Io amo i Jeromes Dream

Pubblicato il 16·06·2007

foto del giorno
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Concrete @ Dauntaun, MI, poco tempo fa

Tiriamo le somme. Sono stato un po' assente ultimamente, dato che il mio ultimo post risale a un mese fa. Sono caduto in piena crisi mistica riguardo alla "vita reale" e altri cazzi che chi di dovere sa già ( tanto per mettere a chi leggerà qui la pulce nell'orecchio ). Ciononostante, risolti tutti i miei conflitti interiori, arrivano gli esami, e quindi tanti baci e abbracci a tutti. Di buono c'è che con la scusa di preparare un ( ridicolo ) esame di informatica ho ripreso un po' di interesse per la programmazione, cosa che avevo perso poco tempo prima di iniziare l'università per una abissale mancanza di idee. E giusto per dovere di cronaca, sto usando Mac OS X ( o Mac LOL Sux per chi lo capisce ), parallelamente alla mia solita Debian, perché devo ammettere che per "lavori al volo" e robe così non è niente male, ma per renderlo usabile si sputa molto sangue. Moltissimo.

Vado al punto. Avevo scritto un lungo post che è quello che ho intenzione di riprendere ora, quando a un certo punto il mio "browser di fiducia" ( spero che Mozilla faccia bancarotta ) ha deciso che era ora di chiudersi senza proferir parola, e amen. Poco tempo dopo ho anche perso la piccola parte che avevo scritto all'inizio, quindi, fondamentalmente, non ricordo nulla, tranne il titolo e i soliti concetti che in modo crudele imperversano nella mia mente.

La scintilla che mi aveva spinto sul computer a tirare fuoco e fiamme su quello che capitava intorno - che sembra essere la mia dote più sfruttata - è stata una pubblicità della IBM che passa ancora in televisione ultimamente. La pubblicità in questione riguardava una soluzione offerta da IBM per proteggersi dagli "hackers" e da chissà chi altri. La materia in questione è ciò dove si cela l'innovazione nella soluzione IBM. Non si tratta di proteggere la propria wLAN ( che comunque è un'arte da affinare in italia ), o la propria famiglia: la propria idea.

Ultimamente si parla molto di brevetti software, soprattutto nel campo Open Source, che è quello cui ste cose fanno veramente male. Ci son stati i vari accordi con Microsoft, che in altri universi paralleli si chiamano "estorsioni", in questo qui invece quando l'estorsione ha consenso da entrambe le parti non solo non è reato ma è una cosa legittima. Dopo la chiacchieratissima Novell ecco che arrivano due aziende delle quali non è mai importato un sacerrimo e vigoroso cazzo a nessuno che per un pietoso bisogno di attenzione hanno compiuto l'infame atto di prostrarsi ad arco che per seno uno ha, a pagamento.

Di cosa si tratta non ho voglia di parlarne, però il culo ce lo si rode lo stesso. Microsoft ha brevettato un pochino delle sue tecnologie fantoccio, e ora ne pretende le royalties.

Facciamo un passo indietro. Perché nasce il diritto d'autore ? Per tutelare il piccolo genio che ha prodotto qualcosa ( meglio usare questo termine per ora ) e che rischia la pelle perché ci possono essere squali che possono plagiarlo per lucrarci su. E questo ha avuto numerose frange, dall'antica Roma in cui si tagliavano teste, fino anche ad Antonio Meucci che finì sul lastrico e la sua memoria fu gratificata un bel po' di tempo dopo, troppo sicuramente per lui ( 2002 ).

Guardiamo ora al nostro secolo. Cosa ci si trova davanti ? La prima cosa che uno tira fuori è Internet, chiaramente. E la prima cosa di Internet che si vede nel 2007 è il cosiddetto Web 2.0, i network sociali e compagnia bella. Cosa succederebbe brevettando ogni tecnologia fra queste ? Poniamo Facebook o last.fm che sono le ultime mode come "zeri" e procediamo a ritroso. Facebook risulterebbe essere un'imitazione di Myspace, che a sua volta è una idiotificazione dei gruppi di Yahoo ( prima ) e Google ( poi ) che a loro volta sono un post-USENET, e così via. Ho saltato numerosi passi ma si può proseguire quanto si vuole. Arriviamo dunque ad una tecnologia che altro non è che una storpiatura di qualcosa, e ricorsivamente si arriva ad una quantità esponenziale di "fonti" che, per usare un eufemismo, inculano l'autore del brevetto, fino ad un'origine non brevettabile perché magari è un "bene comune" come erano i vari newsgroups annotato su RFC, e così si butta via tutto. Per quanto riguarda last.fm c'è la via "database pubblico", "database privato", condivisione musicale etc., che svolgono più o meno la stessa funzione.

E dopo che uno analizza tutte queste situazioni pensa: "non è possibile che tutte queste cose siano una la copia dell'altra con modifiche non sufficienti per costituire un'invenzione a sé". Ma magari è solo il Web 2.0 che ha questo problema. Andiamo all'informatica più in generale e vediamo Spotlight di Mac OS X che è stato rilasciato dopo la prima versione pubblica di Beagle per unix, e probabilmente in contemporanea a quello scempio che è il sistema di indicizzazione di Windows XP. Oppure possiamo prendere le trasparenze di Aero Glass che hanno come fonte il compositing di Aqua e le trasparenze dei desktop liberi che si vedono ormai da tantissimo tempo ( ricordo quando usavo il pannello con trasparenza reale ben prima che spuntassero lolycoke e soci ).

Non è possibile.

Nel numero di Linus di giugno 2007 c'è un interessante articolo ( per i profani ovviamente, visto che per chi "se la gira" su Internet da un bel po' le novità sono bel altre ) sulla musica in rete. Apprezzo molto che Linus stia "al passo coi tempi" in questo senso, da essere passato dagli anni '70 ai 2000 mutando lo spirito come cambiavano i tempi. L'articolo riportava una tabella con una lista di "cantanti" ( le virgole sono doverose ) pro e contro la galera per chi scarica musica gratuitamente.

Intendiamoci bene. A qualcuno balza anche minimamente in testa di dare a singoli la stessa pena che si sbatte sempre il cranio per dare a criminali per bancarotta fraudolenta, corruzione, etc.. Per dare un po' di numeri, si parla anche di qualche anno per "collezioni intere" scaricate, anni che possono tranquillamente arrivare a 5-6: un paio di meno di quelli che Marcello Dell'Utri non sta ancora scontando per corruzione E concorso in associazione mafiosa.

Intendiamoci bene, probabilmente i cerebrolesi che passano alla radio e che pensano a ste vaccate non hanno nemmeno idea di cosa voglia dire "sistema giudiziario" o "saper fare le tabelline", e sanno solo scrivere pezzi ridicoli e brani ridicoli in funzione di un contratto e del portare pane e Porsche a casa. Però il mio è una specie di "invito alla riflessione", o all'incazzarsi liberamente.

Quello che è ancora peggio è che se uno va a vedere riff, testi, e cose simili di ciascuno di questi può tranquillamente applicare il mio famigerato processo di eliminazione per il Web 2.0 alla musica, arrivando in pochi passi a quando la musica non esisteva nemmeno.

E fu così che il vero problema viene a galla. Se mai per conto di un'università o un ente di ricerca io venissi a conoscenza o addirittura alla scoperta di qualcosa che riguardi il modello della realtà o uno dei vari tasselli mancanti del modello standard, o chissà cos'altro, non potrei mai riuscire a brevettarlo, perché è parte del "bene comune". Ma onestamente sarebbe da farsi, dopotutto uno può brevettare la scoperta di una serie di equazioni differenziali che descrivono alla meglio il funzionamento di una sega radiale o di un tornio e poi pretendere le royalties da tutte le fabbriche di materiale industriale che ne fanno applicazione diretta, o da quelle di materiale informatico che le "riusano". Così il mondo veramente arriverebbe a collassare.

Come per la pedofilia e la musica, spunta sempre il problema "profitto" morale e non:

In pochi anni in confronto all'esistenza della razza umana si è arrivati a stabilire, o a volerlo fare, la linea di distinzione fra cosa può generare profitto e cosa non può, per motivi insensati. Si distingue quello che potrebbe essere "bene comune" non brevettabile da un singolo, da "tutto il resto". E quando questa distinzione viene meno, arriva a mancare pure il giudice che la stabilisce.

Infatti, se la musica è cultura, che senso ha il diritto d'autore ?

Scaricate musica, fotocopiate libri, scambiatevi i film. Finché in questo mondo non si brevetteranno il modello standard, i principi della meccanica quantistica, o gli operatori differenziali allora non ci sarà niente che avrà ragione di essere tutelato da un totalitario diritto d'autore che fa scegliere fra spendere cifre ridicole per musica di scarsa qualità e anni di galera.

E le misure antipirateria non servono a un cazzo, anziché sprecare soldi in queste, cercate di stanare i pedofili e i serial killer che girano per le vostre reti e pregano il vostro signore. 


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