La Razionalità al Potere

Pubblicato il 12·01·2008

Da La Sapienza arriva una grande lezione di civiltà.

È doveroso commentare questo articolo.

Innanzitutto, per chi non se lo voglia giustamente leggere in questo momento, si tratta di una contestazione accademica nei confronti del pastore tedesco Josef Ratzinger, invitato ad inaugurare l'anno accademico all'Università di Roma "La Sapienza".

Il motivo dietro a tutto ciò è una frase incriminata risalente a quando l'imperatore Palpatine era ancora cardinale:

 Il processo a Galileo era ragionevole e giusto.

Premesso che una frase simile è una condizione sufficiente per provare al mondo intero che razza di ritardato mentale sia chi la pronuncia, è una buona ragione, obiettivamente, di tenere il pastore reazionario fisicamente fuori da un'Università, in quanto è sufficiente per revocargli ogni diritto di fare qualsiasi discorso ad una folla all'interno di quell'ambito.

La risposta del rettore della Sapienza è stata la seguente:

Al di là delle divergenze di opinioni bisogna accogliere Benedetto XVI come un uomo di grande cultura e di profondo pensiero filosofico, come messaggero di pace e di quei valori etici che tutti condividiamo.

Questa dichiarazione ha molte falle.

  • Non c'è nessun al di là delle divergenze di opinioni. Con opinioni così forti come quella espressa su Galileo non c'è una "altra metà buona" della cultura di Josef Ratzinger. Condannare Galileo nel XX secolo non è un qualcosa di "mirato" alla sua persona ( dopotutto neppure lo conosceva ), ma è una critica bieca e rozza al metodo scientifico, ed è una vergogna che questa cosa venga trascurata. Dopotutto sono sicuro che "al di là delle divergenze di opinioni" anche Augusto Pinochet era una bella persona.
  • Sulla "grande cultura" c'è molto di opinabile perché l'ignoranza abissale in fatto di Scienza ( sì, è Cultura anche quella ) del pastore tedesco non è né trascurabile e né perdonabile, da un punto di vista culturale. Mi spiace per il prof. Guarini, ma la "cultura" non include solo Dante Alighieri.
  • Anche i "valori etici" ( e la loro condivisione ) sono discutibili. Ad esempio, io non condivido nessuno dei suoi discorsi sulla "guida dell'umanità", che non è un valore, nemmeno da un punto di vista storico, vedendo a cosa ha portato. Né condivido le sue puttanate sull'aborto, che più che valori ricordano molto una "caccia alle streghe". Mi piacerebbe che anziché di "valori etici" si parlasse di "opinioni personali", così tagliamo la testa al toro.

E alla luce di tutto questo credo che di messaggeri di pace ce ne siano di molto migliori, se vogliamo proprio far fare un discorso da un "messaggero di pace" in una Università ( mi chiedo che bisogno ce ne sia ).

È una cosa che mi spaventa che tale posizione sia stata presa prima dai docenti e poi dagli studenti, perché mostra un po' a tutti quale è l'opinione della comunità scientifica. Contrariamente a tutte le varie contestazioni, una vera e propria condanna dal fronte culturale come questa ha una notevole importanza. Una delle risposte più secche viene dal prof. Andrea Frova ( docente di Fisica Generale e autore di vari libri, dei quali uno molto interessante che si chiama La Fisica nella Musica, abbastanza autoesplicativo ):

L'invito è una scelta inopportuna e vergognosa e non è sufficiente che il Papa non tenga più la lectio magistralis, come avevano deciso all'inizio. È solo un maquillage fatto anche piuttosto male. Si tratta di un capo di stato straniero ed inoltre il capo della Chiesa cattolica. E noi che abbiamo dedicato tutta la vita alla scienza non ci sentiamo di ascoltare, a casa nostra, una voce autorevole che condanna di nuovo Galileo.

Per quello che mi riguarda, niente di più condivisibile.

Come molti, non so che farmene delle lezioni di "cultura" di Ratzinger, quindi per quello che mi riguarda va il massimo supporto morale alla contestazione di Roma.

Lascio come regalo tre (s)punti ( di riflessione ) dell'enciclica Spe Salvi, datata 30 novembre 2007.

25. Conseguenza di quanto detto è che la sempre nuova faticosa ricerca di retti ordinamenti per le cose umane è compito di ogni generazione; non è mai compito semplicemente concluso. Ogni generazione, tuttavia, deve anche recare il proprio contributo per stabilire convincenti ordinamenti di libertà e di bene, che aiutino la generazione successiva come orientamento per l'uso retto della libertà umana e diano così, sempre nei limiti umani, una certa garanzia anche per il futuro. In altre parole: le buone strutture aiutano, ma da sole non bastano. L'uomo non può mai essere redento semplicemente dall'esterno. Francesco Bacone e gli aderenti alla corrente di pensiero dell'età moderna a lui ispirata, nel ritenere che l'uomo sarebbe stato redento mediante la scienza, sbagliavano. Con una tale attesa si chiede troppo alla scienza; questa specie di speranza è fallace. La scienza può contribuire molto all'umanizzazione del mondo e dell'umanità. Essa però può anche distruggere l'uomo e il mondo, se non viene orientata da forze che si trovano al di fuori di essa. D'altra parte, dobbiamo anche constatare che il cristianesimo moderno, di fronte ai successi della scienza nella progressiva strutturazione del mondo, si era in gran parte concentrato soltanto sull'individuo e sulla sua salvezza. Con ciò ha ristretto l'orizzonte della sua speranza e non ha neppure riconosciuto sufficientemente la grandezza del suo compito – anche se resta grande ciò che ha continuato a fare nella formazione dell'uomo e nella cura dei deboli e dei sofferenti.
 
26. Non è la scienza che redime l'uomo. L'uomo viene redento mediante l'amore. Ciò vale già nell'ambito puramente intramondano. Quando uno nella sua vita fa l'esperienza di un grande amore, quello è un momento di « redenzione » che dà un senso nuovo alla sua vita. Ma ben presto egli si renderà anche conto che l'amore a lui donato non risolve, da solo, il problema della sua vita. È un amore che resta fragile. Può essere distrutto dalla morte. L'essere umano ha bisogno dell'amore incondizionato. Ha bisogno di quella certezza che gli fa dire: « Né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezze né profondità, né alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore » (Rm 8,38-39). Se esiste questo amore assoluto con la sua certezza assoluta, allora – soltanto allora – l'uomo è « redento », qualunque cosa gli accada nel caso particolare. È questo che si intende, quando diciamo: Gesù Cristo ci ha « redenti ». Per mezzo di Lui siamo diventati certi di Dio – di un Dio che non costituisce una lontana « causa prima » del mondo, perché il suo Figlio unigenito si è fatto uomo e di Lui ciascuno può dire: « Vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me » (Gal 2,20).
 
27. In questo senso è vero che chi non conosce Dio, pur potendo avere molteplici speranze, in fondo è senza speranza, senza la grande speranza che sorregge tutta la vita (cfr Ef 2,12). La vera, grande speranza dell'uomo, che resiste nonostante tutte le delusioni, può essere solo Dio – il Dio che ci ha amati e ci ama tuttora « sino alla fine », « fino al pieno compimento » (cfr Gv13,1 e 19, 30). Chi viene toccato dall'amore comincia a intuire che cosa propriamente sarebbe « vita ». Comincia a intuire che cosa vuole dire la parola di speranza che abbiamo incontrato nel rito del Battesimo: dalla fede aspetto la « vita eterna » – la vita vera che, interamente e senza minacce, in tutta la sua pienezza è semplicemente vita. Gesù che di sé ha detto di essere venuto perché noi abbiamo la vita e l'abbiamo in pienezza, in abbondanza (cfr Gv 10,10), ci ha anche spiegato che cosa significhi « vita »: « Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo » (Gv 17,3). La vita nel senso vero non la si ha in sé da soli e neppure solo da sé: essa è una relazione. E la vita nella sua totalità è relazione con Colui che è la sorgente della vita. Se siamo in relazione con Colui che non muore, che è la Vita stessa e lo stesso Amore, allora siamo nella vita. Allora « viviamo ».

Ora tornate su e leggetevi la data di pubblicazione.

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Detto questo, sono un signore.


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8 commenti per La Razionalità al Potere



  1. Visita anto

    Complimenti per il post.
    L'Italia è davvero caduta in un baratro, da cui - mi chiedo - risaliremo mai?
    La parola del papa è riferita tutti i giorni nei tg, anche prima di quella delle nostre autorità istituzionali. Il primo gennaio il tg 1 come seconda notizia ha dato: "L'anno è iniziato nel segno della Vergine Maria. Con queste parole il papa..."
    A quel punto ho cambiato canale. Un tg così non è credibile!



  2. sì ma ora la contestazione viene da un ambiente universitario, e non da comunisti satanisti. vediamo un po' come evolve la faccenda, mi piacerebbe sentire dalla bocca del papa le solite stronzate sulla lontanza da dio verso quella ben precisa fetta di persone.

    fra parentesi, mi chiedo quale anno non inizi nel segno della vergine maria secondo il papa. e mi chiedo da cosa dipenda il fatto.



  3. Visita cento

    Volevamo organizzare anche una contestazione di altro tipo, per ora ci si organizza cosi. Parlo per il collettivo ing. della sapieza.



  4. keep me informed ! tanto i tg non ne parleranno. se riesci a raccattare qualche informazione in più su questo fantomatico appello dei docenti mi faresti un grosso favore, perché sono piuttosto curioso, e nel caso è una cosa che si potrebbe esportare.

    se magari poi scrivi qualcosa a riguardo lasciami un commento ( o mandami una email )



  5. Visita Senza Speranza

    Il papa lo dovrebbero relegare in università come la LUISS o la Cattolica, se proprio lo vogliono. Mi chiedo cosa abbia impedito al rettore della Sapienza di mandarlo affanculo, dato che è un'università pubblica che non prende un soldo dai preti e non è quindi obbligato a leccargli il culo. Ma si sa, questo è il punto debole degli intellettuali bravi ragazzi, si dicono laici, ma ritengono che sarebbe troppo duro mandare pubblicamente un uomo di chiesa quando mostra chiaramente di volergli mettere i piedi in testa. Oppure, peggio ancora, il rettore temeva (forse a buon diritto) che se diceva quello che pensava rischiava un'inculata.



  6. Visita Jinzo

    Questa di Galileo mi era davvero sfuggita. Mo vado a leggere Malvino, sono certo che a lui non è sfuggita e ci sarà da ridere.

    Ciao e grazie per le visite.



  7. Visita Umberto (è falso)

    Tira una brutta aria...
    http://mariobadino.noblogs.org/...gano-il-funerale



  8. Visita cento

    Come mi aspettavo, metto un post solo DESCRIVENDO cio che si sta facendo alla Sapienza (senza dunque allegare le mie ampie e sentite considerazioni) e gia qualcuno grida allo scandalo nei commenti...