Errori frequenti

Pubblicato il 01·12·2007

Chi ha sentito il sottoscritto rompere le palle sulla questione del dialogo fra saperi, così "lo chiamano", non sarà stato tanto contento, anche se forse mi dava ragione. Nella fattispecie non ricordo con chi parlassi ( a parte una persona ), quindi non fa niente.

Non mi piace questo tipo di dialogo. La fisica non ha molto da dire a nessuno tranne che alla matematica e alla chimica ( che ne è la timida nipotina ). Un pochino alla storia, ma finisce lì. Per quello che riguarda l'arte e la "fantascienza", han ben poco a che vedere con la scienza in sé, nel senso che fra chi scriveva di fantascienza c'era anche chi ogni tanto il prefisso fanta- lo toglieva. Uno che mi viene in mente è un tale Fred Hoyle che nonostante la sua sfigatissima teoria dello stato stazionario qualche contributo non indifferente all'astrofisica l'ha dato eccome.

In ogni caso scrivere fantascienza non è quello che io considero dialogo - e lo accetto eccome, se no non leggerei e non suonerei nemmeno - ma un buon "tenere le cose in parallelo".

Tuttavia, c'è sempre un "tuttavia".

Tuttavia, si sente spesso ultimamente parlare di "dialogo fra scienza e fede". A questo proposito mi viene in mente una cosa. Esiste un'ipotesi che prende il nome di congettura di Goldbach che afferma che ogni numero pari è somma di due numeri primi ( es.: 100 = 97 + 3 ). Risale più o meno a 250 anni fa e siamo praticamente tutti convinti che sia vera dato che è provata fino a un miliardo di miliardi, ma nessuno ne ha mai dato una dimostrazione, per cui ancora oggi si chiama "congettura".

Quando sono venute alla luce le singolarità nella relatività generale che le varie teorie di gravità quantistica non riuscivano a tappare ci s'è tutti preoccupati e ancora oggi si cerca una soluzione ( anche se forse ... ), quindi ci si guarda bene da dire che si ha in mano la verità, e anche oggi una branca come la meccanica analitica è una "scienza esatta" solo sotto certe condizioni che hanno poco di concreto ma non si distaccano così tanto dal "reale".

Che dialogo ci può essere fra chi basa la sua ricerca della verità su un'elaborazione millenaria di risultati che porta anche a drastiche rivoluzioni ( me ne vengono in mente tre o quattro ), e chi invece pare che la verità l'abbia già ricevuta in dono dal cielo ?

Per quello che mi riguarda credo che una cosa simile sia una pretesa inutile, visto e considerato che c'è una sorta di rapporto asimmetrico per cui, alla comunità scientifica, di dogmi e "verità rivelate" non importa niente, mentre qualunque credente con un minimo di intelligenza sa che senza la scienza non si va da nessuna parte: difatti la ricerca del dialogo è proprio unilaterale, perché si spera di "tenersi buoni a vicenda".

Per quello che mi riguarda la risposta è "no, grazie".

Un'ulteriore e spocchiosa giustificazione potrebbe riguardare la "cognizione di causa", ma penso che non ci sia più tanto da dire.

Veniamo ora agli insulti e alle ingiurie da satanista.

No, non ora, magari più avanti. 


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