News dalle radiazioni cattive

Pubblicato il 29·05·2008

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Ho tutti i motivi per dissentire da questo governo, però questa volta forse ...

Non è mia la frase, ma sono d'accordo.

Per chi non ha senso comune e adora protestare a priori tutto ciò sarà un'oscenità, ma dopo aver letto qualcosa ( non tanto eh, basta qualcosina ) ci si fa un'idea decente su quello che veramente il nucleare come fonte di energia, dove chiaramente per nucleare si intende la fissione, non questa roba qui ( per inciso, non sono ( ancora ) un solidista e né un particellaio e mi astengo dal giudicare, anche se sono profondamente scettico, per vari motivi ).

 AIEA

Ma torniamo alla realtà. Prima di tutto le dichiarazioni. La prima è di Scajola, ministro di qualcosa con un nome lungo. Premesso che a Scajola non affiderei nemmeno la gestione di un parco giochi per provata e confermata inettitudine su vari fronti, purtroppo non c'è niente di contestabile nella sua dichiarazione. "Serve un mix energetico che garantisca maggiore indipendenza". Ha ragione. Questa non è un'opinione, ma un fatto confermato da qualche dato IEA ( Agenzia Internazionale dell'Energia ), non tanto semplice da leggere. Allego un PDF con qualche dato del 2007 per chi ha voglia di spulciarlo.

Se vi fidate, chiaramente una summa può essere rappresentata dal rapporto "energia prodotta / energia importata", per quanto riguarda l'elettricità ( non il calore ). Per l'Italia è un imbarazzante 17% scarso ( 14% nel 2005 ), per la Francia si supera un po' il 95%, la Germania tocca il 62%, mentre il Giappone, sorprendentemente supera di poco il 22% ( OK, sempre meglio dell'Italia ... ). Gli USA invece sono in forte attivo: 222%. Addentrandoci di più nei dati possiamo notare come l'energia italiana venga prevalentemente da combustibili fossili ( quasi l'80% ), con un idroelettrico costante dagli anni '60, pressapoco. È interessante vedere come la produzione francese di energia nucleare raggiunga i 63GW, che coprirebbero più o meno l'intera rete elettrica italiana.

Alla luce di queste percentuali notiamo che forse è meglio passare da un numero che inizia per "1" ad uno che inizia per "2", passato il "3" magari s'esce dal terzo mondo, e ci danno una bella medaglia.

Come risolvere il problema ? Beh, di sicuro non col nucleare, visto che Legambiente dice che dopo Chernobyl è stato commissionato "un unico reattore" in Europa, e per giunta faceva anche cagare.

Gli diamo ragione e frughiamo nei documenti dell'AIEA ( Agenzia Internazionale dell'Energia Atomica ). Un grafichino dice che al mondo i reattori nucleari sono tanti tanti, 104 in Giappone, 59 in Francia, per un totale di circa 240 in tutta l'Europa Occidentale ( escludendo dunque Est, Scandinavia e Baltico, coi quali si supererebbe un totale di 270 reattori ), e in costruzione ne abbiamo uno in Finlandia ( sarà quello ? ) e uno in Francia, ciascuno da 1600MW elettrici ( due Caorso, tanto per ). Un altro grafichino mostra svariati reattori ( oltre 30 ) che hanno meno di dieci anni. Ora, ammesso che non siamo veramente così sfigati che quei 30 reattori fossero tutti stati prodotti in Corea, Messico, Armenia e Sud Africa ( non trovo un grafico per nazione / anno ), beh, è chiaro che Legambiente sta mentendo.

Oh, no, Legambiente che mente, dove cazzo siamo finiti ? Beh, in Italia, per dirne una, ma viste le grandi critiche costruttive per quanto riguarda la TAV ( ricordiamo un po' cosa ne pensavano in Francia ... ) ce ne possiamo pur fregare.

Altra favoletta che ormai m'annoia leggere è quella sulla scarsità dell'uranio nel mondo.

Una prima obiezione riguarda il fatto che il petrolio scarseggia da tanto, e non è da ora che si sa, ma a giudicare dalle centrali italiane non sembra che ce ne freghi così tanto; né sembra che Legambiente si pronunci in modo critico a riguardo, evviva evviva !

Una seconda obiezione è fomentata da questa pubblicazione sempre dell'AIEA, intitolata "Analisi delle scorte d'uranio al 2050". Non chiedo che la si legga tutta, ma nemmeno in parte. Fatto sta che il prezzo del petrolio è salito di 5 volte dagli anni '70, e non c'è ragione perché non aumenti. L'Uranio invece è presente, fra le varie cose, nell'acqua del mare, nell'ordine di "parti per miliardo" ( più di un migliaio di miliardi di volte in più della concentrazione di principio attivo nel più potente dei rimedi omeopatici ). La procedura per ricavarlo è 10 volte più costosa ( per ora ) delle fonti convenzionali tanto che la IAEA stessa la bolla come "poco più che una curiosità", ma è un ottimo tetto per il mercato, visto che nel momento in cui salisse il prezzo presso le nazioni che ne possiedono riserve ( sparse in tutto il mondo ) estrarlo dal mare diventerebbe più che conveniente, soprattutto per un paese come l'Italia, con la sua estensione costiera.

Non ho guardato bene le cifre per smentire definitivamente la favoletta dell'uranio che scarseggia, o che viene rubato dai paesi poveri, però ho buone ragioni per supporre un'autonomia sostenuta per un paio di secoli ( le scorte marine sono stimate intorno alle 4·109 tonnellate ); e poi c'è sempre ITER, che se funzionerà ( chissà se saremo ancora vivi ) sarà veramente l'inizio di una storia intitolata "l'energia pulita, gratis", la fusione nucleare, quella vera.

Ulteriori considerazioni:

  • Non siamo nelle condizioni di sputare sopra una fonte di energia pulita come quella da fissione nucleare; dati ONU parlano di un ordine delle decine di morti per Chernobyl, più qualche migliaio di tumori ( tiroide, etc. ) e leucemie attribuiti all'esplosione ( non ho letto il rapporto completo, potrei sbagliarmi anche di molto con le cifre ). Come già si sapeva, Chernobyl non è stato un incidente comune, e non è nemmeno stato un errore, ma non ho voglia di parlarne, e da allora non ce ne sono più stati, anche perché i reattori hanno misure di sicurezza sempre maggiori. Analogamente per quello che riguarda le scorie, dobbiamo solo scegliere se preferiamo il cancro ai polmoni dalle polveri sottili delle centrali a carbone ( 10% della produzione italiana ) oppure una custodia sicura come quella escogitata dai francesi, che implica frequenti e precisi controlli ad hoc.
  • Il solare è un'ottima fonte e il Sole non si spegne, ma trascuriamo sempre il fatto che le cellule fotovoltaiche hanno una durata e non sono riciclabili; anche la pratica per la costruzione delle cellule non è che sia poi così tanto pulita, e penso abbiamo visto tutti dove vanno a finire i semiconduttori in disuso. Gran parte di ciò che viene detto sull'eolico invece lascia il tempo che trova, e non capisco perché si insista così tanto.
  • La ricerca in campo di fissione nucleare va verso i reattori autofertilizzanti, e non si è di sicuro fermata nel 1986, è bene partecipare e darci un'occhiata. I reattori al torio di cui tanto si parla come "sostituto dell'uranio" non lo sostituiscono affatto; forse non tutti sanno che viene usato il torio per produrre uranio 233, che è fissile, e quindi chi fosse preoccupato per le bombe non ha di sicuro trovato la soluzione.

In conclusione, l'unica fonte che potrà essere considerata sicura e pulita è la fusione nucleare. Al momento non ce l'abbiamo, e data l'emergenza energia in Italia non è il caso di fare gli spocchiosi. Integrare, usare "un po' tutto" pur di liberarsi dal carbone e dal petrolio, questo deve essere il messaggio: la Francia ha fatto una scelta eccessiva, 60 reattori per 60 milioni di persone sono tanti, ma per lo meno vende l'energia a noi, e ci guadagna anche tanto. Ben venga la costruzione di nuovi reattori di terza e quarta generazione, perché di sicuro 25% è meglio di 15%, seppure in 10 anni. Come sempre la parola d'ordine è informarsi, soprattutto quando la questione tecnica prevale, perché disinformare quando le cose si fanno complicate è molto, molto facile.

Tutto ciò non ha tenuto conto dell'importante questione economica perché fondamentalmente capisco molto meno di economia di quanto capisca di energia, e quindi sono pronto a critiche da quel fronte, per cui ogni smentita è bene accetta.


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14 commenti per News dalle radiazioni cattive



  1. Secondo me il vero problema per quanto riguarda l'Italia sarebbe il trattamento delle scorie, in quanto i governi hanno dimostrato e dimostrano incapacità in gestire situazioni anche meno pericolose, figuriamoci con le scorie, non voglio nemmeno pensare a cosa potrebbe accadere, soprattutto in casi come il sud dove la mafia non avrebbe problemi a trarne profitto...
    cioè col nucleare bisognerebbe avere davvero dei controlli seri
    altrimenti faremmo la solita cosa all'acqua di rose, con conseguenze anche gravi



  2. le scorie piuttosto che gli appalti per le centrali piuttosto che un sacco di cose.

    le scelte sono a) ci proviamo b) KILL IT WITH FIRE c) GTFO; tanto il problema rimane e noi continueremo a comprare schifezze da chissà chi.



  3. Ma io infatti non ho detto di essere contrario, ho solo elencato le mie paure



  4. sì sì, io ho illustrato le alternative che abbiamo, come vedi sono ben tre :)



  5. Visita Willy Roussel aka Meyhna'ch

    parlavamo di certi desaparecidos e toh, capito per caso qui. :)

    per una volta sono d'accordo con te che sei d'accordo con l'attuale governo (proprietà transitiva anyone ?), nonostante io supporti Flavia D'angeli (che tu hai mandato cortesemente a fare in culo qualche post fa) e tutti i communisti (con 2 m) elitari perchè la massa è pirla non seguirla etc.etc.

    in primo luogo non me ne frega un cazzo delle radiazioni e dei tumori. tanto ci sono le antenne wifi se mi devo prendere la leucemia, senza per questo rinunciare all'innanet.

    poi io a Chernobyl e Pripjat ci andrei a vivere.
    vuoi mettere ? cogliere le margheritine bicefale e guardare i lombrichi grossi come boa ?
    inoltre, insomma, voglio poter continuare a fare copertine di dischi in bianco e nero per il mio futuro gruppo crust, con tutto l'armamentario classico di simpatici funghi atomici e sinistre sagome di reattori, senza sentirmi per questo un patetico revivalista al pari di quelli che fanno youth crew.
    quindi ben vengano le centrali nucleari.

    ma poi la cara vecchia obiezione che le radiazioni non rispettano i confini nazionali (e quindi, a fronte di 270 centrali in europa, non averne sul proprio territorio è un po' credere di essere froci con il culo degli altri) non si fa più ?



  6. Visita Edric Ant

    Perfettamente daccordo.
    Il problema di Legambiente, dei Verdi e di tutta la Sinistra "radicale" in genere è proprio quello di non riuscire ad accettare il male minore.
    Preferiscono non cambiare niente e fare ostruzionismo su qualunque cosa perchè le soluzione proposte non sono perfette (come se fossero possibili soluzioni simili).
    Certo, se poi cose anche giuste vanno dette da uno come Scajola mica ci possiamo stupire se hanno protestato...



  7. meyhna'ch: flavia d'angeli vaffanculo ! :D

    tancredi: a prescindere da questa faccenda del nucleare non ho ben capito che cazzo stia succedendo in italia in questi giorni.



  8. Visita Edric Ant

    Non guardare me: la mia facoltà sta a San Lorenzo, della città Universitaria noi non ne sentiamo nemmeno l'odore.



  9. uhm... ho poco tempo quindi prendilo come un preliminare... credo che il fatto che esista dell'uranio, nelle concentrazioni che hai indicato, nei nostri oceani, non andrebbe del tutto considerato in un'analisi di questo genere.
    Se non sbaglio, nell'acqua c'e' anche dell'idrogeno, credo ma magari mi sbaglio ;) in concentrazioni maggiori rispetto all'uranio, eppure questo non significa che sia facile o economico utilizzarlo come combustibile-fonte di energia.

    Makka



  10. se per "idrogeno nel mare" intendi quello che compone l'acqua la cosa è diversa perché la rottura di palle lì sta nel rompere il legame molecolare ( motivo per cui le "macchine a idrogeno" sono inutili ), mentre per l'uranio c'è solo un "banale" filtraggio.

    per quanto riguarda il fatto che possa o meno essere un'alternativa, beh, potrebbe esserlo se il prezzo dimezza, come ho scritto, ad ora l'uranio "da fonti convenzionali" costa 10 volte meno che tramite un'estrazione dal mare, però questo ti dice chiaramente che se una nazione ha il monopolio il prezzo non potrà mai decuplicare ( ma manco quintuplicare probabilmente ) perché a quel punto non sarebbe più competitivo.

    come ho già detto non capisco molto di economia, ma c'è nell'AIEA chi dice che se anche l'uranio rincarasse pesantemente rimarrebbe comunque disponibile a prezzi competitivi proprio per l'abbondanza di modi per cavarlo fuori. su questo non ho fonti a portata di mano però saprei benissimo a chi chiedere.



  11. im primis quoto pienamente in todo marco, il nucleare va fatto. Siamo un paese che di energina ne produce ben poca e questo è dimostrato e una fonte di energia come il nucleare non va scartata.

    economicamente le cose sono un po differenti i giovamenti non saranno immediati e cmq il prezzo dell'energia non calerà di molto, ma il fatto che nessuno sottolinea è che il prezzo se pur non si abbasserà non si alzerà di molto!.

    perchè il rpezzo non si alzerà? semplice: 1)non dovremmo comprare energia e fino a prova contraria produrre invece che comprare è + economico!(si va bhe le centrali nucleari costano bla bla bla stronzate!)
    2) l'uranio anche se in basse quantità è presente anche in italia e cmq è più economico del petrolio (che comunque in italia non abbiamo)

    fatto sta che la scelta del nucleare non dovrebbe togliere spazio all'eolico o al solare! in italia si possono fare entrambi manca solo la volonta!

    bisognerebbe prendere da esempio la spagna, se non mi sbaglio con i dati dipendono dal 25/30% dal nucleare e 25/30% da fonti rinnovabili il che è ottimo!



  12. Non ci siamo capiti.
    Com'e' risaputo, il problema dei motori ad idrogeno non considte nell'approvvigionamento dell'idrogeno stesso ma nel costo, economico ed energetico, della compressione a volumi compatibili con l'utilizzo in autovetture.
    Quello che volevo dire era che il fatto di per se' che ci sia dell'uranio in mare non e' proprio un argomento a favore della sua disponibilita' all'utilizzo. Non basta dire che una risorsa esiste per fare un'analisi credibile: e' fondamentale sapere in che forma, in che concentrazione, quanto costa e quanto tempo, e quanta energia, servono per estrarla.
    Altrimenti, se ci basiamo solo sul fattore dell'esistenza di una grande quantita' di una risorsa, ipotizzando che prima o poi esisteranno i mezzi per estrarla, a questo punto non si capisce perche' parlare di nucleare piuttosto appunto che di idrogeno, di cui esistono quantita' impressionanti e la cui combustione non da origine a scorie radioattive.
    So che e' solo un particolare, questo dell'uranio nel mare, ma qundo ho letto le concentrazioni mi e' venuto da ridere: ho un minimo di esperienza in campo scientifico, gli ordini di grandezza di cui si stava parlando mi hanno lasciato un po' perplesso.
    Se vuoi leggere un'analisi efficace, basata sulle pubblicazioni scientifiche in merito, che esplicita meglio quali erano le mie impressioni sugli ordini di grandezza in gioco, leggi:
    http://aspoitalia.blogspot.com/...qua-di-mare.html

    Makka



  13. è un po' ridicolo paragonare l'estrazione dell'uranio dal mare a quella dell'oro che si tentava il secolo scorso, anche solo per le modalità in cui la cosa veniva eseguita. è altrettanto approssimativo dire che "il sale marino è preferibile estrarlo dai minerali", visto che se fosse veramente "preferibile" chi l'ha solo nel mare lo comprerebbe da fuori ( è un po' come per l'energia ).

    detto questo, non sono granché informato sulle modalità e non sono un ingegnere, quindi più di quello che ho potuto vedere riguardo al costo dell'estrazione dal mare non ho cercato, e non so se effettivamente si sian trovati altri modi oltre a quella specie di pompa di quell'articolo.

    non capisco perché continui a parlare di idrogeno sapendo perfettamente che una cosa è una "soluzione" e una cosa è un "composto", per dirla in chimichese; volendo potremmo anche dire che se frantumiamo un po' di quark l'uranio ce lo facciamo da noi, ma fondamentalmente il discorso del bilancio energetico inesorabilmente rimane.

    secondariamente, l'idrogeno non è una fonte, è un vettore, tanto che oggi non si è trovato nessun modo intelligente per usarlo come fonte in sé; quando ci sarà il reattore a fusione se ne riparlerà. la combustione di un qualcosa ottenuto sputando sangue e spaccando molecole è uno spreco immane.



  14. Beh, in effetti mi sono incaponito troppo sul parallelismo con l'idrogeno, compiendo una specie di ''autogol retorico'', perche' non si e' rivelato un esempio particolarmente calzante! :-/
    Hai ragione nel sottolineare la differenza tra vettore e fonte di energia, che in questo caso e' determinante.
    E non voglio nemmeno negare che ci siano differenze sostanziali nel trattare una soluzione piuttosto che un composto, anche se in questo caso chiarisco qual'era la mia tesi:
    - e' vero, c'e' uranio negli oceani, ma non basta a dire che un giono l'estrazione dal mare risultera' economica o comunque vantaggiosa, sembra piuttosto che tutte le esperienze al riguardo dimostrino il contrario.
    - per confutare il tuo approccio retorico, ovvero: c'e' uranio nel mare, quindi non esiste il problema della scarsita' perche' in qualche modo troveremo il modo di sfruttarlo, ... ho portato ad esempio l'idrogeno.
    - l'idrogeno e' presente in grandi quantita' nel mare eppure attualmente NON risulta economico (globalmente) il suo utilizzo.
    - tesi: dire che c'e' uranio nel mare non basta a sostenere in modo credibile che il suo utilizzo sia economicamente vantaggioso, o che lo sara' in futuro.

    Tu ora mi dici che c'e' differenza tra composto e soluto.
    Allora possiamo, se vuoi, specificare:
    - c'e' un'enorme quantita' di idrogeno nel mare ma: cazzo! Ci vuole un sacco di energia per rompere quegli stupidi legami molecolari, il che rende la sua estrazione piu' complicata del previsto. Va bene.
    - c'e' una discreta quantita' di uranio nel mare, tantissima se pensiamo che si tratta di un soluto. Purtroppo pero' si tratta comunque di concentrazioni bassissime, il che fa si che per ricavare una quantita' sufficiente di uranio bisogna ''trattare'', a prescindere dal metodo, enormi quantita' d'acqua. Falle evaporare, passale attraverso un filtro, in ogni caso le grandezze in gioco richiedono un enorme dispendio di energia.
    Certo, ogni analisi di questo tipo e' legata alla tecnologia che si sta utilizzando, ma in questo caso parliamo di ordini di grandezza che lasciano poco spazio alla fantasia. Anzi, lasciano proprio spazio alla fantasia, ma preferisco a questo punto impiegarla per immaginare fonti di energia meno problematiche.

    Tu dici di non sapere se esistono altri metodi sperimentati per l'estrazione dell'uranio dal mare... guarda, l'analisi che ti ho segnalato mi e' piaciuta molto perche' e' basata sugli articoli reperibili tramite il sciencedirect. Si tratta di un archivio di pubblicazioni scientifiche molto completo. Io ho accesso ad un altro sito simile (scienceserver.cilea.it), un po' piu' limitato ma comunque in genere si trova piu' di quanto si puo' aver voglia (o tempo) di leggere su di un argomento. Il punto comunque e' che se qualcosa di credibile fosse stato testato per l'estrazione di uranio, i risultati sarebbero stati pubblicati e se ne troverebbe traccia su questi siti. Non su focus, per dire! ;-)
    Se mi sto dilungando troppo su questo particolare, fermami! O se ti sembrasse fuori luogo continuare sul blog, si puo' fare via mail, ovviamente.

    Makka