Allah Ackbar: It's a TARP !
Ieri notte, o forse avant'ieri, ho visto uno speciale di un programma di Rai Edu ( su Rai Uno mi pare ) che mi ha colpito abbastanza. Si trattava di "Un Mondo a Colori" e, per dovere di cronaca, l'ho dovuto cercare su google perché totalmente preso dalle relazioni di laboratorio che ho da fare non ho fatto molto caso alla cornice.
"La poligamia in Italia". Paura eh ? Ricordo che in un altro programma in TV, uno dei vari imam, forse di Torino, alla domanda sulla conciliazione della poligamia con le leggi dello Stato italiano, sfornò una risposta che indicava che il fatto che essa non fosse legale in Italia era un problema per tutti gli immigrati con relative mogli. Un problema, quindi una necessità, che qui si istituisca una legge ad hoc, che ci siano determinate tutele, e via dicendo. Non ricordo le parole esatte, non l'ha detto in questi termini ma il senso era quello.
Lì per lì ci sono rimasto un po' sorpreso perché pensando che il presidente di una qualsiasi comunità religiosa estranea avesse un minimo di apertura mentale, non mi era mai passato per la testa che l'assenza di una normativa sulla poligamia in un paese - nonostante tutto - occidentale potesse essere un problema.
Quando poi ho visto il sopracitato report che mostrava varie cifre su quello che era davvero la poligamia in Italia, beh, è cambiato qualcosa, diciamo.
Fondamentalmente ci son state due opinioni centrali. La prima e ben più visibile era quella di chi chiedeva giustizia per la violenza che la poligamia portasse con sé, sia fisica che morale. Venivano poste questioni etiche non indifferenti, che sono fondamentalmente il motivo per cui quando vidi il famoso imam in televisione parlare dei suoi poveri "problemi" esclamai un sonoro "mavaffanculo" davanti alla TV: non si trattava solo di violenza, ma della degradazione e della riduzione "a un numero" di qualsiasi membro della famiglia. In aggiunta a ciò si riportavano delle statistiche - il cui motivo comunque veniva confermato dalle persone intervistate - che mostravano che i "figli" di famiglia poligama avevano una tendenza più forte alla violenza che quelli della famiglia "con due genitori" come la conosciamo.
La seconda opinione era della rappresentanza islamica o nazionale ( Marocco, Egitto, etc. ) in Italia, che sosteneva la cosa in quanto diritto fondamentale della fede. E non solo, poneva il centro del problema nella non-tutela delle famiglie che arrivavano dall'Egitto o dall'Iran già "numerose", che quindi diventavano automaticamente non riconosciute, o, peggio, fuorilegge.
Quello che era più che evidente da queste due opinioni che ho elencate nel modo più grammaticalmente neutro possibile per portare ora la "sorpresa", sempre che di sorpresa si possa parlare, è che chi chiedeva giustizia contro la poligamia erano solo ed esclusivamente le donne e le loro associazioni rappresentanti, ma non erano mancate nemmeno le testimonianze di storie personali. Una in particolare mi ha colpito, usava toni veramente forti ed evidentemente incazzati, per un qualcosa di cui si parla troppo poco. Per quanto riguarda il pro-poligamia, veniva solo da personalità ( maschili ) religiose o qualche sand nigger a caso che - ci sarebbe mancato poco - quasi giustificava il sessismo e le violenze morali contro le "mogli" all'interno delle loro famiglie.
Oggi è il 12 settembre 2007. Non ho scritto un post sull'11 settembre perché non me ne frega proprio un cazzo. Non ho commemorato la strage di Bologna o lo tsunami di fine 2004, non vedo perché prendere sul personale una cosa che non mi appartiene.
Quello che invece mi appartiene è tutta la trafila di critiche contro l'islam e gli innumerevoli post sui vari blog sull'islamizzazione dell'Europa, accompagnati da una becera manifestazione in Belgio giustamente repressa da chi in Italia si dimentica di agire. E per tutti quelli che hanno gridato "povero Borghezio" ( sfigati del cazzo ), sappiate ( fonte TGCom ) che durante l'arresto il nostro amato troll piemontese si è appellato all'immunità parlamentare, più che alla "libertà di espressione", tanto per dirne una.
Il mio punto di vista incredibilmente cliché sulla faccenda: qui si torna alle solite vecchie guerre spicciole di religione. Gli angioletti bianchi reclamano il loro posto privilegiato nel loro paese non perché effettivamente chi glielo sta rubando ha la coscienza sporca, ma perché legano geografia e storia in un modo così stretto che qualunque civiltà estranea venisse a "rubargli il posto nel podio" si lamenterebbero comunque.
Chi manifesta contro l'islamizzazione - ma cosa vorrà mai dire ? - non è uno che ha rispetto per lo Stato o per la giustizia. No, non gliene frega niente, anzi, loro sono contro l'ICI per le chiese, "perché no", sono contro la laicità, perché va contro la tradizione. E allo stesso modo va contro la tradizione anche l'Islam, che è il "fattore esterno" che già ci ha rotto le palle un bel po' di secoli fa.
E tuttavia sono d'accordo in parte con loro, a modo mio. Io non voglio una cazzo di città con una fottuta chiesa, una fottuta moschea, una fottuta sinagoga e via dicendo. Non voglio un rompiballe col crocifisso che mi entra in casa a fare nonsicapiscebenecosa, così come non ne voglio uno con la luna o con la stella di David.
Ma questo è utopico. Quello che invece è realizzabile - e se quegli idioti di Sarkozy, De Villepin e Chirac anziché fare i nostalgici dei tempi che furono fossero stati più elastici sicuramente la periferia di Parigi non avrebbe avuto bisogno di un restauro - è lanciare una campagna di educazione sulle varie "tematiche scomode". Non possiamo negare i soldi dello Stato ad una moschea perché li diamo già alle chiese e ciò andrebbe contro l'art. 19 della Costituzione italiana, visto che sarebbe una palese discriminazione. Quello che si può fare a breve termine è una campagna di sensibilizzazione legale da parte dello Stato italiano per quanto riguarda un tema come la poligamia, che oltre a violare l'art. 20 della Costituzione ( che è quello che dice che nessun culto non può interferire in nessun modo con la legge, tanto fedele alla CEI e al papato che ha scoperto tutti i modi per aggirarlo ), è eticamente sbagliato, perché è sessista nei confronti delle donne, e, come ho avuto modo di vedere in quel documentario, non la vogliono nemmeno loro.
Non si possono reprimere le famiglie poligame. Si possono smembrare nel momento in cui si va oltre la legalità. La violenza è un ottimo mezzo per andare contro la legalità, e nonostante capisca benissimo che una donna che si trova in una situazione del genere "non abbia la forza" ( calcolando che magari sono anche clandestini ) di denunciare i fatti, ci vuole una interazione biunivoca: e come non c'è grossa disposizione da parte loro non ce n'è nemmeno da parte dello Stato, visto che non si capisce bene cosa faccia chi è di dovere.
Assieme a ciò, c'è il discorso istruzione e scolarizzazione, che dovrebbe essere un obbligo per chiunque abiti in questo Paese, e che spesso "non lo è" e basta, sempre per motivazioni che arrivano dal solito pater familias del cazzo che invoca l'aiuto dei soliti sfigati che accusano di razzismo chiunque gli faccia notare che in effetti "picchiare l* propri* mogli*" è sbagliato che egli sia bianco, nero, blu o verde.
Dialogo, cervello e apertura. Tre cose che la DC non ha mai avuto, e questa "nuova" politica che poi non è tanto nuova non dimostra di aver imparato la lezione.
E a questo punto, tanto per cambiare, capiamo che il problema va ben più in alto di una famiglia poligama.
14·09·2007, alle 10:37
Visita Tancredi
Come ho già scritto nel blog del nostro caro bloggarolo da smontare, la manifestazione di "solidarietà" per l'11 settembre si è rivelata per quello che era, un pretesto per rompere le palle agli islamici e il sindaco, che aveva visto bene, ha fatto bene a proibirla.
Certo, essendo stata stroncata sul nascere (perchè illegale) non potremmo mai sapere se avrebbero fatto qualche casino.
Ma essendoci Borghezio, molto molto probabilmente l'avrebbero fatto. Perchè se vale lo spot "dove c'è Barilla c'è casa" vale anche "dove c'è Borghezio c'è la merda".