Informazione DIY, anche no
Leggo spesso La Repubblica online, perché fondamentalmente è un po' come masturbarsi: you know what you get. In anticipo, nel bene e nel male. Con un ragionamento induttivo, il peso che si può dare ad un qualsiasi "giornale di leccaculo" ( anche se ormai è una tautologia ) va da "carta straccia" a "banali articoli di cronaca", con qualche perla ogni tanto, frutto delle scontate fluttuazioni statistiche.
Beh, non so se sia mai capitato a nessuno di mandare una email a chicchessia su internet, giornali, servizi, per chiedere qualsiasi tipo di informazioni. Beh, io l'ho fatto, e proprio nello specifico alla suddetta testata, o meglio, alla sua redazione online. Questo è il testo:
Salve a tutti della redazione,
premetto che non sono un abbonato ma un costante utente dell'RSS di repubblica.it che è un ottimo servizio e funziona abbastanza bene. Avrei un paio di domande da fare.
Molti giornali esteri permettono commenti pubblici agli articoli ( da parte degli abbonati ), come ad esempio Le Monde, o quantomeno permettono di inviare commenti/correzioni da leggersi da parte dell'autore dell'articolo, come El País. Perché non c'è nessun modo di mandare un commento, anche privato, per quasi ogni articolo del sito, e talvolta non c'è nemmeno il nome di chi lo scrive, in modo magari da mandargli una email ?
Ad esempio, c'è l'ennesimo articolo sull'ennesima dichiarazione ignobile del papa, e mi piacerebbe chiedere a chi l'ha scritto perché non vengono mai fatte osservazioni sulle ricchezze di "usi e costumi" del clero, in un periodo in cui josef ratzinger dice cose come "la proprietà non è un diritto assoluto" e "liberarsi dall'attaccamento dei beni terreni". Aspettate che siano i blog a dire certe cose ? Oppure aspettate che sia la stampa estera ?
Stenderei un velo pietoso su come tutta la stampa italiana ha trattato una vicenda come quella della Sapienza, con articoli su giornali DI OGNI NAZIONE di persone che si domandavano stupiti del perché questa stupidaggine avesse scatenato chissà quale interesse mediatico, anche se devo darvi atto dell'aver scritto un primo articolo in modo decente.
Comunque, tornando in tema, mi farebbe piacere che consentiste un minimo di feedback da parte dei lettori, OK, BBC e The Guardian non lo fanno, ma altri giornali sì, o che almeno mi diceste qualcosa a riguardo.
E, per favore, niente "Spettabile sig.", ho 20 anni.
Grazie in anticipo,
Saluti
~marco c.
Questo è quanto. La polemica c'è, e ci sono anche le divagazioni ( e precisamente in tema ecclesiastico ), sì, sono proprio io, non ci sono dubbi.
Per chi avesse letto la lettera e non avesse fatto solo finta di farlo come il commentatore medio di blog, si vede chiaramente che la critica fondamentale mossa è "perché non mettere una qualche casellina per dire quest'articolo ti fa cagare ? sì/no, sarebbe una buona idea, dopotutto c'è chi lo fa già", ed è una cosa obiettivamente legittima, non solo perché nel mondo civile questa non è una cosa insolita, ma perché probabilmente avrebbe l'ignobile effetto collaterale di alzare il livello del giornale come lo chiedono gli abbonati, e la cosa sarebbe molto probabilmente inconcepibile.
Riguardo al fatto che nessun giornalista commenti mai una qualsivoglia dichiarazione del papa, beh, si chiede troppo, però forse è bene iniziare a farlo. Il nonno puffo bianco ci parla di beni materiali come qualcosa di insensato e di evanescente e nessuno è così furbo da cavalcare l'onda dei cliché sull'abbigliamento di tutti i puffi ( bianchi ) e sulle usanze frugali di tutta la comunità ecclesiastica ? È evidente che si aspettano che lo faccia qualcun altro, come, ad esempio, la stampa estera.
Comunque, detto questo, il post è solo una lamentela perché la suddetta email datata 29 gennaio 2008 non ha ancora avuto risposta.
Mi piacerebbe fare un paragone insensato e fuori luogo. Tutti conoscono amazon.com. Per quello che riguarda il mio status di studente fuorisede tirchio che non vuole spendere 80€ per l'edizione italiana di un libro che troverebbe in inglese spendendo un quarto, spese di spedizione incluse ( provare per credere ), amazon è una specie di eldorado. Beh, devo ammettere che non sempre le cose vanno bene. Alcuni pacchi vanno perduti, altri vengono spediti solo in parte. Per non parlare del casino che succede spesso acquistando da terze parti tramite amazon, soprattutto quando si fanno pacchi misti da fonti diverse.
Il punto è che quando si tratta di mandare solleciti, chiedere rimborsi e quant'altro sono immediatamente disposti a farlo, nel senso che c'è una serie di leggi non scritte che comunque ti impone di essere gentile con le persone perché per quanto il bacino di utenza di un servizio come amazon sia un qualcosa di inquantificabile, un cliente perso non lo si sostituisce con uno guadagnato, per una serie di motivi.
Repubblica non offre acquisti su internet e né è un servizio internazionale con un grosso bacino di utenti; non gli si può mandare una email dicendo "voglio indietro i miei soldi", però gli si può scrivere un commento, una richiesta, o quello che è, e confidare nel fatto che ci sia qualche persona dietro che risponda senza un "prestampato". Non succede niente di tutto ciò, e oltre al non saper fare il proprio lavoro, i giornalisti italiani hanno questo in comune coi politici ( nemmeno le mie due lettere al ministero delle telecomunicazioni hanno mai ricevuto risposta ): l'arroganza. Non è solo mancanza di umiltà, è proprio "essere dei totali deficienti", perché io non ho mica chiesto di pubblicarla la mia lettera, ma evidentemente bisogna compilare un modulo a parte per avere risposta.
Complimenti, repubblica.it, continuate ad occuparvi di "scellerati blog che pubblicano ignobili liste di ebrei" e titolate "l'omicidio della Bhutto: miglior reportage", e fregatevene di chi vi legge, tanto dal calibro medio dei vostri articoli si nota come questa sia una prassi già da tempo.
How much impact shall I have this time?
My goal today is to reach the deadline
I write between the lines
I deal with fantasy
I report the facts
Give them to me, please
( Primus, The Pressman, 1989, tanto tempo fa e in un Paese lontano lontano )
08·02·2008, alle 14:26
guarda, io ho mandato un paio di email al corriere ma non mi hanno mai risposto, penso che comunque il livello di tutti questi giornali che non abilitano i commenti sia sempre lo stesso.
e secondo me lo dimostra anche il fatto che non firmano neppure gli articoli..
08·02·2008, alle 14:31
infatti gli ho detto anche quello; nessuno è perfetto, ma loro sono particolarmente ridicoli.
08·02·2008, alle 23:38
Visita Edric Ant
Il motivo per il quale nessun giornalista non commenta le dichiarazioni del papa si chiama sovvenzioni statali all'editoria, lo strumento mediante i quali lo Stato tiene per le palle i giornalisti. E se lo Stato italiano tiene per le palle i giornalisti italiani ed è a sua volta tenuto per le palle dal Vaticano, per l'immenso serbatoio umano di cerebolesi che credono nel santo crauto e fanno il bello e il cattivo tempo della politica, allora i giornalisti ben si guardano sul dire qualcosa su ratzi.
Riguardo la questione sull'opulenza degli ambineti clericali allego il link
http://it.youtube.com/watch?v=Ox3mTvI26JA
Tancredi
P.S. Accolgo la tua richiesta di usare nome falso perchè ero impaziente di sfoggiare il mio nuovo nick
08·02·2008, alle 23:45
shame on you.
secondo me no, comunque, perché un giornalista sbattuto fuori da un giornale per una censura da parte del vaticano è un ottimo ( e facile ) martire.
09·02·2008, alle 10:11
Visita Edric Ant
Secondo me, invece, sì per due motivi.
1) Se un giornalista viene sbattuto fuori da un giornale per motivi di censura, non farà notizia. Siccome i giornalisti sono tenuti per le palle faranno meno casino per una notizia simile, proprio perchè potenzialmente pericolosa per l'immagine vaticana. Appena arriverà qualche caso di cronaca nera adatto alle manie voyeuristiche italiane i giornalisti lo metterano in prima pagina e ce lo terranno per settimane, come per la storia di Erba. Oppure diranno che è il giornalista stato cacciato per qualche altro motivo a livello ufficiale (vedi Luttazzi che fu cacciato per la battuta su Ferrara mentre in realtà lo volevano far fuori per aver sparlato della Spe Salvi).
Il secondo motivo è ben più semplice: in Italia, i giornalisti con le palle si contano sulle punta delle dita.