Ammira la nostra rivoluzione dei voltagabbana

Pubblicato il 17·08·2007

Fondamentalmente non ho molto da dire se non che il Time In Jazz 2007 è stato un po' una delusione, forte anche dell'imbattibile ( secondo me ) edizione del 2005 che ha proposto qualcosa di innovativo e più artistico. Anche l'edizione 2004 era molto valida, e la cosa era anche merito della mostra "Mind the Gap" in giro per il paese, con installazioni e robe simili che facevano molto intellettualoide chic e che ora vivendo fuori avrei anche evitato, ma ben conscio del fatto che in Sardegna ci sono poche occasioni di quel tipo è bene non perdersele. Se non sbaglio la cosa è andata avanti anche nell'edizione successiva, ma comunque "le robe elettroniche" dominavano come sonorità e quant'altro, rispetto comunque al "solito jazz" che si sente, nonostante il concerto del 14 sera fosse molto interessante. Da buttare buona parte delle altre serate, pochissima gente, niente di speciale.

Alla luce di quattro Time In Jazz ( quale più quale meno ) seguiti, ho sempre due grattacapi che mi arrivano in testa. Ben consapevole del fatto che Paolo Fresu sia il più ( o via, uno dei più ) geniale, originale e rispettato jazzista in Europa, ho sempre due quesiti.

Anzitutto mi chiedo, visto che lui come persona ha collaborato coi più e coi meno fra classico e sperimentale, perché non continui la linea dell'edizione 2005, proponendo innovazione a discapito anche dei nostalgici di Coltrane, visto che ormai la platea jazz media è composta da "gente di una certa età" e da quella seconda fetta di segaioli mezzo metallari che ascolta jazz come musica "intellettuale" ( invece che Bach, che è l'unico compositore classico che un metallaro conosca anche solo di nome ), oltre ovviamente alla massa di fricchettoni da festival ( nella quale rientro anche io ).

La seconda rottura di palle è la locazione stessa dei concerti, per non parlare dell'orario. Come cazzo fanno tutti quelli che magari non hanno macchina ( come me nel 2004 e 2005 ) a vedersi i concerti nelle chiesette diroccate nel Limbara ? Già innanzitutto bisogna capire dove si trovano esattamente, e poi con l'oranizzazione rinomata dei mezzi pubblici in Sardegna, raggiungerli è un bel problema. Certo, capisco che possa essere emozionante vedersi un concerto di apertura di un festival jazz alle 5.45 del mattino, o il giorno prima, sul traghetto Livorno - Golfo Aranci, però bisogna anche un minimo badare alla questione logistica.

Per il resto molte belle cose, i soliti miscugli teatro/musica che ci piacciono tanto, e molte altre scene interessanti.

Tornando coi piedi per terra, ci sono solo un paio di novità ultimamente che hanno attirato la mia attenzione.

Non ho voglia di dilungarmi sulle cazzate del mafioso di Arcore che ha rotto un pochino le palle a tutti e mi piacerebbe tanto che lasciasse per sempre Porto Rotondo e se ne stesse a rompere il cazzo a casa sua, assieme a tutti i vari MI BG BS LC AL SO PC PR PV che si vedono in costa che magari lo votano pure.

Il segretario dei Radicali Rita Bernardini si è fatta sfuggire una dichiarazione che legava insieme le parole "napoletano" "denaro sporco" e "vie" insieme. Ovviamente come ogni troll che si rispetti, le reazioni sono state divertenti:

  • Gennaro Migliore ( PRC ) si sente offeso nell'orgoglio partenopeo e dice che il denaro riciclato non ha accento. Che è un po' come se un israeliano dicesse che Gerusalemme è una città tranquillissima perché è sede di cultura, e il popolo ebraico non è mai stato belligerante ( sarebbe una cosa molto divertente da dire ad ogni modo ).
  • Alessandra Mussolini ( Mediaset ) dice "la criminalità non ha una razza o una lingua particolare". Che è la stessa e identica cosa che dicono i parlamentari siciliani con un album di figurine di avvisi di garanzia e condanne per estorsione e concorso in associazione mafiosa riguardo al fatto che "la mafia è ovunque".

Cara Alessandra Mussolini, la criminalità non ha una lingua particolare, ma la camorra, fino a prova contraria, sì.

L'allarme che porta dietro questa dichiarazione della Bernardini che per altro più o meno appoggio è che non si fa niente per il problema "droga", e l'unica opinione che viene fuori da tutti i discorsi parlamentari è che "la droga fa male", noncuranti del fatto che forse prendere un'azione o una posizione reale in merito conviene anche per dare un colpo secco alla mafia.

Ma si sa, a che pro combattere la mafia, quando a me non fa niente ... 


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Detto questo, sono un signore.


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2 commenti per Ammira la nostra rivoluzione dei voltagabbana



  1. Per non parlare dell'autorevole dichiarazione in merito che mi ha fatto andare di traverso un cannolo siciliano alle 11 del mattino di un tumultuoso viaggio di ritorno in un bar di Bologna, che mi ha fatto venir voglia di tornare in Ungheria:

    Giornalista: "Peppino di Capri, cosa pensa delle dichiarazioni della Bernardini?"

    Peppino di Capri: "Noto con dolore che il nostro dialetto in Italia non piace più"

    ..o qualcosa di simile, non trovo la perla su internet. Comunque seguiva un'intera intervista. Aspetto con ansia l'intervento di Apicella.



  2. La cosa che più che altro mi stupisce di Peppino di Capri è come si permettano i 60enni di dire che i Finley e i Velvet facciano cagare, con tutta la merda che hanno ascoltato e osannato per tutti quei tempi !

    Ma dopotutto Corleone, Provenzano e Capone erano tutte coperture perché nelle loro vere carte di identità leggevi perfettamente Pischedda, Berton e Pascucci ... la localizzazione è solo un capro espiatorio no ?