Radiazioni a colazione, e anche qualche anello di sfiga

Pubblicato il 16·12·2006

Per la serie facts, tempo fa ho assistito ad una conferenza in facoltà tenuta da un ricercatore ed un associato ( entrambi docenti di radiobiologia o radioattività ambientale o queste menate qui ) a proposito del famigerato polonio 210. Essendo un argomento non troppo semplice pure per me dato che la materia "radioattività" presuppone un minimo di conoscenza di fisica delle particelle e varie altre cosucce, non ho voglia di dilungarmi più di tanto.

La cosa che, per dirla tutta, fa stringere il buco del culo, è che la produzione mondiale di 210Po s'aggira sull'ordine degli etti. Una razione di pasta per 3 o 4 persone è tanta quanta la quantità mondiale di 210Po in un anno. Questo fa pensare alle dosi letali che devono essere piuttosto basse.

  • 1g può potenzialmente uccidere un milione di persone, dunque un cucchiaino in depuratore in alta Italia potrebbe sterminare mezza Lombardia.
  • Il tempo di decadimento è basso rispetto ai ventimila anni e più del Plutonio, ma pur sempre di circa cinque anni, per cui un luogo "contaminato" non ha scampo se non la rimozione totale del materiale contaminato in senso stretto.
  • Il danno è esclusivamente contratto dalle radiazioni ? ( non vi è effetto tossico, contrariamente al Plutonio, o di radiazioni gamma, se non per grandi quantità ), dunque i danni avvengono solo per ingestione o inalazione, in quanto la penetrazione della radiazione gamma è molto bassa e in linea di massima non supera la pelle morta.
  • TAC, risonanza magnetica e molte altre procedure di radiomedicina hanno un quantitativo di gray ( 1 Gy = 1 J / 1 kg, energia assorbita per un kg di massa corporea, unità usata per la "potenza" delle radiazioni ) molto più alto di quanto si potrebbe immaginare, tanto che fare dieci TAC a breve distanza potrebbe anche essere molto dannoso.

In ogni caso, le notizie sono due. La cattiva è che qualsiasi entità pseudogovernativa non dovrebbe avere troppa difficoltà a procurarsi un quantitativo di 210Po sufficiente a creare una bomba che ne disperda i vapori ( ha una temperatura di fusione di circa 250 °C ) e faccia una strage. La buona è che il rischio di contaminazione derivato dalla nostra spia russa è nullo a meno che non si faccia sesso col suo cadavere, o col suo colon aperto.

Quindi, nella maggior parte dei casi è psicosi, ma contrariamente all'antrace e alla SARS ci possono essere un casino di problemi in futuro.

Molto meno divertente ( ma dipende dai punti di vista ) è una spassosa invenzione di un informatico inglese ( cosa ci può essere di peggio ? ), che ha creato tutto un sistema algebrico per dare significato alla divisione per 0.

Chiamando φ il nostro 0/0, ricaviamone un paio di proprietà.

  • k + φ = (0*k + 0) / 0 = φ
  • kφ = (k*0) / 0 = φ

Dunque ogni equazione che abbia in un suo membro φ si riduce a φ = φ.

Facciamo finta che ciò abbia un senso.

Il problema arriva quando contestualizziamo il tutto in un insieme. Se consideriamo infatti l'insieme Z + {φ}, esso parrebbe di tenere la proprietà di anello, in quanto 0 + φ = φ, ma φ - φ = φ, ma non ammetterebbe un inverso additivo tale che a - a = 0, poichè sarebbe:

  • φ - φ = 0/0 - 0/0 = (0 - 0) / 0 = φ

Per non parlare di Q o di R, che ovviamente perdono la proprietà di campo perché il prodotto di φ per il suo inverso moltiplicativo φ-1 è sempre φ.

Ora, probabilmente ho detto un sacco di cazzate, perché non ho comunque letto lo scritto di tale persona, ma ho solo pensato un metodo piuttosto basilare per descrivere alcune banali proprietà di φ ( e non sono l'unico ).

Con un amico giorni fa si pensava a qualche modo per rendere tale operazione lecita senza incasinare R e Q, e con le nostre scarse conoscenze di algebra s'è potuto pensare ad un'applicazione da R ad un insieme esterno O che avesse come unico elemento φ tale che essa fosse f(x) = x/0, e che mandi ogni x in φ, in modo da non rompere le palle a R ogni volta ma spostare ogni divisione surreale in quest'altro insieme unione di R e O, che perde ogni tipo di proprietà ( vabe' non tutte, ma ci siamo capiti ) dell'insieme R, ma almeno lo fa sporadicamente.

Ancora, non sono un matematico e né tantomeno un algebrista e per quello che mi riguarda una divisione per zero è un qualcosa che da una parte vuol dire "divisione per un numero molto piccolo" e da un'altra parte, l'informatico che è in me dice che non ha significato. Tuttavia dall'alto della mia ignoranza sono curioso riguardo all'utilità che tutto questo può avere ( in campo informatico più che in campo matematico, visto che ai matematici di dare un significato alla divisione per 0 non gli può fregar di meno, a meno che non siano particolarmente perversi ), in quanto soprattutto si potrebbe mandare a cagare il famigerato NaN ( not a number ) che è NaN ≠ NaN, mentre φ = φ, e questo risolverebbe molte cose in programmazione. Son curioso di come tutto ciò potrebbe essere implementato.

Sta di fatto che tutto ciò è frutto di un articolo letto su ./ e già etichettato come "stupido", "troll", "lol" da loro stessi, e dunque potrebbe essere a priori materiale di scarsa rilevanza.


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