunque su tutto il filone di "quelli che si truccano" c'è una vasta gamma di pareri.

Non mi dilungo oltre


AJF #3 - I lost at the internets

Pubblicato alle 15:15, il 18·03·2007

Nonostante le mille peripezie che mi han fatto ritrovare 200€ circa in più in cassa, ultimamente un sacco di cose vanno un po' di merda e la voglia di risparmiare per farmi un bel regalo ad aprile mi impedisce di placare le mie ire comprando dischi, che è quello che faccio di solito in questi casi. Tuttavia c'è ancora uno stock di 14 dischi circa che mi dovrà arrivare quindi lo prenderò lo stesso come un bel regalino con un biglietto con su scritto You win the prize !.

In ogni caso, non ho idea di quando fu l'ultima recensione di un gruppo, a quanto vedo fu il 4 marzo, quindi è anche ora di farne un'altra, visto che di roba come si tocca è bene parlarne. Dopo due gruppi pressoché sconosciuti, probabilmente s'è andati in ordine di fama, anche perché il gruppo che questo post venererà è piuttosto famoso. Probabilmente a loro si deve un filone particolare di post punk / punk rock più cazzone ( meno Fugazi o Rites of Spring e simili ) che è quello di gruppi come Hot Water Music e simili, ma non tanto come "la solita roba" che si sente un po' ovunque. Ulteriori figli più o meno legittimi dei suddetti sono Jimmy Eat World e compagnia bella, ma non ho voglia di parlarne.

Jawbreaker, Dear You

Non c'era bisogno di tanto intuito per alcuni ( per chi non li conosceva tanto meglio ), per capire che si parlava dei Jawbreaker, che oltre ad essere il mio ascolto più frequente negli ultimi giorni, sono anche il gruppo "college" punk rock per eccellenza, e probabilmente si potrebbero anche fregiare del titolo di "gruppo punk rock più rilevante degli anni '90", o quantomeno sarebbe una bella lotta !

Nati nel 1988 da tre amici nell'università di New York ( nonostante due di loro fossero californiani ), sono uno dei vari gruppi che si son beccati l'etichetta emo impropriamente, ma va bene così. Non so mai che cazzo scrivere sulle biografie dei gruppi ammesso che non siano davvero rilevanti, comunque, hanno all'attivo quattro album e qualche split ed EP vari, più le solite cose postume allo scioglimento nel 1996.

Come suoni ormai non saprei cosa dire perché cose simili se ne sentono ogni giorno, ma una peculiarità di questo gruppo ( oltre alla rilevanza storica, etc. etc. ) è anche il fatto di unire per la prima volta ire quotidiane studentesche, qualche strillo, e i "soliti riff punk rock" con anche qualche interessante giro di basso cattivello ( che fondamentalmente si sente già dalla prima traccia del primo album perché loro son solo in tre ).

If I believed everything that you said
Then I'd never go outside
And if you completely showed yourself to me
Then I'd never go outside

Fine day if you're not me
Fine day to sleep

If the sun came and it wouldn't go away
Then I'd never go outside
I've got no time for your Sunday afternoons
And I'll never go outside

Fine day ...

( Fine Day, da "Unfun" ( 1990, Shredder ) )

Questo oltre ad essere un bel pezzo è anche uno dei classici esempi di stile Jawbreaker. È opportuno dire anche che i nostri Jawbreaker sono anche diventati un gruppo cult in quanto, a riprova del fatto che la musica divide molto di più di quanto unisca, ci sono le solite fazioni dei piccoli skaters o dei gggiovani alternativi, anche se quando avevo 14 anni io i gggiovani alternativi e i piccoli skaters ascoltavano più i Lagwagon che i My Chemical Romance, e appunto dalle fazioni del primo gruppo citato, che ormai aveva una fama stratosferica, si arrivava a quelle che oltre a gruppi italiani come Grandine, Kina e compagnia bella, si drogava anche di Fugazi, Dag Nasty e appunto Jawbreaker.

Cito anche a sto punto oltre al romano d'adozione che si rivedrà molto nella precedente descrizione, un tipo che fa dei fumetti abbastanza simpatici e molto dentro la scena, che è un po' il culto di tutti quelli che apprezzano tutte queste cose.

Dal lato marketing, contrariamente agli altri due, dei Jawbreaker si trova praticamente tutto, persino su amazon. Ovviamente si parla sempre di album, anche se i 7" non sono introvabili ( sicuramente ne son state fatte varie ristampe ). Consigli per gli acquisti ? Unfun, Dear You, e 24 Hour Revenge Therapy, in quest'ordine, senza discussioni.

Ecco anche un mp3: Want, da Unfun.


AJF #2

Pubblicato alle 01:19, il 04·03·2007

Bah progettavo di farlo da un paio di giorni per rendere settimanale la cadenza, tanto dall'alto della mia cultura musicale anche recensendo un solo genere non mi basterebbero due anni per restare a corto di idee.

Ovvietà a parte, son stati due giorni infernali in compagnia del mio simpatico amico fattone, avanti e indietro da Milano, con stati mentali non sempre accettabili. Sono anche andato a lezione ieri mattina, no comment. In due giorni si son visti due concerti interessanti. Il primo al Dauntaun, con tre gruppi dei quali ne conoscevo solo uno, ma alla fine ne valeva la pena ( Antithesis, Kandinsky, e Don Vito ). Il secondo al Cantiere ( no comment ), con tre gruppi di merda e poi a "chiudere" due gruppi simpatici, uno non noto e uno abbastanza di più, Bokanovsky e Third Memory. Personalmente non sono mai stato un loro grande fan, anche perché la Francia ne sforna spesso gruppi interessanti, nel genere, ma vedere quelle quattro bestie dal vivo è stata una bella esperienza.

È frustrante vedere che mille persone li avessero già visti ma dopotutto c'è chi nasce sfigato ma in posti strategici e chi nasce bello e intelligente ma a Sassari. Non si può avere tutto dalla vita.

Ancora ovvietà a parte, non ho voglia di dilungarmi con la mia inutile vita, per quello c'è sempre possibilità di mandarmi una rosa per posta.

 Julia, s/t

La settimana scorsa s'era parlato di un piccolo gruppo californiano. Dalla California ci spostiamo un po', ma non so bene di quanto visto che dei Julia non si sa quasi un cazzo. Penso stiano fra D.C. e New Jersey a giudicare del morboso rapporto con Bloodlink, ma non ci metterei la mano sul fuoco.Che dire ?

Così su due piedi direi "se non hai sentito at the window of vulnerability non hai idea di cosa sia l'emocore". Fatto sta che quando sti qua stavano per sciogliersi l'Italia aveva appena perso una finale di coppa del mondo che lascio immaginare quale fosse giusto per capire il periodo. E nonostante, come le varie colonne portanti di un genere, non avessero apparentemente dei segni di distinzione dal filone "emotional hardcore primi '90", avevano delle importanti particolarità.

In primis, nei suoni, una disperazione che mi ricorda ( al momento ) solo gli Indian Summer in alcuni pezzi ( ah, beato l'urlare they call me the angry son ! ), quindi già precursori di quello che sarebbe arrivato poi, tanto che come stile e sentimenti nei testi stessi ( per quanto i messaggi fossero totalmente diversi ) se ne sente una minima ombra nei Third Memory che ho visto giusto ieri.

La seconda cosa che fino ad ora non ha trovato analogie, anche se non escludo ce ne siano, è nei testi. Che siano di avventure reali di quando alla bellezza di otto anni qualcuno di loro veniva brutalmente sodomizzato in casa, o varie eleganti metafore per esprimere serenità e malessere tramite una bambina fittizia, molte cose ruotano intorno all'infanzia, ma non in un modo ridicolo come certi gruppi. Difatti lo stesso EP ''"At The Window Of Vulnerability"'', ma non solo, mostra testi simili ( ''My Sister'' ). Ne riporto uno per avere un'idea.

Minority's daughter wants to play in the park
When the sun rises with a hidden intent to fall
 
The day 3 year old cry in the hospital
Trying to erase the birthmark of oppression
 
Minority's daughter love of his life of struggle
Learns at an early age she cannot change her color
 
Opposite
They told her to run home
 
( Minority, dal primo EP, su River's End )

Un'altra cosa che non ho mai visto in nessun gruppo nel genere - ovviamente non si parla dei vari che hanno acquisito la propria fama per quello - sono i testi riguardo all'omosessualità ( di uno o più dei componenti ), senza fronzoli e senza allegorie attorno. Uno parte proprio con cose come "you want to kill me for feeling love" per poi culminare in "homosexuality is not a crime / and I am not sick". Non c'è tanto bisogno di leggere fra le righe, ma alla fine le prime tre lettere di emocore mostrano con questi simpatici ragazzi di essere qualcosa di totalmente personale e, tanto per aggiungere il peggior cliché che possiate leggere a marzo 2007 ( o dopo, per chi lo leggerà poi ), indipendente dall'orientamento sessuale.

Per quanto riguarda i riff, ce ne sono certi che me lo fanno davvero venire duro ( Holding Back, da At The Window Of Vulnerability ), ma forse son troppo poco imparziale e ne consiglio comunque l'ascolto. In ogni caso è innegabile che abbiano definito un suono che magari nessuno ricicla più, e sarebbe anche palloso visto che è ormai tardi, ma sicuramente ha influenzato moltissimi gruppi ben prima della Myspace era.Per quanto riguarda i conigli per gli acquisti, penso sia abbastanza chiaro quale sia il mio disco preferito, come trovarlo è un altro problema. Penso che ancora da qualche parte ci siano distro che l'hanno ancora, assieme al CD uscito per ''Bloodlink'', che è una ristampa di quell'LP omonimo che uscì su ''Ebullition'' tanti anni fa. Oltre alle due tracce uscite su due compliation che - onestamente - chi se ne frega, ci sono tre EP dei quali uno lo sto ancora cercando, che senza dubbio meritano un ascolto: Kathy, lo split coi Sunshine ( che cerco ), e il primo, che è comunemente chiamato ( soprattutto su Soulseek ) Minority's Child. Son tutti e tre usciti su etichette diverse e in mp3 si trovano un po' dappertutto ( si fa per dire ), mentre fisicamente, beh, il discorso cambia.

Armandosi di pazienza però qualcosa si trova, tipo ora, che volevo giusto cercare un MP3:

Senza titolo, da una delle due comp ( che non ho, per quello non avevo mai sentito sta canzone ).

My two cents: un must, per chi è minimamente dentro il genere, un qualcosa in più, per il resto delle persone.


Aujourd'hui's feature: The Pine

Pubblicato alle 03:00, il 21·02·2007

Magari avrà successo. Stavo pensando a "ogni 21 del mese" ma sarebbe troppo di rado, mentre ogni settimana sarebbe troppo frequente, quindi penso che mi concederò la libertà di fare il cazzo che voglio. Dopotutto potrei finire di nuovo in periodi totalmente overwhelmed come gennaio e sarebbe la fine, d'altronde.

Comunque mi piacerebbe dedicare qualche post a gruppi non troppo noti ad un po' di persone che magari meriterebbero un ascolto in più.

 The Pine

Come scrivono praticamente tutti, i Pine sono "una piccola band calforniana" che ha un casino di registrazioni, nonostante la giovane età di debutto ( 1998, con un'età media di 16 anni ) nella "scena indipendente", dal 2000 circa al 2005. Non si sa che fine abbiano fatto, per ora sembrerebbero in pausa, ma in ogni caso il quinquennio ha prodotto cose piuttosto interessanti.

Sulla biografia non c'è tanto da dire. Sono le solite cose, tre ragazzi che si trovano, bla, bla, bla.

Una cosa piuttosto peculiare di questo gruppo è che nonostante l'appartenenza ad un determinato filone e il legame ad Alone Records, etichetta che ha rilasciato anche dischi di Funeral Diner, Jeromes Dream o The Saddest Landscape, i Pine di "emocore" in senso stretto hanno poco e nulla, ci sono vari paragoni con gruppi come Evergreen e Ordination Of Aaron ma sono tutte cazzate, anche la somiglianza che Roger ( voce e chitarra ) attribuisce con poca convinzione ai Pegboy non dico che "lascia il tempo che trova", ma quasi. Sia per prendere in giro o no, ricordano molto di più i primi REM, con quei tratti molto indie rock e poco emocore.

Voce molto lagnosa, melodie molto sperdute, direi pure che si legano molto bene alle loro inconfondibili grafiche, che nel nome del DIY fa Roger da sé, con risultati a mio parere ben oltre il discreto, ma sarà che è uno stile che a me piace molto. Segno di distinzione è anche l'abuso del cartoncino grezzo marrone praticamente per tutto, cosa forse non originale, ma tanto è stata usata che ormai li caratterizza alquanto.

Per quanto riguarda i testi, andiamo dalle solite seghe mentali alle "un po' più insolite" seghe mentali. Un esempio è:

One more life
With nowhere to go
It feels like mine
 
One more day
There's no more to know
I need more time
 
You're telling me only
What you believe to be right
Well I live my own life and
I'll make this choke on my own
It's my life
 
One more mind
Nothing left to know
Shut tight closed
 
One more dream
That we won't follow
It's alright
 
( No Tomorrow, da Days Slipping By (Alone / Heroine, 2004) )

Già il titolo che è piuttosto ottimista ( cosa che si capovolge nell'album successivo, Don't Need Regret ), assieme a tutto il testo, mostra più o meno con chi si ha a che fare. Ah I buoni vecchi testi introspettivi che ricordano molto i primi anni 90 e dei "tali" chiamati Julia ( che sicuramente finiranno in questa "rubrica", probabilmente saranno i prossimi ) che nonostante le smancerie tiravano anche fuori perle come It wasn't safe for you and fucking me won't make you christ, beh niente di tutto questo per i Pine, anzi, tranquillità e isolazione, con anche perle come "When times are running low and all you can do is cry ... / But the tears don't care and the words aren't there" ( è tutto il testo di Homeless Life ( Owsla, 2002 ) ).

Sinceramente nonostante le varie critiche verso questi ragazzi, proprio per il fatto che "con un certo filone non c'entrano nulla", c'è qualcosa che mi prende, probabilmente la pesantezza fastidiosa in sé magari di certe melodie e di certi toni, accompagnata dalla totale lagnosità della voce, che diventa qualcosa di non solo originale ma anche molto piacevole, almeno molto ascoltabile a certe ore di notte.

Per quanto riguarda la musica in sé non c'è tanto altro da dire perché mi piace ascoltare più che scrivere cazzate su "cosa provo quando ascolto i Pine" come fanno praticamente tutti quelli che scrivono recensioni di qualsiasi tipo. Quindi boh, se qualcuno ha voglia di sentire può benissimo scaricare qualcosa o magari comprarsi un disco, o magari prima la prima cosa e poi la seconda ( preferibilmente ).

Venendo al vile denaro, la questione marketing è un po' la nota dolente per tutti questi gruppi.

Le cose trovabili sono i due album più recenti che fra l'altro consiglio indipendentemente dalla loro reperibilità, ossia Days Slipping By (Alone / Heroine, 2004), e Don't Need Regret (Alone / Heroine, 2005), anche se a quanto sembra i CD sono bestie piuttosto rare rispetto ai vinili, ma una ricerca su alcune distro sicuramente andrà a buon fine. Su eBay invece sono reperibili gli split con La Quiete e The Saddest Landscape, e anche i vari LP e 7".In ogni caso la scarsità di materiale è una buona scusa per scaricare con la coscienza pulita, per ora in anteprima ne ho trovato uno:

Growing Calm Together, da Days Slipping By.

Meritano, che li si schifi o meno.