Heil Deutsche Physik

È morto Arthur Clarke, un vecchietto che scriveva cose strane e viveva in Sri Lanka. Dopo 91 anni e 2001: Odissea nello Spazio forse sarei morto anche io felice. Chi cazzo era Arthur Clarke ? Boh, cercate su google, magari imparerete qualcosa.
Dopo Karlheinz Stockhausen, Clarke è uno di quei morti che rientrano in una delle code della distribuzione globale della cultura, la coda di "quelli cui importa qualcosa", che è complementare a quanto invece capitò per un'altra persona, la cui visibilità persino da deceduta fu qualcosa di disarmante.
L'argomento del giorno è il canonico argomento pescato dalla grande scatola degli argomenti arretrati - la ripetizione è intenzionale - perché non sta succedendo molto ultimamente, e siccome a voi che mi leggete importerà di quello che penso di Enrico Boselli sicuramente meno di quanto importa a me scriverlo, rivango qualcosa dagli abissi nella speranza di interessare qualcuno.
E visto che è tremendamente figo scrivere con termini contorti come quelli di questi tre paragrafi, e visto che lo è anche scrivere di cose vecchie, si parla un po' di Nazismo.
Adolf Hitler era austriaco, e gli piaceva questo simbolo qua.
Tutto qui.
No, non è tutto qui. Forse gli sboroni sanno che Albert Einstein fu costretto ad emigrare perché era ebreo; quello che non tutti invece sanno è che riguardo a lui ( e non solo ) fu creato un muro ideologico anche ad opera di scienziati che appoggiarono in toto il regime. La cosiddetta Deutsche Physik, un vero e proprio movimento nazionalista che non scherzava affatto, a quel tempo.
Il problema grave è che il muro era effettivamente ideologico, e ogni critica rivolta da Philipp Von Lénárd, quello della spirale di Lenard e, ironia della sorte, Nobel per "qualcosa che riguardava l'effetto fotoelettrico" ( sul quale aveva posto le basi proprio Einstein ), beh, ogni critica da lui rivolta verso i lavori della Jüdische Physik era totalmente ad hominem, ed è una cosa piuttosto imbarazzante, perché in genere nella comunità scientifica non c'era spazio per queste cose, anche se evidentemente la demenza dell'epoca era abbastanza contagiosa.
Altro nome di spicco piuttosto famoso era Johannes Stark, anche lui premio Nobel per qualcosa che si chiama "effetto Stark".
La cosa un filo più seccante è la controversia legata ad altri due nomi ben noti a chi di dovere.
Il primo è Werner Heisenberg, che condivide il trono con Einstein per quello che riguarda i concetti decontestualizzati e usati a sproposito, il primo per quanto riguarda l'indeterminazione, il secondo per quanto riguarda la relatività. Non lo dico solo io, ma lo dice anche Richard Feynman ( che non è Gabriella Carlucci ), un sacco di questi concetti quando vengono "trasposti altrove" vengono brutalmente deformati, ed è spaventoso vedere gente che confonde "relatività" e "relativismo", così come "indeterminazione" ( secondo Heisenberg ) e "indeterminismo"; ma dopotutto se la gente non sa che parte integrante dei teoremi sono anche le ipotesi e non solo le tesi, beh, non è colpa mia, non tutti sono condannati ad essere stupidi.
Heisenberg, oltre ad essere famoso per il principio di indeterminazione che porta il suo nome, ha fatto un sacco di altre cose per quanto riguarda la Fisica Quantistica. Elencarne anche solo due o tre sarebbe infilarsi nel "grande tunnel dei discorsi difficili da portare a termine", per cui potete prendere quello che vi dico per verità rivelata, oppure andate su Wikipedia, a vostro rischio e pericolo. La "sentenza" del premio Nobel è difatti una cosa molto lata, che parla della "creazione della meccanica quantistica" [sic] e altri fatti.
Questo losco figuro è anche soggetto di una lunga controversia riguardo certe sue strane posizioni politiche. Heisenberg era molto amico di Niels Bohr, che pure già emigrato negli Stati Uniti, gli mandava molte lettere, le quali sono appunto le chiavi della controversia. In effetti Heisenberg rimase in Germania "a fare i lavori sporchi" e rifiutò di unirsi a Bohr e soci, la quale cosa poteva far suonare un campanellino, che però non è mai suonato perché nessuno ha mai trovato un "Heil Hitler" nelle sue lettere ( come invece capitava spesso in quelle di Lénárd ). La spiegazione più plausibile di tutto ciò era che Heisenberg aveva parenti e amici in Germania ed emigrare "così" avrebbe potuto significare non vedere più nessuno, soprattutto in quei tempi, anche perché come tedesco aveva, per così dire, le spalle coperte, pure nell'epoca più sfigata. È fuori di ogni dubbio che Heisenberg abbia effettivamente lavorato per il Reich, per quanto riguarda la corsa alla fissione nucleare, anche se si fa speculazione sul fatto che egli stesso non avesse tanto a cuore, per ovvi motivi, la riuscita del progetto, tanto che pare che sabotò i risultati e gli esperimenti stessi; inoltre in una delle lettere pare chiaro che lui intendesse costruire un reattore, e non una bomba, della quale apprese l'esistenza solo dopo il bombardamento di Hiroshima.
Che dire ? Io rimango in buona fede, anche se ho incrociato varie persone disposte a giurare che secondo loro Heisenberg era un nazista. Chi lo sa, magari possiamo fare una riunione ad hoc per stabilirlo. E magari possiamo declassare ulteriormente Plutone, già che ci siamo.
Il secondo nome è uno un po' meno noto alla plebe, un po' più ai fisici della materia. Si tratta di Peter Debye, un olandese il cui nome per esteso è piuttosto divertente. Un sacco di cose sono chiamate "di Debye", c'è un modello di Debye, una funzione di Debye, una lunghezza di Debye, insomma, un sacco di cose. Questo Debye deve aver fatto un sacco di cose, per risultare un illustre sconosciuto prima del secondo anno di Fisica all'Università.
Comunque della Fisica dello Stato Solido ce ne si frega ora, anche perché l'unica cosa che so in materia è che "ci sono tante cose che vibrano in modo strano". Quello che importa è che tempo fa ( 2006 ) furono pubblicate queste righe:
Alla luce della situazione attuale, come stipulato dalle leggi di Norimberga, l'iscrizione di Ebrei Tedeschi alla Deutsche Physikalische Gesellschaft [ Società della Fisica Tedesca ] deve essere interrotta. Secondo il desiderio dei direttori, chiedo a tutti i membri che corrispondono a questa definizione di presentarmi le loro dimissioni. Heil Hitler !
Beh, è piuttosto evidente che se questo documento è effettivamente autentico non avremmo molti dubbi. Questa è parte di una lettera attribuita a Peter Debye, inoltrata proprio a tutti i membri della DPG. Inoltre pare che lo stesso Einstein si fosse curato personalmente di evitare che a Debye venisse assegnato un posto di docente alla Cornell University una volta emigrato negli Stati Uniti, proprio perché egli non aveva interrotto i suoi rapporti coi dirigenti nazisti.
In sua difesa molte biografie parlavano di una fuga dall'Europa proprio per non voler aderire al regime, e il suo stesso figlio ( che, per inciso, si chiamava Peter Debye anche lui ) lo ha sempre conosciuto come "apolitico", persino nei tempi in cui si era "o con noi o contro di noi".
Le reazioni sono state variegate, ma più o meno tutte negative. L'Università di Utrecht ha rinominato il "Debye Institute", e con essa molti altri posti che avevano dedicato qualcosa a Debye hanno misteriosamente cambiato nome.
Ma dopotutto erano "bloody times", e anche le opinioni della parte avversa non erano necessariamente le più pacifiche o pacifiste, quindi giudicare ora la faccenda viene molto male.
Per quello che ci riguarda comunque i contributi di Lénárd, Stark e Debye ( più lui degli altri due ) hanno aperto un sacco di strade ed è questo che conta; il fatto che poi fossero degli stronzi nazisti può formare tante opinioni, ma non può cancellare il loro contributo, perché se la pensassimo in questo modo non saremmo affatto meglio della Deutsche Physik.
25·03·2008, alle 11:38
Visita Edric Ant
Il libro del tizio non l'ho letto, ne ho visto solo (ovviamente) il film. Per quanto gli scrittori di fantascienza spesso sanno cosa scrivono e, se sparano cazzate, hanno comunque una base scientifica decorosa, va sempre ricordato che restano cosa da non prendere sul serio, sennò va a finire come è successo con Hubbard e gli scientology. L'importante è che la gente capisca che, ad esempio, la faccenda del monolito non va presa per forza sul serio o che, quantomeno, non è una verità assoluta, sennò finisce che il creazionismo prende il sopravvento dicendo "se l'ha scritto quello in un libro che ha ispirato un film di successo, dev'essere vero".
Può sembrare scontato dirlo, ma non è così...
25·03·2008, alle 12:47
come sarebbe il mondo se la religione dominante venerasse 2001: odissea nello spazio ?
( ovviamente la notizia di Clarke non c'entra col resto del discorso, spero si capisse ! )
25·03·2008, alle 16:07
Visita Edric Ant
Comunque il fisico tedesco sotto il nazismo più fico (a patto che si possa considerare come fisico e non ingegnere) è Freiherr Von Braun. Voleva solo lanciare i razzi nello spazio, ma per farsi finanziare s'è messo a costruire le V-2. E dopo la guerra l'hanno fatto lavorare alla NASA come voleva. Che figlio di puttana fortunato...