Bologna violenta

Pubblicato il 17·09·2007

Per usare un eufemismo à la Giovanni Paolo II, mi sono rotto i coglioni di parlare di politica, temporaneamente. Il che vuol dire che il mio prossimo post parlerà di politica, o forse no. Se non altro io non sono di quella melma che dichiara di fare informazione o giornalismo "alternativo" ( qualunque cosa voglia dire ), nonostante i miei faziosissimi post siano praticamente privi di incoerenze logiche ( infatti prego sempre di segnalarne ), contrariamente ad altri.

Dopotutto questa raccolta di parole e pillole di super presunzione non era nata così a suo tempo, sempre che qualcuno abbia letto questo. Oltre a un "meno male" ci scappa anche un "porco dio come è scritto di merda". Ma c'est bien comme ça. O c'est l'époque qui veut ça, che non c'entra un cazzo ma voglio fare quello figo che ha tanti dischi ricercati, e quando si parla di quel disco degli Ivich è più che lecito.

Tutta questa lunga premessa per buttare giù qualche pensiero sparso, ma c'è un fondo di verità.

In culo ai "festival alternativi" di questa insignificante e già obsoleta from birth destra popolare che non fa altro che spaccare le palle copiando dai fricchettoni parlando di "rivolta" e "musica alternativi", vorrei buttare un paio di righe sull'Anti-MTV Day 6.66 ( che sta per "sesta edizione" ) tenutosi a Bologna il 15, o ieri, o quello che è.

Dal sito, si tratta della sesta edizione del festival hardcore dell'autoproduzione e della controcultura underground D.I.Y. italiana. Il pippone forse è un po' troppo da citare nella sua totalità, ma una parte è degna di nota:

Questo festival è nato 6 anni fa come prosecuzione naturale dell'energia che la scena DIY Hardcore aveva espresso negli anni 90, un'energia che tentava di convogliare la spinta distruttiva del Punk verso la costruzione a piccoli passi di una nuova sottorealtà. Una Rete di punti luminosi che nascevano autonomamente e che trovavano la conferma della propria esistenza negli altri punti luminosi, fino a creare una tessuto che si autososteneva e si rafforzava con il moltiplicarsi dei suoi nodi, in Italia e successivamente fuori dall'Italia.
Sotto questo lento processo di tessitura di una Rete ci sono idee e visioni del mondo comuni, riguardanti l'approccio al sistema dei consumi e dei bisogni indotti, la critica delle strutture gerarchiche, il tentativo di resistenza quotidiana al sistema di produzione forsennata basata sul lavoro, e non ultima la lotta alla mercificazione della cultura. In quest'ottica, la vita quotidiana è politica. La comunicazione è politica. I mezzi di comunicazione sono mezzi e non fini, le forme di espressione sono forme e non materie.

Forse come definizione è un po' troppo larga ma le idee ci sono tutte. In effetti per chi vuole vedere il festival oltre il "concerto", per me che sono più o meno abituato a queste cose non è più una grandissima sorpresa, ma vedere stand immensi di dischi ( l'anno scorso ci spesi oltre 50€, quest'anno ne ho comprati solo tre ), affianco a chi cucina e vende piatti vegan di vario tipo, e a chi fa altre cosette che non ho capito bene cosa fossero, beh, diciamo che va abbastanza oltre un Independent Days, che di indipendente cosa avrà mai avuto.

Oltre alle varie persone che ho avuto modo di incontrare, mi son rotto il cazzo di parlare di queste cose e farò una lista non numerata delle varie cose che mi hanno colpito, o no.

  • I Revolution Summer oltre ad essere dei ragazzi estremamente in gamba sono anche un ottimo gruppo, sicuramente più moderni di molti altri, da sentire e da vedere, magari con un palco più basso.
  • I Rue De Van Gogh sono probabilmente uno dei gruppi indie rock migliori in circolazione in assoluto. Oltre ad essere dei musicisti "con due palle così".
  • Sugli X-mary non ho da dire tanto quanto avrei sui Laghetto. Forse non sono il miglior gruppo in circolazione in Italia ma di sicuro sono superdivertenti e sanno il fatto loro. I Laghetto invece, beh, contrariamente a qualsiasi altra persona, a me piacciono ancora e non stancano, e oltre ad averli visti e rivisti me li riascolto anche volentieri. Brave persone, anche, o "soprattutto".
  • Non so perché mi dimentichi sempre che c'erano anche gli Afraid!. "Belli e bravi", come si dice.
  • Ero fra le varie ragazzine inside che i Raein se li sono goduti di brutto. E sinceramente non vedo l'ora che si sfilino i bastoni dal culo e riprendano a suonare in giro.

Molta documentazione fotografica al solito posto, che ora ha una home che fa la sua brutta figura. E poi son sicuro che esserci stati o leggersi le recensioni di altri sia una fonte migliore di informazione, per qualsiasi cosa, di questo post. Ma sicuramente gli altri non sono così carini e intelligenti allo stesso tempo.


URL di Trackback

http://noblogs.org/trackback.php?id=60184

Lascia un commento

Non è obbligatorio lasciare commenti. Nel caso vogliate proprio farlo e non ci riusciate ( ogni tanto il sistema ha problemi ) invece che bestemmiare contro il mio blog potete sempre mandarmi una email prima di scomodare termini da quindicenne ribelle come fascismo e censura. Idem come sopra nel caso ritenessi terribilmente idiota un vostro eventuale commento e decidessi di cancellarlo.

Detto questo, sono un signore.


authimage


Nessun commento per Bologna violenta

0 commenti per Bologna violenta