Sull'obiezione di coscienza
In risposta al solito noto su cosa è la laicità: sì, la laicità di uno Stato è "evitare qualsiasi tipo di simbolo religioso" nei luoghi pubblici, poiché non è possibile etichettare credenze religiose, manie o groupie-ismo in modo obiettivo ci si potrebbe ritrovare nell'imbarazzante situazione dell'avere fra le varie reliquie in una scuola un crocifisso, una stella di David e una gigantografia di Tiziano Ferro. Nel dubbio è meglio "evitare". Che non vuol dire "eliminare", perché sono convinto che nessuno degli oppositori/sostenitori non invasati si ricordi se nella sua aula della scuola media ci fosse o meno il crocifisso. Io sono fra questi, mentre mi ricordo bene che nelle mie aule del Liceo non c'è mai stato, anche se altrove c'era, e ovviamente se ne compieva ogni tipo di atto vandalico a scopo di puro intrattenimento.
Per il resto, visto che ormai ho imparato che non posso finire la mia battaglia morale illuminata contro la superstizione ( è più forte di me ), in facoltà si parlava giorni fa di un fatto che a mio parere ( e di tutti quelli che ne discutevano ) si spingeva "un pelino" oltre il ridicolo.
Dato che nessuno riusciva minimamente a capacitarsi di qualsiasi motivo per cui "anche i farmacisti dovrebbero avere diritto all'obiezione di coscienza", perché nel mondo civilizzato del 2007 s'è cercato di eliminare ad ogni costo certi tipi di misticismo, ho dovuto fare una breve ricerca in materia. Tutti noi pensavamo a droghe di vario tipo ( morfina ? Esiste ancora ? ) o scherzosamente ai preservativi, ma, mea culpa, ci eravamo dimenticati di una cosa che forse un senso ce l'aveva.
Uno dei primi risultati di Google era appunto un articolo di uno schifosissimo ente medievale che penso ponga le sue radici sulla stupidità dei suoi membri, e sulla caccia alle streghe ben in vigore nell'epoca in cui vivono i suddetti membri. Si tratta di NoiPress.it, che è qualcosa di cui avevo sentito parlare ma non avevo bene idea di cosa si trattasse. Sembra "la solita solfa" legata all'UDC, e in effetti lo è, ma è cosa e buona giusta porre enfasi sul danno che queste persone creino giorno dopo giorno in una civiltà che tende a progredire verso più illuminati orizzonti, avanzamento cui tentano quotidianamente di porre un freno categorico con ogni loro tipo di dichiarazione. C'è chi dice che ci vuole dialogo, ma appunto mi chiedo che tipo di dialogo si possa avere con queste persone.
Comunque, la "cosa che forse un senso aveva" è la famigerata pillola del giorno dopo. Perché un farmacista debba negare la pillola del giorno dopo è un mistero. So bene che è molto duro sforzarsi di studiare un po' di biologia quando è molto più semplice leggere il Vangelo, ma mi piacerebbe che i signori in bianco si decidano una buona volta sull'inizio vero e proprio della "vita". È l'orgasmo ? È una settimana dopo ? È l'ovulazione ? O, molto più semplicemente, nove mesi dopo, che è quello in cui nonostante tutto hanno creduto anche loro per duemila anni, ragion per cui non si può battezzare prima della nascita.
Un tale, uno dei capi di un'organizzazione strampalata che pare si chiami "Movimento per la Vita", aveva da dire la sua sui pareri molto contrastanti del ministro della sanità Livia Turco. Vedo innanzitutto sul sito web che c'è un fallimentare appello ad Amnesty International per l'abolizione della legge sull'aborto. Il resto mi sa di "cose già sentite".
La sua opinione non mi colpisce più di tanto, se non nel giudizio del diritto all'obiezione di coscienza come "cosa quasi certa". "Quale diritto si arrogano costoro ...", etc. etc.: ma a parte le frasi fatte, mi chiedo perché certe dichiarazioni facciano davvero notizia.
Queste persone vedono l'aborto come un rischio di tutti i giorni che chiunque è disposto a correre. Tralasciando il fatto che molti di questi in tutto il mondo sono pro-war e quindi dopotutto è accettabile che qualche vita si interrompa di proposito anzitempo, non mi pare che nessun antiabortista abbia veramente idea di cosa sia persino la pillola del giorno dopo per chi ne fa uso. Ancora più scandaloso è il fatto che nessuno si renda conto che le critiche e le "recensioni" sulla famiglia arrivano al 90% da gente che una famiglia non ce l'ha ( e mai la avrà, si spera ), o ha poca voce in capitolo sul come averne e crescerne una.
Non è questione di ipocrisia: è questione di cultura, e il dramma italiano è che il panorama medico si sta sempre più farcendo di persone che sostituiscono la scienza con l'etica persino a livello accademico, e il grosso rischio che si corre è l'affidamento della vita di una serie di persone ad uno che guarda più al suo crocifisso che al suo libro di anatomia.
Fortunatamente sappiamo benissimo in quale abisso si stia infilando la ricerca scientifica italiana "moralmente controversa" ( e anche quella non controversa ), quindi guardando le cose dal puro lato pratico l'unica conclusione positiva è che è meglio che tutto sprofondi, piuttosto che cada nelle mani sbagliate.
05·11·2007, alle 16:11
Visita Tancredi
Io comincerei dal discorso sui farmacisti che sono più facili.
Ma chi cazzo sono per rifiutarti di vendere una cazzo di pillola, mica l'hanno inventata loro, loro le devono solo diffondere sul mercato in quanto sono un servizio pubblico, la vendessero e stessero zitti!
Per i medici capisco che uno, in quanto credente in una qualsiasi religione del cazzo non possa fare una certa operazione. A differenza dei farmacisti loro sono coinvolti direttamente nell'aborto, dato che conducono l'operazione, c'è una bella differenza fra chef Tony, che vende coltelli e il tizio che li usa per trucidare uno sconosciuto. Quello che mi chiedo è: se tu, studente di medicina baciapile, pensi che l'aborto sia un omicidio che cazzo hai scelto a fare la specializzazione in ginecologia!?
Se uno per motivi suoi non può fare una cosa non facesse il lavoro all'interno del quale è possibile sia richiesta.
Certo, i ginecologi non fanno solo operazioni di aborto e capisco che un cattolico, in quanto una nascita è una cosa bellissima, è un miracolo e altre cagate, scelga di fare il ginecologo perchè vuole rendersi utile in questo "miracolo".
Ma la morte (nel caso dell'aborto, la morte del feto) è una fase della vita e qui non rompessero i coglioni!
A me la storia della psicologia italiana fa cagare come argomento, ad esempio, ma studio tutto perchè se il prof me la chiede e io dico "non l'ho studiata perchè è un argomento inutile" è probabile che mi boccia e ha pure ragione.
Se non vogliono far abortire, possono essere i ginecologi più cazzuti del Mondo occidentale, ma restano dei ginecologi a metà, o almeno al 90%!
05·11·2007, alle 20:54
uno fa il ginecologo lo stesso perché "spera di cambiare il sistema" e perché si fanno i soldoni: ecco perché i ciellini non si iscrivono in fisica o in matematica, non solo perché sono sono stupidi, ma perché non è notoriamente una "posizione di controllo".
sul fatto di "trovarsi in certe condizioni", uno spererebbe di non doverlo mai fare, ed è per questo che c'è ( giustamente ) l'obiezione di coscienza per i biologi/biotecnologi per la sperimentazione su animali. il problema è che comunque aborto & friends sono cose negative che però risultano essere "il male minore", dunque hanno una loro giustificazione, vice versa è proprio quando ti ritrovi davanti ad una situazione di merda che potrebbe benissimo non andare così cambiando poche cose in modo indolore, e sei comunque costretto ad andare per quella strada, lì sono cazzi amari.
06·11·2007, alle 09:58
Visita Tancredi
Onestamente non so se uno ha una posizione di controllo maggiore nel manipolare neutrino o nel manipolare una fica. So per certo che medicina, nonostante ormai sia una facoltà affollatissima e che non garantisca più lavoro certo come una volta, rimane una meta ambitissima. Non a caso hanno creato un po' ovunque quei corsi di laurea del cazzo di ambito medico in scienze infermieristiche, scienze farmacologiche, farmacia, fisioterapia e l'art. 6 per accogliere tutti quegli studenti che non accettano a medicina. Il medico come professione fa ancora figo e non a caso, nella nostra televisione di merda è ancora la profesione più rappresentata, insieme a uomini in divisa -dell'esercito o della polizia - e ai preti.
06·11·2007, alle 10:19
esatto, il medico fa ancora figo e fa i soldoni, il fisico no, è più o meno lì la differenza: se la medicina fosse un settore che cerca la qualità ( non so in passato, ma ora guardo allo status quo ) tutto sarebbe molto diverso e si sentirebbero continuamente sonore repliche alle frasi del papa, basta pensare anche a cosa la comunità scientifica pensa delle cazzate di zichichi, nonostante il suo innegabile contributo.
i neutrini non lo sa nessuno cosa siano, e nemmeno gli embrioni, basti pensare al pirla che commenta nel mio blog preferito dicendo "aborto == omicidio" e poi parla di "feti abortiti" nonostante la legge italiana proibisca l'aborto dopo i tre mesi salvo in casi veramente eccezionali ( che sicuramente non sono "una ragazza che ha scopato una volta di troppo" ).
per quanto riguarda il brulicare dei corsi di laurea ( solo a SSMMFFNN generalmente se ne hanno pochi ), quello è il problema dell'università italiana che è troppo "monolitica", quindi se le "esigenze nazionali" richiedono una serie di persone formate in un certo modo, piuttosto che modularizzare una facoltà esistente ( esempio: informatica e sistemi applicati -> ingegneria informatica, fisica medica STRETTAMENTE APPLICATA -> ingegneria biomedica ) se ne creano di nuove che inevitabilmente contano molti più iscritti del dipartimento madre, con una formazione che per quanto sia totalmente diversa ( e per quanto la mia stima per gli ingegneri rasenti il suolo ) ha più di un punto di incontro. poi boh medicina è un caso a parte perché è trattata in modo totalmente diverso, ma una riforma pensata NON col culo è inevitabilmente necessaria. il problema è che nessuno al governo l'università l'ha fatta senza leccare il culo, quindi è un bel guaio.