Mein führer ...

Pubblicato il 24·03·2007

Vabe' che ogni tanto ci si trattiene, ma dopo una ininterrotta miniera di stronzate si fa una pausa, ci si sfoga e si ricomincia ad accumulare merda. Questa settimana ( per me ) non era iniziata come una gran cosa, ma confido sempre che dopo un certo punto la derivata prima delle rotture di palle di questi giorni si annulli e cambi finalmente segno.

Da poco si sono festeggiati i 50 anni di quei trattati che hanno sancito l'inizio di quella cosa che chiamiamo Europa. E in questi giorni ci son state due dichiarazioni da una persona che in Italia conta qualcosa di dovere, e una che non dovrebbe contare niente non avendo nemmeno la cittadinanza ( onorevole Calderoli, i bingo bongo li prendiamo a calci in culo e ai crucchi rompicoglioni gli baciamo le mani ? Qualcosa non va ), ma purtroppo è un po' come i calcoli renali: niente di letale, un giorno o l'altro spariranno, ma nel frattempo sono una gran seccatura.

Andando per ordine, il Capo di Stato mi ha per la prima volta deluso in modo impressionante. OK, onorevole Napolitano, la perdono, anche perché ha la sua età, e la voglia di ribellarsi passa ben prima dei 50, in genere. E la perdono anche per il ruolo istituzionale che ricopre che non consente moralmente nel nostro Paese di merda il "tirare fuori" determinate opinioni senza invocare una variante in vita reale della legge di Godwin, che anziché enunciare citazioni tipo "Hitler" o "nazismo", fa scatenare un "dimissioni" generale.

Ma dire che non c'è "nessuna rivalità fra Europa e USA" è una vaccata. Prima il motivo obiettivo, che è il fatto che Paesi che contano ( per fortuna ) molto ma molto più dell'Italia ( e non parlo della Lituania o dell'Austria ) hanno detto no varie volte alla politica estera statunitense. C'è ad esempio la Francia che, beh sappiamo un po' tutti come la pensano i Francesi, nonostante passino il tempo a pestarsi per strada e bruciare macchine più di quanto non si faccia qui o in Danimarca in questi giorni.

In un'ottica totalmente non obiettiva, ma che secondo me è piuttosto condivisibile, a scanso di antiamericanismi e cose simili, mi chiedo "la rivalità deve per forza essere una cattiva cosa ?". Mi sembra che la Cina sia uno stato rivale, ad esempio, del Giappone, ma non mi pare affatto siano in guerra. E lo stesso vale per USA e Messico e molti altri. Quello che sembra è piuttosto evidente è che ormai è troppo facile parlare di terroristi e di nemici, e dunque parlare di rivalità emana quella fragranza di 11 settembre mai dimenticata. Ricorderei anche che uno dei fondamenti di un'amicizia, o di una alleanza, è far notare al proprio alleato i suoi errori. Ma dopotutto come ricordarsele queste cose, il mos maiorum lo tiriamo fuori dalla scatola quando ci frega qualcosa, e non capita spesso.

In ogni caso, continuo a sostenere che l'Europa potrebbe deve essere l'anti-America, e il che non vuol dire che bisogna cercare il conflitto o la rivalità a tutti costi, ma un cammino parallelo e indipendente, come dovrebbero essere le decisioni. Purtroppo non sono l'unico a pensarlo, e purtroppo non frega molto a nessuno.

Per quanto riguarda la seconda persona, si tratta del Calderoli tedesco, quello che spara cazzate a profusione, se ne rende conto, qualcuno lo ascolta e qualcuno si incazza. Io preferisco riderci su.

Dopo la solita lista di cliché sui poveri e gli emarginati, mostrando quanto realmente importa ai signori in bianco di questa gente, arriva una frase molto interessante. Cito La Repubblica:

"Se si dimentica Cristo si fa apostasia": Benedetto XVI ha anche parlato dei valori cristiani in Europa. Dimenticando i "valori" e il cristianesimo l'Europa rischia una "apostasia da se stessa, prima ancora che da Dio", ha detto, chiedendo ai "governi dell'Unione", mentre celebrano i 50 anni dei Trattati di Roma di non trascurare il cristianesimo nella "costruzione della casa comune europea"

La prima riga mi fa subito sorgere la domanda "dove sta il problema ?", e secondo me è un quesito più che legittimo: è un problema accantonare un'ideologia per qualsiasi motivo ? Dopotutto un sacco di cose si accantonano. I velieri, il geocentrismo, i vestiti che non ti stanno più, i vinili. Se una religione è più importante della "cultura del vinile" sicuramente lo è per certe persone e non per altre.

La seconda parte della frase mi fa invocare la legge di Godwin e consacrare la mia libertà di dire quello che mi pare di chi mi pare. Un tempo "fascista" era un dispregiativo usato per chi voleva imporre un'idea sulle persone con la forza. Fortunatamente forza non se ne sta usando quindi potrei anche astenermi da giudizi, ma posso sempre ridere di ciò. Tuttavia la sopracitata legge sembra piacere molto al nostro führer che più avanti nel discorso se la prende con le "correnti laicistiche" per chissà quali motivi. Qui si cade nell'imbarazzo più totale. Se un tempo erano gli atei i nemici dei religiosi, e ora sono i laici, mi domando cosa potrà succedere di peggio. E soprattutto, gli "ingiustificati privilegi" dei quali parla fanno ben capire che non tutti gli uomini sono uguali davanti a Dio e che ancora l'omosessualità è una malattia.

Coraggio, ancora un millennio ( ce ne son dovuti due per riconoscere alle donne il diritto di possedere un'anima ), e magari la sodomia potrà diventare un modo per salutarsi.


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