Tre cose

Pubblicato alle 16:16, il 12·02·2008

Pausa dallo studio.

Oltre al putiferio mediatico in vista delle politiche di aprile del quale non mi curerò fino a tempo debito, anche perché al momento "gran chissenefrega", sono pochi gli avvenimenti degni di nota ultimamente.

Uno riguarda una scena tragicomica riguardante Zapatero e il bianco rompicoglioni di turno, perché anche la Spagna ha le sue rogne. Alla base del litigio una specie di favoritismo ecclesiastico nei confronti di Aznár o comunque del PP in favore del PSOE; pare che a qualcuno dispiacciano determinate politiche nei confronti dell'ETA, ma solo se dispiace anche chi le svolge. Rimando comunque all'articolo di El País per chi ha voglia.

Il secondo fatto è un raid ( o una "contestazione" ) contro Scientology partito su internet e diffusosi rapidamente in varie "sedi" un po' ovunque nel mondo, tutto ovviamente nel segno di feroci prese per il culo ed epic win.

Anonymous Delivers

Per sapere di cosa si tratta bene o male ci sono un po' di articoli in italiano e in inglese, oltre alla rassegna di video che si possono trovare su youtube cercando "scientology anonymous" e cose simili. Piuttosto divertenti quelli di Londra e Sydney, e a giudicare dall'imponenza dei raid australiani sembrerebbe che questi sfigati alienofobi siano abbastanza "quotati" lì.

Che dire, tutto il mio supporto. Honk if you hate Scientology !

Penso che l'assenza di Scientology in Italia sia uno dei pochissimi vantaggi dell'avere il Vaticano.

Il terzo fatto invece riguarda le tre I che nella stessa frase fanno un po' accapponare la pelle: IsraeleItalia e Internet. In effetti, è passata su tutti i giornali e telegiornali la notizia di uno sfigato che ha scritto su un blog una lista di 162 professori ebrei ( disponibile qui, grazie alla cache di Google, non a me, nel caso mi vogliate denunciare ) con un elegante post che affermava le solite cose su una presunta "lobby sionista", eccetera eccetera eccetera, storia vecchia.

Premesso che non nutro molta simpatia per le persone che pubblicano liste di nomi e cognomi di altre persone che non hanno nessuna colpa ( grave ) - sinceramente non mi piacerebbe molto nemmeno se venisse pubblicata, ad esempio, una lista piena di nomi di stupratori - quindi, a priori, una cosa del genere dovrebbe semplicemente essere bollata come la solita "cazzata", e se ci sono gli estremi di imputazione di violazione della privacy, basta una denuncia, il post viene cancellato, l'autore si lamenterà come una ragazzina di essere stato censurato, e così via. Per quanto riguarda un'imputazione di diffamazione è bene andarci cauti perché probabilmente ci sarebbero gli estremi di una causa legale per praticamente ogni blog che tratta in modo soggettivo argomenti "pesanti" ( come questo qui ), quindi ammesso che quanto fosse scritto non fosse veramente offensivo sarebbe stato sicuramente meglio lasciar correre.

Cosa c'è di sbagliato in quello che è successo al suddetto sfigato firmato H5N1 che ora rischia molto, molto più di quanto avrebbe immaginato ? Se quello accusa la comunità ebraica di essere una "lobby", di certo finendo in tutti i giornali che si sa, parlando di internet diffondono più ignoranza di un prete che cerca di parlare delle origini dell'universo, beh, non dà una gran prova di non essere quello di cui è accusata, nel momento in cui invoca le varie leggi sull'antisemitismo, perché diciamoci la verità, se avessero pubblicato una lista di altre persone appartenenti ad altre "etnie" o "idee", probabilmente non sarebbe successo tutto questo casino.

È assolutamente ridicolo come una cosa che probabilmente era anche partita come uno scherzo idiota o come una semplice cazzata fatta da una sola persona susciti così tanto clamore nei vari giornali, così come è assolutamente ridicolo che vengano invocate chissà quali leggi sulla discriminazione razziale, e si torni a parlare della neutralità di internet.

Fortunatamente il suddetto H5N1 era residente in Italia, perché se fossero riusciti ad arrestarlo in un Paese estero, vedendo il colossale traffico internazionale di materiale ad uso e consumo dei pedofili di tutta l'UE ( e oltre ), avrebbero capito tutti quali sono le vere priorità delle forze dell'ordine italiane.

Leggendo il post, riporta le solite cazzate antisemite di qualsiasi complottista dalle idee politiche un po' ambigue, ed è proprio questo il punto, sono tante, non mi pare affatto che questa vicenda sia una novità, e non solo, lo stesso tipo ammette alla fine dell'elenco che quella lista è stata copiata pari pari da un elenco che già circolava su Internet, che è questo qui, ed è un appello che riguardava il boicottaggio culturale da parte di università inglesi e francesi nei confronti di Israele, che qualcuno forse ricorderà ( non allego link perché non ne trovo di decenti al momento ), quindi probabilmente in un Paese vero non ci sarebbero nemmeno gli estremi per la violazione della privacy, visto che l'elenco non era frutto di segreti di Stato.

Mi spiace, cari media e cari procuratori, non c'è una nuova Shoah, non solo è insensato sollevare un polverone inutile, ma avete fatto un martire del solito antisemita di turno, creando un ulteriore precedente alla lunga storiella della "libertà di parola" che tante persone invocano un po' come gli va, quando fa comodo.


Informazione DIY, anche no

Pubblicato alle 13:13, il 08·02·2008

Leggo spesso La Repubblica online, perché fondamentalmente è un po' come masturbarsi: you know what you get. In anticipo, nel bene e nel male. Con un ragionamento induttivo, il peso che si può dare ad un qualsiasi "giornale di leccaculo" ( anche se ormai è una tautologia ) va da "carta straccia" a "banali articoli di cronaca", con qualche perla ogni tanto, frutto delle scontate fluttuazioni statistiche.

Beh, non so se sia mai capitato a nessuno di mandare una email a chicchessia su internet, giornali, servizi, per chiedere qualsiasi tipo di informazioni. Beh, io l'ho fatto, e proprio nello specifico alla suddetta testata, o meglio, alla sua redazione online. Questo è il testo:

 

Salve a tutti della redazione,

premetto che non sono un abbonato ma un costante utente dell'RSS di repubblica.it che è un ottimo servizio e funziona abbastanza bene. Avrei un paio di domande da fare.

Molti giornali esteri permettono commenti pubblici agli articoli ( da parte degli abbonati ), come ad esempio Le Monde, o quantomeno permettono di inviare commenti/correzioni da leggersi da parte dell'autore dell'articolo, come El País. Perché non c'è nessun modo di mandare un commento, anche privato, per quasi ogni articolo del sito, e talvolta non c'è nemmeno il nome di chi lo scrive, in modo magari da mandargli una email ?

Ad esempio, c'è l'ennesimo articolo sull'ennesima dichiarazione ignobile del papa, e mi piacerebbe chiedere a chi l'ha scritto perché non vengono mai fatte osservazioni sulle ricchezze di "usi e costumi" del clero, in un periodo in cui josef ratzinger dice cose come "la proprietà non è un diritto assoluto" e "liberarsi dall'attaccamento dei beni terreni". Aspettate che siano i blog a dire certe cose ? Oppure aspettate che sia la stampa estera ?

Stenderei un velo pietoso su come tutta la stampa italiana ha trattato una vicenda come quella della Sapienza, con articoli su giornali DI OGNI NAZIONE di persone che si domandavano stupiti del perché questa stupidaggine avesse scatenato chissà quale interesse mediatico, anche se devo darvi atto dell'aver scritto un primo articolo in modo decente.

Comunque, tornando in tema, mi farebbe piacere che consentiste un minimo di feedback da parte dei lettori, OK, BBC e The Guardian non lo fanno, ma altri giornali sì, o che almeno mi diceste qualcosa a riguardo.

E, per favore, niente "Spettabile sig.", ho 20 anni.

Grazie in anticipo,

Saluti
~marco c.
 

Questo è quanto. La polemica c'è, e ci sono anche le divagazioni ( e precisamente in tema ecclesiastico ), sì, sono proprio io, non ci sono dubbi.

Per chi avesse letto la lettera e non avesse fatto solo finta di farlo come il commentatore medio di blog, si vede chiaramente che la critica fondamentale mossa è "perché non mettere una qualche casellina per dire quest'articolo ti fa cagare ? sì/no, sarebbe una buona idea, dopotutto c'è chi lo fa già", ed è una cosa obiettivamente legittima, non solo perché nel mondo civile questa non è una cosa insolita, ma perché probabilmente avrebbe l'ignobile effetto collaterale di alzare il livello del giornale come lo chiedono gli abbonati, e la cosa sarebbe molto probabilmente inconcepibile.

Riguardo al fatto che nessun giornalista commenti mai una qualsivoglia dichiarazione del papa, beh, si chiede troppo, però forse è bene iniziare a farlo. Il nonno puffo bianco ci parla di beni materiali come qualcosa di insensato e di evanescente e nessuno è così furbo da cavalcare l'onda dei cliché sull'abbigliamento di tutti i puffi ( bianchi ) e sulle usanze frugali di tutta la comunità ecclesiastica ? È evidente che si aspettano che lo faccia qualcun altro, come, ad esempio, la stampa estera.

Comunque, detto questo, il post è solo una lamentela perché la suddetta email datata 29 gennaio 2008 non ha ancora avuto risposta.

Mi piacerebbe fare un paragone insensato e fuori luogo. Tutti conoscono amazon.com. Per quello che riguarda il mio status di studente fuorisede tirchio che non vuole spendere 80€ per l'edizione italiana di un libro che troverebbe in inglese spendendo un quarto, spese di spedizione incluse ( provare per credere ), amazon è una specie di eldorado. Beh, devo ammettere che non sempre le cose vanno bene. Alcuni pacchi vanno perduti, altri vengono spediti solo in parte. Per non parlare del casino che succede spesso acquistando da terze parti tramite amazon, soprattutto quando si fanno pacchi misti da fonti diverse.

Il punto è che quando si tratta di mandare solleciti, chiedere rimborsi e quant'altro sono immediatamente disposti a farlo, nel senso che c'è una serie di leggi non scritte che comunque ti impone di essere gentile con le persone perché per quanto il bacino di utenza di un servizio come amazon sia un qualcosa di inquantificabile, un cliente perso non lo si sostituisce con uno guadagnato, per una serie di motivi.

Repubblica non offre acquisti su internet e né è un servizio internazionale con un grosso bacino di utenti; non gli si può mandare una email dicendo "voglio indietro i miei soldi", però gli si può scrivere un commento, una richiesta, o quello che è, e confidare nel fatto che ci sia qualche persona dietro che risponda senza un "prestampato". Non succede niente di tutto ciò, e oltre al non saper fare il proprio lavoro, i giornalisti italiani hanno questo in comune coi politici ( nemmeno le mie due lettere al ministero delle telecomunicazioni hanno mai ricevuto risposta ): l'arroganza. Non è solo mancanza di umiltà, è proprio "essere dei totali deficienti", perché io non ho mica chiesto di pubblicarla la mia lettera, ma evidentemente bisogna compilare un modulo a parte per avere risposta.

Complimenti, repubblica.it, continuate ad occuparvi di "scellerati blog che pubblicano ignobili liste di ebrei" e titolate "l'omicidio della Bhutto: miglior reportage", e fregatevene di chi vi legge, tanto dal calibro medio dei vostri articoli si nota come questa sia una prassi già da tempo.

How much impact shall I have this time?
My goal today is to reach the deadline
I write between the lines
I deal with fantasy
I report the facts
Give them to me, please
 
( Primus, The Pressman, 1989, tanto tempo fa e in un Paese lontano lontano ) 


Voltiamo pagina

Pubblicato alle 15:27, il 16·01·2008

Attention all readers:

che schifo che mi fanno. hai davvero ragione camelot, non c’è più libertà.
pensano che noi cattolici ce ne staremo buoni buoni zitti zitti come sempre?
io sono come sempre più che pronto ad appostarmi sul tetto di casa mia insieme alla mia 44magnum.

Etica e valori ? Sì, forse, tuttavia, per chi pensava che il fondamentalismo armato fosse solo parte di certe frange dell'islam abbiamo scoperto l'acqua calda un nuovo aspetto di una ben nota superstizione. La persona che ha scritto questa dichiarazione è un ragazzino che quest'anno sarà maggiorenne che gestisce un blog ( il cui indirizzo ve lo cercate da voi ) raccapricciante pieno di conturbanti immagini del cristo suo signore e di grandi moralismi.

Sì, lo so, lo sappiamo tutti che certe credenze non hanno nulla da insegnare a nessuno in fatto di "vita" e "valori", però non mi direte che avete già sentito un cattolico parlare di "lotta armata".

Riflettete, riflettete, se pensavate che fra i cattolici italiani non ci fossero le frange da reprimere ( ai sensi del Codice Penale, non delle mie idee ).

Dopo la lectio magistralis di oggi nella mia università in cui si sono capite meglio un po' di cose, penso di non dover più parlare di questa vicenda che ha avuto un eccessivo rilievo mediatico; ma c'era da aspettarselo.

Una cosa negativa è che non ci s'è posti nessun problema a dare dell'ignorante a persone a caso, che poi tanto a caso non erano, mentre niente s'è mai detto da parte delle istituzioni riguardo alle dichiarazioni del molto poco onorevole Roberto Calderoli.

Niente s'è detto quando nessuno degli eunuchi bianchi si è pronunciato riguardo alla moratoria della pena di morte.

Niente di fatto si è detto quando nel 2002 si parlò di "uso criminoso" della televisione pubblica, quando di censura si trattava.

E niente dice la stampa estera a riguardo delle vergognose dichiarazioni della politica italiana e degli eunuchi bianchi stessi, rappresentate in modo più o meno largo da una fila di bloggers che rappresentano perfettamente il Paese in cui vivono.

  • Per la BBC nulla di fatto, e per pescare gli articoli bisogna andarseli a cercare.
  • Idem come sopra per il Times.
  • Le Monde giudica molto più rilevante ( fortunatamente ) articoli sull'importanza di Myspace e Facebook nella vita dei giovani.
  • El País invece ha un paio di articoli in merito, con delle dichiarazioni del calibro di quella riportata in coda di questo post.

Poi basta però perché ho finito le lingue, anche se son sicuro che il più importante giornale lituano avrà detto la sua.

Niente di che dunque, per una vicenda che non ha niente di rilevante.

I firmatari della lettera hanno chiarito la loro posizione, dunque tutto quello che c'era da dire è stato detto, anche troppo, e così via.

Chiudo col risultato fondamentale di tutta la vicenda.

In Italia ora si può dissentire dalle opinioni del papa. 

Non c'è più altro da dire, se non che do il mio supporto morale al prof. Cini, autore di questa lettera che tutti, stampa e politica hanno ignorato, e ai 67 firmatari della tanto "infame" lettera aperta, che benché non fosse loro intenzione si sono scoperti in questo modo da un punto di vista mediatico.

E, come annunciato qualche riga fa, con uno stralcio d'articolo di El País che v'andate a leggere se lo volete.

Benedicto XVI tenía previsto acudir al centro educativo el jueves para inaugurar el curso, lo que ha provocado el rechazo de algunos alumnos y profesores, en particular del departamento de física, que quieren destacar el carácter laico de la educación pública en Italia. "Queremos manifestar nuestro disenso y que la ciudad universitaria sea un lugar libre, sin zonas de exclusión", ha explicado un portavoz de los estudiantes. Los jóvenes, además, han colocado pancartas en las que se lee "la ciencia es laica". Piero Bernochi, líder de un grupo anarquista de alumnos, ha comentado: "La jerarquía vaticana está invadiendo todo el espacio político y social, pronunciándose sobre cualquier ley, dando indicaciones y criticando a los políticos".

Por su parte, 67 de los 5.000 profesores de La Sapienza enviaron ayer una carta a la prensa en la que pedían que se anulase la visita, por considerar que el Papa es "un oscurantista".

El País 15·01·2008

Niente di più, niente di meno.

Questa è la stampa di regime, come dicono quelli che hanno problemi con le tabelline.

Fortuna che l'Italia non ascolta il Tempio della Sapienza, è questa una delle cose che ci rende un Paese unico al mondo.


A tutti piacciono gli arcobaleni

Pubblicato alle 21:36, il 09·12·2007

[ Un appunto iniziale: il 5 dicembre è morto Karlheinz Stockhausen. Volevo appuntarlo il giorno stesso ma son stato preso da varie magagne col mio computer. Tanto è difficile che si offenda. A chi non sapesse chi fosse Stockhausen va tutto il mio disprezzo. ]

Onestamente, la prima cosa che mi è venuta in mente in questa circostanza non è stata "vediamo se è dritto o no", però se quello del "volgare straccio satanico" - così lo chiama la bianca fanciulla in pubertà - o "bandiera della pace" che dir si voglia, è al rovescio, questo pare non esserlo. Probabilmente anche loro avevano paura di riferimenti scorretti, o della punizione divina. Oppure "granchissenefrega".

L'Arcobaleno

Cosa ne penso, cosa ne penso ...

Come per la recensione di Leopard, inizierò col dire che "è una cosa positiva" e che quella è stata la prima cosa che ho pensato quando ho smesso di sentire cose orribili come "la cosa rossa" o "la sinistra radicale", per cui, ora inizieranno le critiche.

La prima è un po' prematura ma opportuna da certi punti di vista. Vero è che la storiella della federazione è un po' trendy al momento, e che probabilmente "è un inizio", ma mi piacerebbe sapere perché non si tenti il partito unico della "sinistra". La risposta cliché che probabilmente ha un fondo di verità è che "la federazione non è un partito quindi il numero di sedie rimane uguale". La risposta più profonda invece è che non ci sono idee nuove e non si sa più di tanto per cosa lottare.

Ed ecco dunque la seconda: niente più falce e martello, e questa è una buona notizia, le dichiarazioni di Franco Giordano non sembrano lasciare intendere che sia cambiato qualcosa. Non mi è mai stato simpatico, si sa, ma continuare a dire perennemente "al governo ma non sempre e comunque" e "saremo in prima linea per i diritti dei lavoratori" fa un po' ridere. Sulla prima, la trovo una stronzata totale, perché se l'intento è veramente toccare il 15% non mi sembra una cosa opinabile stare al governo o meno, visto che il 15% è una percentuale sufficiente per inventarli, i compromessi, non imporli: in altre parole, non diventa più una competizione del tipo "ehi, ci siamo anche noi", ma una discussione faccia a faccia.

Sulle idee occorre un discorso più elaborato. Ho già parlato di cosa penso della sinistra di ora, ma occorrono un po' di precisazioni per correggere la mira. Sappiamo tutti verso quali orizzonti verta l'idea di buona parte della comunità scientifica italiana ( e non solo ), e benché ci si trovi in disaccordo su alcuni punti non marginali, i discorsi di certe persone fanno fede: perché nessuna Margherita Hack o nessun Umberto Guidoni ha mai speso una parola per PRC o PdCI riguardo ai loro omissis in fatto di "settore accademico" ? Non si sente altro che parlare di lavoratori e classe operaia, però pare che garanzie per l'Università l'Alma Mater non ce ne siano. Io ho firmato il mio foglio di via post-specialistica perché con meno di 900€ al mese per un dottorato non si vive, soprattutto contando che, ad esempio, in Francia la cifra netta è almeno una volta e mezza superiore. La "fuga dei cervelli" non è il problema, è una conseguenza ad un problema. Un'infinità di spese militari per questa cazzo di guerra in Afghanistan della quale non importa un cazzo a nessuno, e nessuno che guarda minimamente il lato economico della faccenda e il fatto che il nostro settore accademico si sta ingoiando da solo, e magari si potrebbe smettere di parlare di "lotta alla guerra al terrorismo" ( che ciononostante è un'idea legittima ) e iniziare a pensare un po' a sé stessi, al nostro Paese che ha ben altri problemi che adempiere ai doveri della NATO, e sinceramente sapere che io ( e tutti i miei compagni di corso ) non avrò nessuna riduzione delle tasse universitarie o nessun premio per merito perché quei soldi e moltissimi altri andranno a pagare un cazzo di sfigato di merda deve andare ad ammazzare gente in Iraq. Tuttavia questo tema non sembra molto interessante per l'Arcobaleno, anche e mi sembra un qualcosa di piuttosto immediato e "nuovo" rispetto ai soliti pipponi sindacalisti che si sentono dagli anni '70, tanto per dirne una.

Attenzione: con questo non voglio liquidare l'impegno sociale nella tutela dei lavoratori, perché è anche quella una cosa sacrosanta, però sono mediamente sicuro che la cosa non sta procedendo nel verso giusto, perché non si può solo essere dalla parte del "proletario", ma occorre una politica per il trattamento dell'imprenditoria per buttare al cesso il capitalismo dei puffi di Confindustria e soci, magari sul modello americano, per fissare le idee, dove per reati di natura finanziaria oltre a rischiare la fine irrevocabile della carriera imprenditoriale la galera ce la si fa davvero. Riassumendo, la politica sociale efficace va programmata per tutti i piani della piramide, e questo non deve essere un "punto del programma", ma una priorità. O uno slogan, se a qualcuno viene in mente qualcosa di sensato.

Parlando di qualche dettaglio, è deprimente come l'unica dichiarazione veramente sensata arrivi da Pietro Ingrao, ed è altrettanto deprimente vedere Alfonso Pecoraro Scanio dire le solite stronzate sul Partito Democratico, mentre sono piuttosto curioso di vedere il destino dei lavori sulla base di Vicenza ( altra cosa economicamente molto utile ).

Non so che dire, non so cosa trovare di nuovo, non so più di tanto in cosa confidare. La cosa però globalmente mi "convince": le persone non sono cambiate di una virgola, purtroppo ci terremo Rizzo, Russo Spena, Giordano e Pecoraro Scanio, ma magari dopo i vari "Bella Ciao" avranno anche loro trovato il tempo di dare un'occhiata al calendario.

Chissà.


Era una notte buia e tempestosa

Pubblicato alle 22:45, il 08·12·2007

Non era di notte, quindi non faceva buio, ma mi domando se le due cose possano trovarsi separate in qualche circostanza. Non era nemmeno tempestosa, ma c'era un filo di nebbia.

E in quel tratto di strada dove hanno avuto luogo i discorsi più variopinti, che spaziavano dal più becero nonsense ai vantaggi intrinseci della computazione quantistica fra "cosa saprò fare dal computer di casa mia" e "cosa non ha e non avrà mai nessun senso", s'abbozzò il solito discorso.

Luttazzi

Non rimane molto da dire, se non quel "meno male che è su La7 perché probabilmente su Rai Due l'avrebbero censurato alla prima o alla seconda".

Invece pare che ai signori della rete televisiva dalle politiche oscure piaccia fare cifra tonda.

È un po' cliché ora come ora, ne parlano tutti, ma fa bene vedere una serie di persone infastidite dalla cosa, e a questo punto "mi aggrego".

NEWS: dal blog di Daniele Luttazzi:

Stasera è successo un fatto gravissimo: per motivi legali ( nessuna comunicazione ufficiale della sospensione del programma ) io e Franza Di Rosa abbiamo completato al montaggio la puntata n.6 che doveva andare in onda. Verso le 20, dei funzionari di La7 sono entrati in sala montaggio per impedire fisicamente che proseguissimo. Hanno occupato la stanza, hanno intimato al tecnico di sospendere ( senza averne titolo ), uno di loro si è seduto al mio posto alla consolle e non se ne andava, sfidandoci. Ho telefonato all'avvocato: stavano commettendo un reato ( violenza privata ) e potevo chiamare la polizia. A quel punto sono usciti. Poi, quando ho finito e me ne sono andato, uno di loro è entrato per CANCELLARE TUTTO IL GIRATO di Decameron, passato e futuro. Spero non l'abbiano fatto.

Splendido. 

Aggiungerei anche due fatti che si commentano da soli.

  • Il cane pastore tedesco condanna il consumismo.
  • Romano Prodi punta il dito contro le imprese.

À vous.


Sulle cifre e chi le usa

Pubblicato alle 02:27, il 24·11·2007

2+2=4 e non si discute, ammesso non ci si collochi in un campo che il 4 non ce l'ha. Ma questo è un caso che ricopre poche persone con una vita sociale, per il resto è sempre valido. 

E magari fra le cifre fosse tutto così chiaro, ci sarebbero molti meno problemi per tutti.

Ho ritenuto degni di discussione due casi in particolare.

Il primo è un povero e triste napoletano che va in giro come troll per vari blog a tirare fuori insulti casuali e a riprova del frenetico momento di spin della sua coppia di neuroni tiene un "suo" blog che è tutto un programma.

Contiene solo due post, purtroppo, perché uno è un articolo comparso su Il Foglio ( soprassediamo ). Innanzitutto un commento all'articolo, il quale muove due critiche.

La prima riguarda la seguente dichiarazione di Piergiorgio Odifreddi ( che è anche bersaglio di tutta l'elegante presa per il culo, come si può intuire ):

[...] come insegna la statistica, metà della popolazione mondiale ha un’intelligenza inferiore alla media [...]

Il fatto che tale giornalista scimmiotti una "dimenticanza" di Odifreddi che pare abbia confuso "media" con "mediana" è imbarazzante. Evidentemente nei corsi di statistica che ha frequentato il signor Zincone non si insegnano né il Teorema del limite centrale né, probabilmente, le fluttuazioni statistiche casuali. Dopotutto, perché mai la distribuzione dell'intelligenza dovrebbe essere asimmetrica ? Non ho voglia di parlare di distribuzioni continue o discrete, sappiamo tutti dove si colloca la media in una gaussiana: al centro, e, guarda un po', coincide con la mediana.

La cosa ironica però è il pippone che segue, su come questa misura potesse essere fatta, e sulle inutili domande su una cosa relativamente semplice tipiche proprio di un c(h)rèti(e)n, e dunque "niente di nuovo sul fronte orientale".

La seconda critica campata per aria riguarda il fatto che sia "riduttivo decretare che solo i cristiani siano cretini" ( notare l'uso eccelso delle maiuscole ), che è una cosa che assolutamente non è decretata nel libro, perché, sempre da ogni corso di matematica di base a livello universitario ( e forse persino di scuola media-superiore ) si sa tutti che il fatto che una proposizione P(A) implichi una proposizione P(B) non è generalmente simmetrico, per una proprietà elementare dell'operazione di "implicazione". Ma forse il signor Zincone dormiva, cosa ne vuole sapere uno che conta l'on. Giuliano Ferrara fra i suoi superiori ...

La recensione dell'ultimo post la ometto ma se ne può ricavare una qualunque partendo semplicemente dal fatto che il nostro pulcinella è riuscito a ciccare persino un banale sillogismo. Ma non è un problema, dopotutto la matematica è un'opinione eccome.

Risultato ? Dopo due miei commenti sulle proprietà della distribuzione normale che lo scugnizzo sicuramente ignorava ( questo succede quando si guarda la vita con gli occhi del vangelo ) sono tornato a vedere se mi fosse stata lasciata una risposta, ma, con mia amara delusione, non solo tale risposta non c'era, ma persino i miei commenti erano spariti. Se non fosse che la discussione era già avvenuta la considererei una vittoria a tavolino, e invece è un secco 2-0 che il povero pulcinella avrà assaporato non appena fosse andato a vedersi un paio di cose per lui incomprensibili sulla curva di Gauss.

Sono questi i piccoli piaceri della vita.

Veniamo ora al secondo caso, che riguarda l'abuso delle cifre vero e proprio, che è una delle cose che ultimamente mi interessano di più. Difatti, come Scientology porta i vari segreti della vita con una specie di galvanometro del quale nessuno si meraviglia perché "è scientifico, quindi funziona", si sentono spesso frasi come "studi hanno dimostrato che ..." o "il 30% degli Italiani ...", e ci si fida tutti perché se uno studio dimostra che la nuova linea di vaselina Durex previene la leucemia siamo tutti contenti.

Prima di tutto un aneddoto spassoso per la serie "sdrammatizziamo".

Qualcuno ricorderà la vicenda di Radio Vaticana e delle antenne mistiche che causavano la leucemia. Ora, che le radiazioni non ionizzanti non causino leucemia è cosa quasi nota, entro certi margini di potenza, ma evidentemente qualcuno non lo sa.

La cosa ironica è che i giornali parlassero di un tasso di incidenza di leucemia infantile moltiplicato di trenta volte per colpa delle antenne. In cifre, il tasso, che era "tre su un milione", in un paese di diecimila abitanti, è diventato "un bambino con la leucemia", dunque "uno su diecimila". Una rapida divisione dà appunto trenta come risultato. C'è un piccolo problema di fondo in tutto questo, che molta gente continua ad ignorare.

E allo stesso modo è abbastanza ridicolo come si mostrino sondaggi come "il 30% degli Italiani pensa che il Partito delle Libertà non sia solo un restyling". Mi chiedo che rilevanza può avere. Forse che proprio quelle persone che hanno dat o quella risposta sono dei totali handicappati ? O forse che qualunque cifra si prenda in considerazione non avrà mai nessun valore ? Però è bello tirare le somme e sputare fuori qualche numero ogni tanto, perché ci si fida sempre della matematica anche quando non la si conosce.

È proprio questo il principio che si cela dietro a queste ridicole politiche di marketing: portare cifre insignificanti a chiunque non le sappia interpretare, perché 2 è 2 per tutti, poi che siano due palle o due stronzi o due arance non è affar di chi le tira fuori. D'altra parte io sono sempre del parere che chi si occupa di San Gennaro dovrebbe tenersi il Vangelo che i numeri se li tengono altri, ma purtroppo il mondo precede in modo strano ...

E tanto per concludere con qualcosa di totally unrelated, è proprio vero che in ogni parte del mondo le checche naziste hanno bisogno di misurarsi la verga sui bambini. Onore e fedeltà a sto cazzo, quando il virile e nobile "uno contro uno" diventa una cosa squilibrata e perversa.

Tutto ciò prova che non ci sono mai abbastanza epidemie gravi al mondo.


Non si finisce mai di imparare

Pubblicato alle 00:56, il 20·11·2007

Porco di quel dio cane !

Non ce la si fa più, ci s'è tutti rotti i coglioni ! Ogni volta si pensa di aver toccato il fondo ma si continua a scavare e si continua a trovare terreno fertile.

Sì perché il nostro amato pastore tedesco ha di nuovo tirato fuori dal suo colon trasverso la ormai vecchia stronzata sull'Africa e l'AIDS. Cito:

Le malattie che colpiscono alcune parti della società africana, come la promiscuità, la poligamia e la diffusione delle malattie sessualmente trasmesse, può essere direttamente collegata alla nozione sbagliata di matrimonio e di vita familiare.

Alla luce di tutte queste dichiarazioni e del ribadire continuo della politica sessuofobica ecclesiastica ( oltre che di questo ) è evidente perché si ripiega sui bambini ( e non diciamo cazzate come "non solo i preti violentano i bambini" ):

  • Sono un bersaglio facile
  • Non hanno malattie sessualmente trasmissibili
  • Non sono fecondi

Apriamo gli occhi, che è meglio ...


Il Piazzista di Arcore, catalogo autunno 2007

Pubblicato alle 21:01, il 18·11·2007

È incredibile come dopo aver passato cinque anni a parlare del "precedente governo" la marketing corp. nota come Fininvest dimostri al 2007 di non avere uno straccio di programma e passi il tempo a puntare il dito sul ridotto scarto di maggioranza anche alla luce di una finanziaria che non si vedeva da secoli.

E dopo cinque anni di "il precedente governo" si è passati a "il governo cadrà", con tanto di commedia di avanspettacolo con gazebo e saltimbanchi e sito internet www.rivotiamo.it. Tutto questo dopo che in Parlamento non c'è più un'opposizione, ma sembra non essersene accorto nessuno.

Forse perché l'Italia è un Paese di ritardati mentali e ognuno ha i politici che si merita.

Oggi ho scoperto che "un mondo senza pena di morte è come una merenda senza la nutella", quindi nonostante tutto il riarrangiamento degli assetti mondiali accompagnato da un cospicuo ridimensionamento della popolazione dovuto a glaciazioni ed epidemie è una probabilità da considerare.


Sull'obiezione di coscienza

Pubblicato alle 19:27, il 02·11·2007

In risposta al solito noto su cosa è la laicità: sì, la laicità di uno Stato è "evitare qualsiasi tipo di simbolo religioso" nei luoghi pubblici, poiché non è possibile etichettare credenze religiose, manie o groupie-ismo in modo obiettivo ci si potrebbe ritrovare nell'imbarazzante situazione dell'avere fra le varie reliquie in una scuola un crocifisso, una stella di David e una gigantografia di Tiziano Ferro. Nel dubbio è meglio "evitare". Che non vuol dire "eliminare", perché sono convinto che nessuno degli oppositori/sostenitori non invasati si ricordi se nella sua aula della scuola media ci fosse o meno il crocifisso. Io sono fra questi, mentre mi ricordo bene che nelle mie aule del Liceo non c'è mai stato, anche se altrove c'era, e ovviamente se ne compieva ogni tipo di atto vandalico a scopo di puro intrattenimento.

Per il resto, visto che ormai ho imparato che non posso finire la mia battaglia morale illuminata contro la superstizione ( è più forte di me ), in facoltà si parlava giorni fa di un fatto che a mio parere ( e di tutti quelli che ne discutevano ) si spingeva "un pelino" oltre il ridicolo.

Dato che nessuno riusciva minimamente a capacitarsi di qualsiasi motivo per cui "anche i farmacisti dovrebbero avere diritto all'obiezione di coscienza", perché nel mondo civilizzato del 2007 s'è cercato di eliminare ad ogni costo certi tipi di misticismo, ho dovuto fare una breve ricerca in materia. Tutti noi pensavamo a droghe di vario tipo ( morfina ? Esiste ancora ? ) o scherzosamente ai preservativi, ma, mea culpa, ci eravamo dimenticati di una cosa che forse un senso ce l'aveva.

Uno dei primi risultati di Google era appunto un articolo di uno schifosissimo ente medievale che penso ponga le sue radici sulla stupidità dei suoi membri, e sulla caccia alle streghe ben in vigore nell'epoca in cui vivono i suddetti membri. Si tratta di NoiPress.it, che è qualcosa di cui avevo sentito parlare ma non avevo bene idea di cosa si trattasse. Sembra "la solita solfa" legata all'UDC, e in effetti lo è, ma è cosa e buona giusta porre enfasi sul danno che queste persone creino giorno dopo giorno in una civiltà che tende a progredire verso più illuminati orizzonti, avanzamento cui tentano quotidianamente di porre un freno categorico con ogni loro tipo di dichiarazione. C'è chi dice che ci vuole dialogo, ma appunto mi chiedo che tipo di dialogo si possa avere con queste persone.

Comunque, la "cosa che forse un senso aveva" è la famigerata pillola del giorno dopo. Perché un farmacista debba negare la pillola del giorno dopo è un mistero. So bene che è molto duro sforzarsi di studiare un po' di biologia quando è molto più semplice leggere il Vangelo, ma mi piacerebbe che i signori in bianco si decidano una buona volta sull'inizio vero e proprio della "vita". È l'orgasmo ? È una settimana dopo ? È l'ovulazione ? O, molto più semplicemente, nove mesi dopo, che è quello in cui nonostante tutto hanno creduto anche loro per duemila anni, ragion per cui non si può battezzare prima della nascita.

Un tale, uno dei capi di un'organizzazione strampalata che pare si chiami "Movimento per la Vita", aveva da dire la sua sui pareri molto contrastanti del ministro della sanità Livia Turco. Vedo innanzitutto sul sito web che c'è un fallimentare appello ad Amnesty International per l'abolizione della legge sull'aborto. Il resto mi sa di "cose già sentite".

La sua opinione non mi colpisce più di tanto, se non nel giudizio del diritto all'obiezione di coscienza come "cosa quasi certa". "Quale diritto si arrogano costoro ...", etc. etc.: ma a parte le frasi fatte, mi chiedo perché certe dichiarazioni facciano davvero notizia.

Queste persone vedono l'aborto come un rischio di tutti i giorni che chiunque è disposto a correre. Tralasciando il fatto che molti di questi in tutto il mondo sono pro-war e quindi dopotutto è accettabile che qualche vita si interrompa di proposito anzitempo, non mi pare che nessun antiabortista abbia veramente idea di cosa sia persino la pillola del giorno dopo per chi ne fa uso. Ancora più scandaloso è il fatto che nessuno si renda conto che le critiche e le "recensioni" sulla famiglia arrivano al 90% da gente che una famiglia non ce l'ha ( e mai la avrà, si spera ), o ha poca voce in capitolo sul come averne e crescerne una.

Non è questione di ipocrisia: è questione di cultura, e il dramma italiano è che il panorama medico si sta sempre più farcendo di persone che sostituiscono la scienza con l'etica persino a livello accademico, e il grosso rischio che si corre è l'affidamento della vita di una serie di persone ad uno che guarda più al suo crocifisso che al suo libro di anatomia.

Fortunatamente sappiamo benissimo in quale abisso si stia infilando la ricerca scientifica italiana "moralmente controversa" ( e anche quella non controversa ), quindi guardando le cose dal puro lato pratico l'unica conclusione positiva è che è meglio che tutto sprofondi, piuttosto che cada nelle mani sbagliate.


Su invenzioni di sana ( o meno ) pianta

Pubblicato alle 12:28, il 26·10·2007

Vorrei richiamare l'attenzione su questo.

Si noti come "essere distratti", "non rimanere seduti quando ciò è richiesto", "parlare eccessivamente", risultino dei "sintomi" di una "malattia".

Non bastava l'omeopatia ...