I Dodici Comandamenti, prima parte
Il Corriere titolava ieri, da qualche parte, "PD: esplode il caso Binetti". Sappiamo tutti che il ripugnante abominio colmo di binettitudine non mi è mai stato simpatico, ed è una di quelle poche persone delle quali non apprezzo, oltre alla sua posizione e alle sue strampalate idee, anche le sue abitudini personali e il suo aspetto fisico; notevoli ovviamente anche le sue opinioni in fatto di "scienza" con la s minuscola, che non danno ai medici una gran reputazione. Fortuna che a livello nazionale la cosa è un po' diversa, nonostante quello che possono dire i Puffi. In sintesi, forse il sogno di ogni bambino diventerà realtà. Le auguro una lunga e spassosa carriera nell'UDC.

Altrove, ma mica tanto, è uscito il "programma" del PD. Siccome sono innegabilmente di parte, benché tutti abbiano detto che ricorda molto quello del PdL, risolvo ogni equivoco non leggendo il programma del PdL, anche solo per tutelare la mia intelligenza.
I Stato: Spendere meno e meglio
Come dargli torto ? Il problema è che nella "sintesi" non si capisce molto, o forse sono io che non so poi così tanto di urbanistica e di economia. Una cosa che mi diverte è l'idea di eliminare le province, che di per sé è un'ottima idea. Divertente, però, che nessuno abbia fatto alcun tipo di campagna in Sardegna nell'attuazione delle quattro province più ridicole della storia, con posti che tutti credevano disabitati magicamente dotati di una targa automobilistica nuova di zecca. E forse è questo ciò cui si riducono le province ultimamente: un nuovo confine e un centro per la solita gara a chi ce l'ha più lungo. Ovviamente non è solo il caso della Sardegna, perché ci sono nuove cose che si chiamano Monza e Brianza, Bassano del Grappa ( ridicola e fortunatamente non in attuazione ), Fermo e Barletta-Andria-Trani, e quest'ultimo caso mette proprio in luce la natura calcistica della faccenda, perché a quanto pare il problema centrale è "chi si aggiudicherà il capoluogo". Anche la fusione dei piccoli comuni è una cosa abbastanza utile, e mi chiedo se si farà qualcosa a proposito delle comunità montane.
Il "rigore nella gestione della spesa pubblica" non so cosa sia, e spero che almeno loro lo sappiano e abbiano idea della realizzabilità pratica della cosa, ma dopotutto è un programma elettorale. C'è di buono che ci si pone una crescita di mezzo punto di PIL annuo, che dunque è qualcosa di umanamente pensabile anche per la nostra Italietta.
II Per un fisco amico dello sviluppo
I due punti sulle aliquote IRPEF sono un po' come il discorso sul PIL, ci si fissa obiettivi non troppo ambiziosi e la domanda rimane la stessa, anche se da sempre mi son chiesto dell'effettiva utilità e "luogo d'essere" dell'IRPEF. Non si parla tanto di imprese, chissà se è la via per il "non soffocare l'iniziativa del singolo" come negli USA ( una delle varie cose che dovremmo imparare ), o è forse qualche strascico dei tempi che furono ? Non si sa. Fatto sta che invece mi lascia perplesso l'intero discorso delle doti fiscali per i figli, perché sono pienamente convinto che sia diseducativo da parte di uno Stato dare la mano in tutto e per tutto alle famiglie eccessivamente numerose, anche perché è un dato di fatto che le famiglie si riducano in numero mano a mano che il tenore di vita aumenta, e non ci sono cazzi per il Family Day e quant'altro. Forse è anche meglio assicurarsi di potersi mantenere invece che confidare su chissà quali premi da parte dello Stato, come se fare figli fosse un merito.
III Cittadini e imprese più sicuri
A Sassari non c'è il problema "immigrati e delinquenza", ma c'è in misura minore rispetto a certe parti della Sardegna, la sindrome del Far West. Essendo cresciuto in un quartiere del cazzo e andando in una scuola media dove troppo spesso si parlava di risse e di tossicodipendenza ho qualche dubbio sull'efficacia di certi mezzi; quando poi invece si vedevano scene come sciami di carabinieri che si rifiutavano di intervenire in certi frangenti per paura di "ripercussioni", come se a Sassari ci fosse la mafia, lì veramente c'è da incazzarsi. Non solo perché se hai paura di certe cose non scegli a priori di fare quel lavoro di merda, ma perché i poveri membri delle forze dell'ordine sono sempre attaccati da questi sciami di fricchettoni comunisti incazzati. Peccato che in linea di massima i "non interventi" non erano di natura politica ma andavano dalla banale denuncia di furto con "guardate che so chi mi ha fregato la moto, se volete vi dico anche dove abita", alle risse colossali scatenate da rifiuti umani che non avendo mai avuto regole a casa devono fare in modo che anche fuori ci si abitui alla loro condizione.
Tutto ciò è stato mai preso in considerazione ? Non sono affatto fiducioso, visto che sono secoli che ce ne si lamenta.
E proprio in materia di "forze dell'ordine" sono curioso di sapere perché non si attui una riforma decente in modo da fondere Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, e Polizia Postale in due corpi, anziché avere questa strana duplicazione, e non sono sicuro che siano questi i "doppioni" di cui Veltroni parla, anche se le idee sul rilascio dei passaporti e vari altri documenti potrebbero già essere un passo avanti.
Sulla certezza della pena, penso che questo sia in fondo l'unico problema della giustizia italiana, ma finché non vedo Marcello Dell'Utri in manette non ci credo.
IV Diritto alla giustizia giusta
Non sono sicuro sui "modi dell'efficientizzazione" ( che parola lunga ), ma confido nel fatto che in fondo saranno abbastanza ponderati. Sulle intercettazioni è già successo abbastanza e a quanto pare non ci si può fidare del buonsenso del giornalista che pubblichi un'intercettazione dopo avere capito almeno la materia di discussione, anche se su questo sono a priori dalla parte dei giornalisti, visto che non vedo per quale motivo chi corrompe abbia chissà quale diritto alla riservatezza, se poi ci sono estremi di violazione della privacy ci si assumerà le proprie responsabilità, ma nel momento in cui le cose che si riferiscono sono vere ...
OK sul testamento biologico e OK sui diritti ai conviventi. Sarà la volta buona ?
V L'ambientalismo del fare
Ah, le energie rinnovabili. Qui tutto piuttosto condivisibile, anche se confido più nell'eolico che nel solare per ovvie ragioni. Anche l'idea delle sperimentazioni è un ottimo punto di partenza, anche se questo può essere realizzato indipendentemente dal governo.
Sulla banda larga a basso impatto ambientale la risposta c'è e si chiama WiFi, che lo chiamiamo WiMAX o come si chiamerà lo standard successivo. Non ci sono cazzi, l'unica parola magica è "liberalizzazione", e su questo ci sarà una grande lotta con Telecom e soci, e non ci sono precedenti in Europa e nel mondo, a quanto so ( ma potrei sbagliarmi ), ma c'è sempre una prima volta.
Pienamente d'accordo anche sull'ambientalismo dei NO, che è un pochino il motivo per il quale l'ambientalismo in Italia, come molte altre cose, è significativamente più "basso" di quello del resto dell'Europa.
VI Stato sociale: Più eguaglianza e più sostegno alla famiglia, per crescere meglio
Forse è il punto più lungo, e i discorsi sul precariato piacciono un po' a tutti ma non a me, per cui li lascio a qualcun altro anche solo per il fatto che non ho bene idea di come giri tutta la faccenda. La formazione professionale è un po' una falla del sistema educativo italiano, ed è il tassello mancante fra l'istruzione media-superiore e l'Università, qualcosa che in Italia suona un po' molto strana perché ormai se non si è laureati non si piace poi così tanto, e si arriva al punto di creare corsi totalmente inutili proprio per non far sfigurare le persone, ma su questo c'è un punto a riguardo che commenterò.
Il "credito alla creatività" è un po' il motivo per cui la Svezia è un po' "la gran figata" dove vivere, mentre l'Italia non è tutto questo granché, e il tutto, unito con una vergognosa legge sull'immigrazione repressiva e antimeritocratica scritta e firmata da bifolchi che non hanno minimamente preso in considerazione eventuali studenti ( e anche dottorandi ) provenienti da Paesi "non tanto ricchi", che spesso e volentieri sono la proverbiale "speranza per la ricerca".
Anche il settore medico è una parte molto dolorante del sistema Italia; buone idee, ma funzioneranno ? E già che si è qua si parla anche di 194 e di "applicarla in modo decente", come se non fosse già successo fino ad ora. Ma comunque è bene che si chiarisca la posizione ( a favore ).
In nome dell'antinoia gli altri sei punti arrivano poi.
Stay tuned.
25·02·2008, alle 19:35
Visita Nixel
non c'è niente da fare, se i cosidetti laureati e immigrati con titoli di studio vengono qui è perché siamo ricchi diciamo...
trovare una rumena laureata che parla correttamente 3 lingue è facile...
trovare un padrone che colga le potenzialità di questa gente è il difficile.
molto meglio sfruttarli in lavori che gli italiani non vogliono più fare (diciamo che esistono salari e condizioni lavorative che non "possiamo accettare", beh il padronato dovrà pur competere con i mercati esteri... e la manodopera a basso costo e in nero è un passo avanti...)
vabbè poi c'è il clientelismo italiano, la tanto rinomata corruzione che parte dall ultimo cristiano che evade le tasse al politico lobbysta...
in sostanza non c'è Veltrusconi che tenga con questa Italia...
e in questo periodo sto dubitando persino della mia autarchia.
26·02·2008, alle 00:03
per fare un esempio, nonostante la ricchezza "non tanto ben distribuita", l'india è un paese con un'università di produzione discreta, dai chandrasekhar, raman e bose di qualche tempo fa, agli innumerevoli ricercatori e scienziati indiani o di origine indiana di ora; l'italia è sicuramente più ricca dei paesi da dove vengono gli "immigrati" che vengono etichettati come tali ( un islandese non è un "immigrato" secondo il senso comune ); ora, siccome l'imprenditore italiano è un po' una barzelletta buffa ( briatore ? berlusconi ? ) a livello europeo, di loro non so quanto possa importarmi, però se la legge sull'immigrazione crea problemi a chi viene inequivocabilmente per "dare" all'italia, visto che certe borse di studio e i vari "piccoli finanziamenti" ad équipe di ricerca sono esclusivamente per merito documentato trovo totalmente ridicolo che chi ha scritto questa legge non si sia messo questo problema, ma dopotutto cosa vogliamo chiedere a bossi di più complicato delle tabelline ?
sulle clientele, beh. tanto finiranno un giorno o l'altro, sicuramente fra qualche miliardo di anni, però speriamo anche prima.
01·03·2008, alle 15:02
Visita Edric Ant
Daccordo su tutti i punti, anche se devo un po' capire quello ambientale.
Riguardo all'ultimo punto, spero di aggiungere qualcosa.
Il problema dell'Italia è il fatto che è un paese all'interno del quale vige il modello mediterraneo, quel modello secondo il quale ci stanno trentenni che vivono in casa anche a trent'anni.
Questo modello, vigente anche in Spagna, dove però sono più furbi, è il vero principale motivo per il quale in italia c'è la crescita zero, non perchè la famiglia ha poche sovvenzioni, ma ne ha troppe, il problema è che viviamo in una società familistica dove le famiglie scoraggiano i figli a uscirne fuori, escludendo le fortunate eccezioni e quindi, siccome non possiamo avere famiglie di dieci persone con otto figli che a trent'anni vivono ancora in un monolocale con la mamma e il papà, fortunatamente la gente ha capito che è meglio farne di meno.
E la crescita zero secondo me non è un problema, perchè abbiamo migliaia di immigrati che portano i loro figli e che, sperando che un giorno diventino cittadini, abbasseranno l'età media dell'Italia.
Riguardo al problema del modello mediterranio ci sono tanti motivi, io mi focalizzerò su quello dell'università
L'Italia ha pessime università, ma è anche un paese che, in alcuni ambienti, esalta titolo di laurea, nel quale tutti vogliono avere il loro pezzetto di carta.
E siccome tutti vogliono essere laureati, anche quando sono delle zappe, hanno creato questi corsi di laurea farlocchi per accogliere le pippe, dandogli il loro pezzetto di carta e chiamandoli dottori, anche se non valgono un cazzo. Classico l'esempio della proliferazione a medicina, facoltà che si è spezzettata in fisioterapia, scienze farmacologiche, scienze infermieristiche e compagnia bella, facoltà create principalmente per accogliere tutti gli sfigati che non passavano ai test d'ammissione a medicina. E a questo punto abbiamo sempre più ragazzi che se ne vanno all'università, non lavorano e restano in casa per almeno cinque anni, senza cercarsi un lavoro o una casa loro.
E quando avranno la loro laurea dovranno restare in casa almeno un altro paietto di anni, perchè hanno un titolo di studio del cazzo. Tutto questo perchè non si vogliono rendere conto che magari non sono adatti a studiare e dovrebbero lavorare perchè di quelli che ho detto, ho parlato degli studenti che si laureano in cinque anni, non di quelli che ci mettono una vita, magari pure con una media del cazzo e quel genere di studente rappresenta una bella fetta.
Tutto questo perchè in italia si disprezza il lavoro tecnico, restiamo un paese umanista, nel quale per intellettuale si pensa solo a un letterato, un avvocato o, al massimo un medico (anche se un medico dovrebbe avere una preparazione scientifica coi controcazzi). E di fronte a così tante persone che vogliono fare questa cosa le università si sono ritrovate costrette ad accogliere più studenti di quanto possono, spesso rimanendo poco adatte ad accoglierli tutti e finisce che la loro offerta formativa è scarsa, dalle facoltà escono un sacco di medici, ma con una scarsa preparazione o dei voti scarsi. Questo perchè chi non è in grado di fare il medico, invece di rinunciare e lavorare, si incaponisce fino alla fine.
Cosa fare per risolvere questa faccenda?
La cultura difficilmente si cambia, ma si può cambiare, anche se lentamente.
Per prima cosa bisogna creare un sistema realmente meritocratico secondo il quale chi è in grado e ha veramente voglia di studiare studia e chi non ne è in grado lavora, senza che la società glielo faccia pesare, perchè anche chi svolge un lavoro poco qualificato va rispettato.
Dovrebbe esserci un sistema realmente efficiente di borse di studio, nel quale lo studente ha un compenso decoroso quando ha buoni voti, non una miseria e questo deve succedere sempre, non solo per gli studenti con una media del dieci e che vivono in famiglie con mille euro l'anno, ma anche con delle persone più normali.
Devono fare in modo che l'università ridiventi un posto dove si formano professionisti di qualità, prima ci riusciva perchè ci andavano quattro riccastri. Ora deve riuscire ad accogliere quelli provenienti da tutte le classi sociali, non perchè la conoscienza è di tutti, nè per chi se la può permettere economicamente, ma di chi è abbastanza intelligente da averla.
01·03·2008, alle 17:32
sono pressoché d'accordo ma mi riservo dal commentare perché il punto del programma che parla dell'università è proprio il settimo e a breve posto la seconda parte ! :)
02·03·2008, alle 18:23
Visita Edric Ant
Cambiamo un attimo discorso e parliamo dell'altro schieramento per questioni di par condicio. E' più zoccola la Prestigiacomo o la Brambilla? Secondo me la Prestigiacomo, la Brambilla sembra più troia, ma la Prestigiacomo, con quella faccia da brava ragazza, deve avere alle spalle almeno un master in entrate da dietro. Forse è per quel motivo che nella sua pagina di wikipedia non viene fatta menzione del suo curriculum universitario...
02·03·2008, alle 20:22
non mi frega, io voto la santanché !